Senza categoria

Jakob Lorber, “lo scrivano di Dio”

di Ivan Crico[*]


 

Negli ultimi decenni gli scaffali delle nostre librerie si sono riempiti di centinaia di libri dedicati a figure carismatiche, da Padre Pio a Yogananda, fino ad arrivare a vere e proprie star internazionali che si sono arricchite vantando contatti con l’aldilà o capacità terapeutiche miracolose. Poco o nulla si parla, invece, di Jakob Lorber, un caso più unico che raro di un uomo che per tutta la vita, da mattina a sera, vivendo in assoluta povertà, si è dedicato alla scrittura di un’opera monumentale – costituita da 35 volumi, 14.000 pagine – definita come la Nuova Rivelazione. Un’opera, questa di Lorber, che egli asseriva gli fosse stata dettata direttamente dal Signore, come vedremo, ma che in ogni caso – anche se non crediamo a queste cose – rimane un lavoro di tale ampiezza e profondità da farlo apparire, davanti ai nostri occhi, forse come uno dei maggiori scrittori e pensatori della letteratura mondiale di ogni tempo, per la capacità immaginativa e per la modernità – davvero notevolissima – dei pensieri espressi nei suoi lavori. Già il solo tentativo di descrivere giorno per giorno gli insegnamenti di Gesù non trascritti nei Vangeli, parlando di piano akasico (un piano intermedio della coscienza verso l’Assoluto), di reincarnazione, mettendo in discussione l’utilità della costruzione delle chiese o l’autorità del clero, tenendo conto che queste cose sono state scritte verso la metà del 1800 in un paesotto della Carinzia, ci fa capire che ci troviamo di fronte ad un fenomeno che non può essere sbrigativamente liquidato come le farneticazioni di un folle ma che, come minimo, merita di essere conosciuto e scandagliato con cura.

Ciò che è certo è che l’opera di Lorber si presenta come qualcosa di assolutamente sconvolgente (di fronte a cui lo stesso Martin Lutero sembra uno scolaretto che si arrabbia con la maestra per un cattivo voto), se accettiamo come vera la sua genesi. Per questo, forse, la pubblicazione dei suoi testi ancor oggi incute un certo timore? In queste pagine, difatti, secondo il mistico austriaco il Signore in persona spiega (tra mille altre cose ancor più importanti) che la chiesa cattolica non è altro, in fondo, che un’invenzione di uomini decisi a controllare gli altri uomini infondendo paure ingiustificate su ciò che li attende dopo la morte e asserendo, ad esempio, che i soldi destinati alla costruzione di edifici lussuosi come le chiese, adornati di ori e marmi, dovevano invece essere impiegati secondo le sue indicazioni in vita per costruire ospedali e luoghi di accoglienza per le persone bisognose. O ancora, viene sottolineata la creazione di figure come il Papa e le gerarchie ecclesiastiche di cui il Cristo non ha mai parlato. Si parla, dunque, di una sorta di tradimento, in fondo, di parole che sono state volutamente distorte per giustificare azioni che non sono mai state approvate da Dio in alcun modo.
Ma, a questo punto, è lecito chiedersi: chi era Lorber?
Nel sito a lui dedicato dalla Associazione Jakob Lorber che da anni in Italia cerca di diffondere la conoscenza di questa straordinaria figura, e da cui sono tratte tutte le informazioni che seguono, leggiamo che egli nacque il 22 luglio del 1800 da una famiglia di antica origine contadina nel piccolo villaggio di Kanischa presso l’odierna Maribor nell’attuale Slovenia. All’epoca la regione faceva parte dell’impero austriaco.
Il padre Michael, che coltivava personalmente il podere di sua proprietà, aveva uno spiccato talento musicale e sapeva suonare diversi strumenti. Fu infatti sotto la sua guida che Jakob, il maggiore dei suoi tre figli, imparò a suonare il violino, il pianoforte e l’organo.
Nel 1829 Jakob Lorber conseguì il diploma di maestro elementare. Non riuscì però a trovare un posto di insegnante e quindi decise di abbandonare l’idea della scuola e di seguire la propria vocazione artistica. Cominciò dunque a dare lezioni di violino – strumento in cui eccelleva – e pianoforte, a comporre lui stesso brani musicali e a tenere concerti.  All’età di quarant’anni gli giunse inaspettatamente da Trieste l’invito ad assumere l’incarico di secondo maestro di cappella: una proposta allettante che gli dava garanzie di sicurezza per il resto della sua vita, che fino ad allora era stata molto precaria. Cominciò dunque a fare i necessari preparativi per questo trasferimento, quando ebbe luogo l’evento inatteso che rivoluzionò la sua esistenza: il 15 marzo 1840, verso le sei del mattino, dopo aver appena detto la sua preghiera mattutina, sentì chiaramente nella regione del cuore una voce che gli ordinava: “Alzati, prendi la tua penna e scrivi!”. Lorber obbedì immediatamente a quel misterioso ordine, si alzò, prese la penna e cominciò a scrivere parola per parola ciò che gli veniva dettato interiormente. Lorber si rese conto che dal mondo superiore gli veniva assegnato un compito eccezionale. Da quel momento in poi continuò a guadagnarsi modestamente da vivere dando lezioni di pianoforte e violino e trascorse tutto il resto del suo tempo a scrivere; prima di allora Jakob Lorber non aveva mai scritto nulla.
Il suo particolarissimo modo di scrivere viene descritto in una breve biografia dal suo amico Ritter von Leitner, che andava a trovarlo quasi ogni giorno. Ci viene delineato un Lorber intento a scrivere senza mai fare una pausa, completamente concentrato in se stesso, come chi scrive sotto dettatura e a volte aveva anche delle visioni di ciò che la Voce gli dettava.
Lorber stesso ci ha lasciato la sua testimonianza su come avvertiva la Voce Interiore:

