Poesia/Rimario

“Rimario”, rubrica a cura di Marco Sonzogni: “In capannello” di Pascoli in dialetto bolognese, traduzione di Claudio Pasi

a cura di Marco Sonzogni

 

Rimario, rubrica a cura di Marco Sonzogni, accoglie testi inediti di autori emergenti e affermati che nella loro scrittura esplorano l’uso della rima. Si invitano proposte di massimo 5 testi. Gli autori che verranno pubblicati saranno rappresentati da un solo testo. Contatti: Marco.Sonzogni@vuw.ac.nz

 

Giovanni Pascoli, In capannello
Tradotto in dialetto bolognese da Claudio Pasi*

In capannello

Cigola il lungo e tremulo cancello
e la via sbarra: ritte allo steccato
cianciano le comari in capannello:

parlan d’uno ch’è un altro scrivo scrivo;
del vin che costa un occhio, e ce n’è stato;
del governo; di questo mal cattivo;

del piccino; del grande ch’è sui venti;
del maiale, che mangia e non ingrassa —
Nero avanti a quelli occhi indifferenti
il traino con fragore di tuon passa.

*

Int un ruglètt 

Al sbâr i ṡdòndlan, al gnécca al canzèl
e pò as sèra la strè; drî dla barîra
i s ardûṡan dal dòn a ciacarèr:

i dscòrran d ón ch’l é un ètar tèl e quèl;
dal vén ch’al còsta un òc’, e dîr ch’a in êra;
dal guêran; e d ón ch’l à avó un brótt mèl;

dal putén cén; dal grand ch’l à pió d vint ân;
dal ninén ch’magna, mo al s ingràsa brîṡa —
E nèigar, dnanz a chi ûc’ incantè, al pâsa
al trêno e al ròmmba fórt ch’al pèr un tròn.

 

Nel 1886, per celebrare le nozze dell’amico poeta Severino Ferrari (Molinella, 1856 – Collegigliato, 1905) con Ida Gini, Giovanni Pascoli stampò un opuscolo con otto madrigali intitolati L’ultima passeggiata, poi confluiti, con successive aggiunte, nelle varie edizioni di Myricae. La poesia In capannello (la XII nella versione definitiva del 1894) viene qui tradotta nel dialetto rustico della pianura bolognese orientale, quello appunto di Severino

_______________________

CP*Claudio Pasi è nato a Molinella (Bologna) nel 1958. Vive e lavora a Camposampiero, in provincia di Padova. Ha pubblicato la plaquette di versi In linea d’ombra (Niemandswort 1982) e la raccolta La casa che brucia (Book 1993). Altre poesie sono successivamente apparse su varie riviste e giornali: Tempo di guerra, una delicata raccolta di schegge di memoria relative alla Seconda guerra mondiale nelle sue terre emiliane su «I Girasoli» (n.6, giugno 2014); Via del dolore, nobile e commosso ricordo degli ultimi giorni di suo padre Revel secondo le modalità di una via Crucis, sul n. 32 di «Poeti e Poesia» (agosto 2014); A cuore aperto, racconto di un’improvvisa crisi di angina e della successiva operazione al cuore, in «Soglie» (aprile 2015). Ha collaborato a «Poesia» e a «Testo a fronte» con traduzioni da poeti antichi e moderni. Ha scritto di poeti contemporanei e di lirici minori dell’Ottocento, e si è occupato, occasionalmente, di critica d’arte.

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