Segnalazioni

Notizie samghiane (Machiavelli opere, Rinascimento a Firenze, Bembo a Padova, Pulci sonetti, Il caso Conrad)

a cura della Redazione

Nuova edizione dei testi letterari machiavelliani per il Cinquecentenario del Principe

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Nella Edizione Nazionale delle Opere di Niccolò Machiavelli è uscito il volume delle Opere letterarie, tomo II,  Scritti in poesia e in prosa. In questo anno di celebrazioni è il vero evento, forse più importante dei molti convegni che si terranno in giro per il mondo e che avranno il merito di confermare come davvero il Segretario fiorentino sia ormai diventato uno dei due o tre autori italiani divenuti fondamentali nel canone condiviso a livello planetario. Tuttavia il primo e vero gesto per celebrarlo è quello di leggerne i testi in una versione finalmente affidabile e con commento nuovo e approfondito. Dai testi occorre partire e ai testi occorre tornare, è questa  la grande lezione che la presente edizione impartisce a tutti noi. Frutto di oltre 10 anni di studi condotti da un gruppo di specialisti di altissimo profilo guidati da Francesco Bausi, il volume consta di più di 700 preziose pagine e dell’edizione di tutti i testi poetici e in prosa (seguirà poi il volume dedicato al teatro) inclusi alcuni quasi sconosciuti e, comunque, pochissimo studiati. Qui il link all’edizione nel sito della Salerno Editrice: http://www.salernoeditrice.it/Scheda_libro.asp?id=1914&it=ok&categoria=27

a.polcri

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Rinascimento a Firenzepalazzo-strozzi-580x350

La Primavera del Rinascimento. La scultura e le arti a Firenze 1400-1460 è il titolo di una delle più belle e importanti mostre dell’anno, visitabile a Palazzo Strozzi dal 23 marzo al 18 agosto 2013 e poi al Musée du Louvre dal 26 settembre 2013 al 6 gennaio 2014. La rassegna, realizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi, in stretta collaborazione con il Louvre,  raccoglie opere provenienti dai più importanti musei del mondo. L’esposizione illustra, in dieci affascinanti sezioni tematiche, la genesi del Rinascimento fiorentino entro un periodo che copre i primi sessant’anni del XV secolo, soprattutto  mediante capolavori di scultura e si apre con i padri della “rinascita” fra Due e Trecento, attraverso le meraviglie di Nicola e Giovanni Pisano, Arnolfo, Giotto, Tino di Camaino e dei loro successori, che assimilano anche la ricchezza espressiva del Gotico, in particolare di origine francese. Il “nuovo periodo” ha inizio con le opere di Ghiberti e Brunelleschi e prosegue, attraversando i momenti fondanti più significativi del Rinascimento, mediante la scultura pubblica monumentale di maestri quali Donatello, Nanni di Banco e Michelozzo, realizzata per i grandi cantieri della città. Nella galleria sono presenti, tra gli altri, esemplari di Masaccio, Paolo Uccello, Andrea del Castagno e Filippo Lippi, a dimostrazione di come le nuove forme scultoree abbiano influenzato anche  la pittura. Vengono delineati i nuovi canoni della scultura sacra di Donatello, di Ghilberti e di altri maestri e sono presenti preziose opere lignee, in bronzo, in bronzo dorato, in marmo, stucco e ceramica smaltata della bottega Della Robbia. Un’ultima sezione  presenta il passaggio dalla produzione artistica di pubblica committenza al mecenatismo mediceo. Il percorso espositivo  ha inizio con il modello ligneo della Cupola di Santa Maria del Fiore, progettata da Brunelleschi e simbolo per eccellenza della città, e si conclude con un altro modello ligneo, quello della più illustre dimora privata del Rinascimento, Palazzo Strozzi. L’evento testimonia il  clima spirituale e intellettuale che ha animato Firenze e  il fervore creativo legato al contesto socio-politico del tempo che ha dato vita al nuovo linguaggio dell’arte. La mostra è un’occasione unica, che raccoglie circa centocinquanta capolavori; si tratta di un viaggio alla riscoperta dell’antico nella città che ha dato vita al Rinascimento e che proprio dalla scultura prende i primi passi. Per informazioni dettagliate su orari e prenotazioni visita il sito http://www.palazzostrozzi.org/Sezione.jsp?idSezione=937 Per visualizzare il video sulla mostra clicca qui: https://www.youtube.com/watch?v=j5_hQRTArew