[….] posso dire soltanto che sento pronunciare la Parola santissima del Signore sempre nella zona del cuore, come un pensiero chiarissimo, luminoso, splendente. Nessuno, anche se vicinissimo a me, può sentire questa Voce misteriosa, che per me risuona più limpida di qualunque altro suono materiale, per quanto forte esso sia. Questo è tutto ciò che posso dire riguardo alla mia esperienza.


Solo per due brevissimi periodi Lorber interruppe la trascrizione della Parola di Dio: nel 1844 per recarsi in Carinzia a dare una mano ai suoi due fratelli nella loro attività di commercio del legname e nel 1857 per una tournèe musicale di pochi mesi.
La sua vita la trascorse quindi quasi esclusivamente in una sola stanza a Graz, dove solo pochi amici andavano a fargli visita regolarmente e, come Ritter von Leitner, assistevano per ore stupiti all’eccezionale “dettato”. Gli amici gli furono preziosi perché lo sostennero spontaneamente con aiuti di vario genere nei momenti di indigenza, poiché egli impartiva solo qualche lezione privata sentendo che la sua missione era quella di “scrivano di Dio”.
Dopo i sessant’anni la sua salute subì un tracollo, ma continuò a svolgere la sua attività con mente lucidissima e dettando le sue opere agli amici che le trascrivevano per lui.
Una sera, mentre era da amici, dichiarò che sarebbe morto due giorni dopo. Nessuno volle credergli, ma in effetti fu così: la mattina del secondo giorno fu trovato a letto quasi privo di sensi: uno sbocco di sangue rese inutile l’intervento del dottore. Jakob Lorber spirò poco dopo serenamente. Era il 24 agosto 1864. Sulla sua tomba, nel cimitero di S. Leonard in Graz, sta scritta la parola di Paolo: “Possiamo vivere o morire, noi siamo del Signore”.
La Nuova Rivelazione può essere suddivisa fondamentalmente in tre parti:
1) la parte più importante e più ampia riguarda il messaggio di salvezza e di amore rivolto all’uomo di oggi che vive lontano da Dio e dai valori religiosi, completamente immerso nella vita materiale;
2) la seconda parte concerne le straordinarie conoscenze scientifiche – fisica atomica, antropologia, astronomia, astrofisica – che solo oggi la scienza moderna sta scoprendo e confermando;
3) l’ultima parte è quella delle profezie: vengono previste catastrofi di immane portata che si abbatterebbero sull’umanità proprio in questa nostra epoca.
Per quanto riguarda il messaggio di salvezza per l’umanità, esso si riallaccia direttamente al Vangelo, mettendo in luce aspetti che erano rimasti oscuri o non manifesti, e trasmettendo un insegnamento che finalmente l’uomo del duemila è in grado di capire. In ben seimila pagine il Signore riconsegna all’umanità la versione integrale del Vangelo, narrando tutto quello che Lui Stesso ha insegnato e operato nei tre anni della Sua predicazione.
La seconda parte, riguardante le conoscenze scientifiche, fu quella meno compresa da Lorber stesso e causò molto scetticismo intorno a lui: come poteva un uomo del 1800 capire il senso del doppio carattere della luce – ondulatorio e corpuscolare -, la vibrazione degli atomi, le onde elettromagnetiche, accettare l’esistenza di innumerevoli universi costituiti da miliardi di galassie e da miliardi di soli e pianeti con forme di vita, sentirsi spiegare come funziona il cervello umano ecc.
L’ultima parte concerne i messaggi più inquietanti che riguardano l’umanità di oggi. Lorber parla di “periodo di purificazione”, con milioni di persone che moriranno per fame, inondazioni, terremoti ed epidemie a causa di un vuoto di fede creatosi in seguito al materialismo e all’ateismo imperanti. Lorber ha previsto ed esattamente descritto tutto quello che oggi stiamo vivendo: inflazione e disoccupazione, carestie e distruzione dell’ambiente naturale, inquinamento dei mari, dei fiumi e di tutte le acque, inquinamento dell’aria e dell’atmosfera, malattie come conseguenza di questo inquinamento, catastrofi naturali. Nella Nuova Rivelazione è predetta l’epoca in cui tutto questo accadrà: è scritto che dal tempo in cui Gesù visse sulla Terra al tempo delle catastrofi sarebbero passati poco meno di duemila anni.
Ma il messaggio finale degli scritti profetici è che dopo queste catastrofi, precedute da una forte chiamata del Signore ad un generale risveglio spirituale, ci sarà una Nuova Epoca: gli uomini che crederanno in Cristo vivranno l’amore fraterno e altruistico illuminato dalla Presenza vivente del Signore.
La scarsa conoscenza dell’opera di questo grande autore è ben chiarita, sempre sul sito dell’Associazione Jakob Lorber, ricordando le vicissitudini che, fin dai suoi inizi, hanno accompagnato i tentativi di pubblicazione di quest’opera monumentale: la prima edizione de L’infanzia di Gesù, ad esempio,  venne ben presto confiscata e distrutta dalla censura delle autorità che erano fortemente dominate dall’influsso ecclesiastico. Innumerevoli difficoltà accompagnarono ogni tentativo di pubblicare quest’opera e nel 1937, sotto le rappresaglie del Terzo Reich Il 10 maggio 1937 il Reichsführer delle SS e capo della polizia tedesca, Heinrich Himmler, emanò il divieto di esercizio della Società della Nuova Salem, fondata con l’intenzione di pubblicare l’intero corpus lorberiano, nonchè la sospensione del mensile “Das Wort” (La parola), confiscando tutti i valori patrimoniali della società. L’editore Otto Zluhan, in merito a questo amaro periodo della sua vita, scrisse: “Nei tempi di miseria si può però sperimentare come il nostro Padre celeste sia in grado di guidare e proteggere i Suoi, spesso per vie strane, cosicché l’esperienza di tempi duri conferisce forza e fiducia e più tardi non si vorrebbe farne a meno… Quanto magnifica è pur stata la guida divina: il male ha dovuto servire al bene; infatti, gli onnipotenti sette sigilli della Gestapo protessero i locali dell’editoria dalla confisca da parte di altri ministeri, e così i nostri scritti non furono mandati al macero come avvenne per altre case editrici”.

