Poesia

“Rimare contro”, inediti di Marco Sonzogni

Marco Sonzogni*

Testi inediti, dalla raccolta in fieri Rimare contro

 

LEVARE

            c’è qualcosa di glorioso e di benigno nel vento
                                                   (Herman Melville)

           forse dentro al vento è rimasto qualcosa del tuo amore
                                                    (Alda Merini)

Quando s’addossano più grevi le ore
mi fingo vento e le disperdo in spore.

Ma mi lascia sempre assai intimorito
l’indifferenza del vento a tutti i calcoli.
So però che l’anarchia di folate, refoli,
possa svelarmi la traccia di un ordito.

Un esempio di come rinnovare il cuore
con la premura che si presta a un fiore.

 


***

 

ARIA
Il ticchettio che a quest’ora mi rinnova
antiche ansie ha la tua voce: continua
pure la tua litania d’insulti. E sulla prua
del tuo muso s’infrangono come uova

queste postille da imperterrito filologo.
Hai comunque ragione tu: perché mai
cercare soluzioni quando ci sono guai
ad assicurarti attenzioni e darti spago.

E per quanto mi riguarda basta l’ernia
del disco rotto di questi scarni versi:
in ogni tuo rimbecco c’è la peristalsi
di un’anima gretta che urla per agonia.

 

***

 

TOCCATA E FUGA                               

                La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.
                                                  (Johann Sebastian Bach)

Cameron Carpenter: piedi come mani
a scordare beninformati per ciarlatani.

Ci sarà sempre qualcuno che toccherà
i tasti dell’arroganza: il modo migliore
di spurgarsi dalle insicurezze.

E per tutte le manchevolezze
che fanno specchio al loro vero valore
ci sarà sempre qualcuno che ne subirà.

Cattiverie insensate, pensieri malsani.
Karl Richter: i tuoi piedi e le tue mani!

 

***

 

VARIAZIONI SU UN BASSO OSTINATO
Come mi piace questo tema soprattutto al pedale:
non tutto quello che male inizia pure finisce male.

Ci vuole poco per scongiurare le proprie manfrine:
ostinazione, competenza, entusiasmo, gratitudine.

L’intelligenza quando è umile non ha la coda di paglia:
chiude semplice in maggiore, come questa passacaglia.

 

***

 

GRADUALE
Sento eliche ronzarmi intorno
questo natale agli antipodi
e sgrano gli occhi: da nodi
di nuvole sbieca un aereoplano

in approccio d’atterraggio
oltre la linea di alberi e di tetti
che deraglia i pensieri. Smetti
di giustificare il linciaggio

di labbra gonfie di veleno:
è tempo di cambiare il passo
e tradurre liberamente sasso
per forbice… E perlomeno

tenta e spera. E la mia recita
quotidiana riprende quota,
stacca dalla paura a ruota
di ciò che si spaccia per vita.

 

***

 

MOKUSATSU
C’è in ogni giorno un momento in cui occorre
scambiare la certezza per sinonimo di errore.

Come quando una flotta di emboli
si è involata ai miei polmoni (kamikaze visibili
solo per contrasto in un cielo fluorescente: vili
viaggiatori!) così confidi sorpresa quelle terribili
parole. Segrete, eteree crudeltà: segni indicibili
che strappano lentamente tutti i fili.

Non occorrerà addossare la colpa a Hasegawa
Saiji: vede ora l’occhio ciò che il cuore sentiva.

 

***

 

MÀCULA

                   Cerca una maglia rotta nella rete
                  che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
                                            (Eugenio Montale)

Stirato e piegato, resiste ai lavaggi e agli oltraggi
di chi trova sempre qualcosa da dire:
virtuosi assoluti del ben vestire di oggigiorno,
e svelti di bocca, appena uno si leva di torno.
Faccia questa orazion picciola capire:
apparteneva alla nonna, Romina Zanacco Poggi.

 

***

 

SCAMBIO
Come in sogno eccomi in Ohio
accanto a una ferrovia: passa un treno merci
che dura due decine di rosario.

Tre motrici scure come bisonti
traducono una monocroma mandria di vagoni
che presto mi confonde i conti.

Ma una cosa è chiara: è troppo,
troppo lungo. Mi basta questo che fa scambio
a Tromello. E in gola un groppo

che sgrana in una rima per te.
Così quando riparte chiedo conferma: “’L vena
da Pavia,” dici, “e ’l va a Varsè”.

________________________________

MS*Marco Sonzogni (1971) insegna lingua e letteratura italiana alla Victoria University di Wellington, in Nuova Zealanda. Ha pubblicato cinque raccolte di poesie: Assenze (2005), Alibi (2011), Prove di canto (2013), Tagli (2014) e Ci vuole un fiore (2014).

 

 

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