Narrativa/Poesia

Dario Deserri, Poesie inedite e un estratto dal romanzo “Come le nuvole sopra Berlino”

Poesie inedite di Dario Deserri*

 

 

Quando mi hai guardato

Grazie, di avermi osservato
dolce sconosciuto
grazie di non aver veduto, la ferita
ma la bellezza antica degli occhi
ancora azzurri, ancora accesi:
ancora una volta sconosciuti
nelle emozioni di giorni in cui l’anima
intatta, intoccata, fioriva.
 
 
Primo bacio

Il bacio è come l’acqua
il primo bacio è una cascata
senza sapore apparente
fece battere il cuore quel viso
le labbra così vicine,
un sorriso nascente.

Veduto da qui, ormai lontano
dona un dolce tepore
un sapore neutro, l’odore
la mente di ognuno fa proprio
così diventa dolce
così diventa salato
nel calore, una ninfa di fiume
il mare di un tritone, raggelato
oppure assume toni languidi
il cioccolato, l’amaro del cacao:

non è importante ciò che fa
un ricordo ormai andato
c’è chi gusta il sapore del pepe, sopra il gelato.
 
 
Immagine

Sei giunto limpido in un mattino
di mare all’isolato cortile, attraente
porti il calore d’un istante di sole
e siedi dove non si vede
brillante, sul gocciolante bacile.

Solo in uno sparto, a sé stante
ed io salto, un istante e allungo il collo
infantile io, sempre troppo corta
tu ancora troppo alto:
in un giorno fatto solo di bianco

il brivido castano, l’azzurro non incontra
candido riflesso del vetro
il tuo non reale, l’immagine
un viso dolce, la sera principe d’estate
un incontro mancato, la favola e le fate.

 

*

  Dario De Serri, Come le nuvole sopra Berlino,  Puntoacapo Editrice, 2014

Capitolo I, pp. 29-30.

Le strade di Kreuzberg tra la Mehringdamm e Tempelhof, il vecchio aeroporto, nel pomeriggio tardo si vestono d’una calma placida. Alla fine di una giornata intensa, quando la luce confonde con la sera e i lampioni in stile liberty iniziano il proprio mestiere, un’aria serena vi passeggia. A Chamissoplatz, come un’immensa lanterna di neri spioventi, la Wasserturm traspare dai platani col folto fogliame smeraldo, accendendosi sul fondo azzurrissimo del cielo d’un arancio sfumato.
È il 21 di marzo.
-Oooh andiamo! Ma che dici!!! Serena è una donna frivola, trovo… troooppo frivola! Non
mi fiderei mai di lei! E sono convinta che tradisca Plato aaabitualmente!
Le parole di Albertine schioccano come una sferzata secca sull’asfalto. Sfilacciano l’aria, fugano le lunghe ombre al tramonto di una romantica passeggiata berlinese. Stupisce anche Fridolin, che pure
conosce le rigide convinzioni della compagna. Le prime finestre si illuminano dalle facciate die palazzi alti, il viavai di persone si affolla all’entrata dei supermercati sulla Bergmannstraße.
-Schönen Feierabend Herr Doktor!- saluta un passante, paziente abituale del laboratorio
medico di Fridolin.
-Buona Serata a lei Herr Schnitzler!…- risponde alzando il tono di voce Fridolin, con espressione gentile. -Sei molto dura… Che ti fa pensare che ciò che vedi corrisponda al vero? È bella e diretta, senza dubbio non ha timidezze particolari, ma ci conosciamo da tempo, io credo che lei lo ami! È questo che importa… Considera oltretutto che è straniera. Gli italiani hanno un comportamento diverso da noi. Sono più diretti, mostrano i sentimenti in modo molto aperto e il contatto o i gesti hanno un loro significato differente dal nostro, lo sai. E che noi possiamo mal interpretare. A me è simpatica, c’è qualcosa di speciale in lei.
-Già immagino cosa! Ha dei begl’ooocchi no!?- sorride con malizia -Tutti uguali voi uomini!
Bastano le belle forme, degli occhioni ammiccanti e sono tutte «simpatiche»! E poi Plato non è come lei. È pure lui molto amichevole ed estroverso, come gli italiani in genere sanno essere, ma sembra una persona che si accontenta di ciò che ha… Non sono così stupida, non mi riferivo a differenze culturali… – riflette un attimo in un sospiro, sollevando leggermente le spalle – … è un uomo affascinante, anche se non particolarmente bello. Ha quel non so che di dolcezza e sempre una buona parola, un sorriso, una piccola attenzione nei confronti di ognuno. Con un modo di parlare e di muoversi che lo rende attraente! È sensibile e stravede per lei! Non la tradisce proprio uno così!
-Eh daaai! Sei cinica, sembra che niente ti sorprenda più. Giudichi come in quegli assurdi programmi TV in cui sembra che un killer si riconosca dalla curvatura del sopracciglio o la forma.

 

_________________________

web_deserri_copyrightmimozaveliu

Foto di Mimoza Veliu

Dario Deserri (pseudonimo Dario De Serri) è nato a Ferrara nel 1974 e dal 2008 vive e lavora a Berlino. Negli anni ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali e pubblicato testi su riviste specializzate. Nel 2011 vince il Premio “Laurentum” nella categoria “Italiani nel Mondo” a Roma. Nel 2012 e 2013 è nei primi tre finalisti della sezione opere internazionali al Premio “Vignola”. Il 2014 è l’anno della pubblicazione del suo primo romanzo Come le Nuvole sopra Berlino, Puntoacapo Editrice,

Contatti e riferimenti: dario.deserri10@gmail.com;  www.deserri.net

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