Per finire. Un giorno una mia conoscente, che si occupa di queste cose e con cui discutevo di alcuni passi ormai un po’ datati presenti nell’opera di Lorber, mi fece notare che le parole di ogni vero medium, come in questo caso, non devono mai essere prese alla lettera come oro colato. Le chiesi il perché. “Vedi”, mi disse, “ogni uomo e donna, in realtà, è un medium. Perché ogni essere è in diretto contatto con il divino perché in ogni essere c’è una parte, di cui spesso siamo del tutto inconsapevoli, di divino. Purtroppo, chi più chi meno, siamo tutti condizionati dall’ambiente in cui viviamo. Dalla famiglia, dalla scuola, dalle persone con cui lavoriamo. Per questo motivo, quando per qualche misteriosa ragione o cosciente e ricercata apertura spirituale lasciamo parlare il divino che è in noi, alle parole con cui lo traduciamo, come colando attraverso un filtro a maglie più o meno fitte, si mescola anche una parte dei condizionamenti che noi abbiamo subito fin dall’infanzia e, a volte, anche molto prima della nostra nascita. Per questo motivo dobbiamo ascoltare con attenzione, senza pregiudizi, e poi sentire dentro di noi, nel cuore, e soprattutto riflettendo con la propria testa, se accettare pienamente o solo in parte ciò che ci viene detto. Spetta a noi decidere, sempre, è troppo facile scaricare le proprie responsabilità giustificandosi dicendo che noi non abbiamo fatto altro che seguire i consigli o gli ordini di qualcun altro. Per cui devi essere tu, alla fine, a decidere quale strada seguire. Sei libero, se sei disposto ad esserlo”.


[*]Ivan Cricoè nato a Pieris (GO) nel 1968, si dedica alla pittura e alla scrittura in lingua (collaborando con note riviste come “Poesia” e diversi quotidiani italiani) e nel nativo idioma arcaico veneto bisiac. Nel 2009 ha vinto il “Premio Nazionale Biagio Marin”, il più importante riconoscimento in Italia per chi scrive nei vari idiomi e nelle lingue minoritarie del paese.

 

Annunci

24 thoughts on “Jakob Lorber, “lo scrivano di Dio”

  1. Caro Ivan,

    ho letto con interesse questo tuo pezzo, su un personaggio sicuramente singolare ed interessante che non conoscevo.

