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Vivere in laboratorio /2

La porta si apre cigolando.
Mi sveglio e penso: “Sono fottuto, mi hanno scoperto.”

E’ questione di un attimo, ancora rincretinito dal sonno e non del tutto conscio dell’ambiente attorno al mio organismo, alzo la testa dal cuscino e vedo Q.

Q., a sua volta, mi guarda e sgrana i suoi occhi a mandorla, disorientato. Io mi affretto a dire:
“It’s ok, Q., I just woke up…”
“Sorry, sorry, sorry…”
“It’ ok, it’s ok… Moomentai…”
Ma Q. non mi ascolta, nonostante cerchi di rassicurarlo che va tutto bene, sfoderando pure il mio cantonese maccheronico. Q. sembra ignorare le mie parole: lascia sgorgare la sua serie diarroica di sorry sorry sorry detti a bassa voce, guardandosi i piedi imbarazzato; poi esce chiudendo la porta.

Ho dormito in laboratorio. Il cellulare si e’ scaricato durante la notte e quindi la sveglia non e’ suonata. Mi hanno sgamato.
Ma devo preoccuparmi? Penso proprio di no. Questa sera il professor W. mi ha detto che sono proprio un hard working man. Ora, non so se la voce e’ arrivata fino a lui… ma anche se fosse? E’ plausibile che pensino che se dormo qui, e’ perche’ ho tanto lavoro da sbirgare.

Non perche’ sono un barbone senza casa.

In ogni caso, questa notte e’  l’ultima notte. Smontero’ il divano della saletta per l’ultima volta, e per l’ultima volta mi buttero’ vestito su quei cuscini neri in pelle. Per l’ultima volta mettero’ la sveglia per alzarmi prima che il primo colleghi arrivi. Mi carichero’ sulle spalle il mio zaino e lascero’ qui gli altri bagagli.

Massa di valige impunemente ammassate sotto la mia scrivania. Altre sono nascoste nella saletta conferenza, e ho anche un paio di scatoloni pieni di cianfrusaglie mimetizzati tra i volumi di una libreria.
Massa di valige impunemente ammassate sotto la mia scrivania… (altre sono nascoste nella saletta conferenza, e ho anche un paio di scatoloni pieni di cianfrusaglie mimetizzati tra i volumi di una libreria)

A meno di sfighe e/o contrattempi colossali, prendero’ il mio aereo con la Shenzhen Airlines e atterrero’ a Xi’An, ove dovrei incontrare il mio principe azzurro, ovvero la cara amica E., e passare qualche giorno da lei.

Tra l’altro: vivendo in laboratorio ho lavorato tantissimo. Giustamente uno si stanca anche di cazzeggiare su internet e magari si mette anche a fare qualche esprimento…

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