t.caligiure

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Pietro Bembo a Padova

Titian_-_Portrait_of_Pietro_Bembo_-_WGA22949Ricordiamo che restano due settimane per visitare la mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento a Padova (Palazzo del monte di Pietà, catalogo Marsilio a cura di G. Beltramini, D. Gasparotto, A. Tura). Qui di seguito il link al sito della mostra: http://www.mostrabembo.it/. Nato di nobile famiglia veneziana, figlio di Bernardo, uomo politico e umanista in contatto con i maggiori intellettuali della seconda metà del Quattrocento, Pietro non seguì le orme del padre. Invece che abbracciare la carriera politica, Pietro preferì – cosa insolita per un patrizio veneziano – assecondare la propria vocazione letteraria. Si trovò così a peregrinare tra le più splendide corti del Rinascimento: Ferrara, Urbino, Roma prima di fare ritorno a Padova, dove possedeva una villa di delizie, il Noniano, nella quale aveva raccolto una mirabile biblioteca e una eccezionale raccolta di oggetti d’arte antica e moderna. Pietro fu certamente il letterato di riferimento per tutta la prima metà del secolo, il dittatore delle lettere, secondo una celebre definizione. Diede le regole della lingua italiana scritta, fornì un esempio di poesia fondato sulla rigorosa imitazione del modello petrarchesco, scrisse un fortunatissimo dialogo di materia amorosa, gli Asolani. Fu però anche un grande umanista, un uomo di vastissima e variegata cultura e un impenitente amante delle donne. Resta celebre la sua relazione con Lucrezia Borgia, la figlia di papa Alessandro VI. La mostra rende conto della lunga vita di Pietro, culminata nell’elezione al cardinalato nel 1539. Manoscritti, libri a stampa, quadri, bronzi, strumenti musicali perfino una treccia biondissima che, leggenda vuole, fosse appartenuta a Lucrezia e da lei mandata a Pietro con una lettera. Organizzata in sezioni che rendono conto del percorso biografico di Bembo, la mostra è sorprendentemente ricca. Vi si trovano i ritratti di amici e protettori eseguiti da Raffaello e Tiziano; il grande quadro di Mantegna raffigurante San Sebastiano; due tavole di Hans Memling appartenute a Bernardo Bembo, opere di Giovanni Bellini e Sebastiano del Piombo. E, ancora, medaglie, una delle passioni di Pietro; disegni architettonici risalenti al primo decennio, quando Raffaello, il grande amico di Pietro, stava rinnovando Roma restaurandone l’armonia classica. E poi busti marmorei e disegni, tra cui una splendida crocefissione di Michelangelo. La mostra è un sontuoso percorso attraverso quasi ottant’anni di storia, dal fulgore dell’Umanesimo, attraverso l’apogeo del Rinascimento, fino alle fosche nubi che, attorno agli anni Quaranta del Cinquecento, dopo la Riforma, la perdita della libertà d’Italia e il crescente controllo inquisitoriale, calano a soffocare i colori di quell’irripetibile stagione. Per visualizzare un video di presentazione della mostra, clicca qui: http://www.youtube.com/watch?v=HO1VpeDpeS8

m.faini

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Nuova edizione dei sonetti di Luigi Pulci

A cura di Alessio Decaria esce ora l’importante edizione dei sonetti extravaganti del Pulci (Luigi Pulci, Sonetti extravaganti, edizione critica e note di Alessio Decaria, Firenze, Società Editrice Fiorentina, 2013 “Quaderni Aldo Palazzeschi” Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze). Sono sonetti di3490_8230 finissima fattura (48 componimenti e altri 7 di attribuzione dubbia o improbabile) presentati in una raffinata edizione critica con un commento puntuale e ricchissimo.  Il volume ha il merito di proporre i testi meno noti di uno dei grandi poeti della nostra letteratura ancora poco letto e conosciuto. La sua scrittura esplosiva è fortemente caratterizzata da un totale coinvolgimento con la vita minuta vissuta ‘tra la corte Medicea e la piazza’. Pulci, autore del Morgante, grande capolavoro del genere cavalleresco, fu anche un maestro nella polemica violentemente condotta in punta di sonetto.  Alle tenzoni poetiche – veraci testimonianze del bellicoso spirito letterario del tempo –  Luigi mai si sottrasse, sempre reagendo con acume e geniale ribalderia scrivendo affilati sonetti contro il filosofo Marsilio Ficino e l’umanista e cancelliere della Repubblica Bartolomeo Scala, ma soprattutto contro Matteo Franco a cui dedicherà, ricambiato con non minore ferocia, una gran quantità di poesie che spero Decaria pure pubblicherà con la consueta maestria ed eleganza, riportando alla luce opere ancora oggi capaci di parlarci di come il cuore umano, sempre agitato dalle medesime passioni, in fondo non sappia affatto cambiare. Qui trovate il link al volume nel sito della Sef Editrice: http://www.sefeditrice.it/scheda.asp?IDV=3490

a.polcri

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Nuove traduzioni, Il caso di Joseph Conrad

Joseph Conrad, Il caso, Adelphi, 2013.

Joseph Conrad, Il caso, Adelphi, 2013.

E’ uscito in questi giorni per Adelphi in una nuova traduzione Il caso di Joseph Conrad. Un capolavoro oggi poco studiato e menzionato, ma che nel 1913, anno della prima edizione, ebbe un enorme successo e avvicinò lo scrittore  anglo-polacco al pubblico popolare. Il caso racconta, mediante il personaggio-narratore Charles Marlow, ma con l’intreccio di diversi punti di vista che Conrad riesce magnificamente a ordire, la storia di Flora de Barral, giovanissima figlia di un banchiere danneggiato dalla speculazione che finisce in galera, dopo avere a sua volta  messo sul lastrico migliaia di investitori. La ragazza, una persona esile e silenziosa, si trova in preda all’emarginazione, ma lotta con ostinazione per conquistare la sua identità, affrontando le prove che il destino le ha riservato. L’incontro con il capitano Anthony le sembra un’ancora di salvezza che si rivelerà, prima nel lungo viaggio per mare e poi nel matrimonio, una tragedia. Nella traduzione di  Richard Ambrosini, studioso di spicco che da anni si occupa  dell’opera di Conrad, rivive, dunque, uno dei romanzi più importanti  del maestro di prosa inglese.  Un flusso linguistico incalzante coinvolge il lettore in atmosfere affascinanti  e al tempo stesso mette a nudo i dubbi e le incertezze dell’animo, narrando la solitudine dell’uomo dinnanzi alla violenza e ai ciechi colpi del caso, di cui il mare, che Conrad conobbe benissimo nei vent’anni di viaggi  precedenti la sua attività scrittoria, è uno dei simboli privilegiati.

t.caligiure

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