    Scatta pero’ il caveat da scienziato di prima linea di Samgha di fronte a certe cose che scrivi. Per favore: non intendere questo mio messaggio come una polemica, ma come pacate considerazioni intese ad instaurare un dialogo (va’ come scrivo formale, quando voglio!).

    E, importante, non metto in dubbio ne’ la tua buona fede ne’ quella del buon Lorber.

    Allora, innanzitutto:

    (0) le straordinarie conoscenze scientifiche – fisica atomica, antropologia, astronomia, astrofisica – che solo oggi la scienza moderna sta scoprendo e confermando;
    Allora, qui c’e’ da mettere le mani avanti. Non e’ corretto fare un’affermazione del genere e poi pretendere di essere creduti. Nel senso: se questa frase e’ vera, ci sarebbe molto da indagare su quegli scritti! Moltissime volte, purtroppo, le “incredibili rivelazioni” dal passato si dimostrano in realta’ scritti criptici, poetici, ma sopprattutto interpretabili in vario modo. . E’ dunque necessario analizzare i testi originali. Secondo te sarebbe possibile per me leggerli? Specialmente le parti in cui si sostiene che Lorber parli ante-litteram di fisica atomica ed astrofisica. Di quali meravigliose teorie e/o scoperte sarebbe stato il predecessore, precisamente?
    (perche’ a volercele calzare, rivelazioni scientifiche ce le trovi anche in Nietzsche e in Lucano, ma solo se parti col preconcetto di volercele trovare)

    (1) Lorber ha previsto ed esattamente descritto tutto quello che oggi stiamo vivendo: inflazione e disoccupazione, carestie e distruzione dell’ambiente naturale, inquinamento dei mari, dei fiumi e di tutte le acque, inquinamento dell’aria e dell’atmosfera, malattie come conseguenza di questo inquinamento, catastrofi naturali.
    Stesso discorso di prima: “quanto” esattamente? Non si trattera’ per caso di previsioni generiche e un po’ nebulose? E’ normalmente una tencica usata, ad esempio, dai cartomanti, che predicono cose in maniera genriaca “ad arte” per poi in seguito poter comunque affermare di avere ragione (ma, ripeto, non sto mettendo in discussione la buona fede del nostro Lorber). Voglio dire, mi pare proprio di moltissime profezie il postulare genericamente un’era di abbruttimento e anarchia seguita da un’era di Luce (l’eta’ dell’Acquario? Ahah). Lorber aveva ben chiaro il concetto di inflazione e disoccupazione (siamo comunque in epoca industriale)? Le catastrofi naturali e le carestie sono maggiori nella nostra epoca rispetto alle precedenti?

    (2) le parole di ogni vero medium, come in questo caso, non devono mai essere prese alla lettera come oro colato;
    E’ vero! Da quel che ho potuto appurare, si tratta di ciarlatani che campano abbindolando la gente! (Questa prendila come una battuta,eh)
    Ti ricordo inoltre che il sistema della cripticita’ e del parlare per simboli salva spesso le chiappe ai veggenti, come gia’ ricordato nel punto precedente. Sulla percezione del divino, ovviamente, niente da obiettare. E’ soggettivo. E credo indimostrabile.

    Detto cio’, ovviamente, non posso che dire che mi sono goduto la lettura del tuo pezzo!

  2. Caro Simone Marini,
    le opere di Lorber si possono leggere scrivendo all’Associazione Jakob Lorber, che a un cifra davvero modica può inviarti anche un cd con l’intera opera, a dimostrazione che non vi sono sotto speculazioni di sorta. Per quel che riguarda le questioni scientifiche io, in buona fede, mi limito a riportare parole altrui non avendo alcuna conoscenza in questi campi. A volte, è vero, si enfatizza molto. Ciò che invece colpisce in Lorber, pensando alla sua condizione e dove viveva, sono i suoi scritti in cui parla di cose spirituali. Come dicevo, o si tratta davvero di un uomo capace di percepire cose che gli altri non percepiscono oppure si tratta di una mente dotata di un’immaginazione sovrumana. E, per questo, anche solo come mera curiosità, degna di essere conosciuta. In fondo si tratta, di questo abbiamo le prove, di uno che ha rinunciato a far carriera ed ha vissuto sempre in povertà per dedicarsi alla scrittura di quest’opera. Sappiamo che non soffriva di disturbi psichici, che non ha raggirato nessuno e questo mi sembra già un buon segno. Poi si può credere o meno alle cose che racconta ma, almeno per quel che mi riguarda, nei suoi testi ho trovato molte parole sensate, condivisibili. Il suo libro “L’infanzia di Gesù”, poi, è un’opera molto bella e piena di poesia. Il che non guasta di questi tempi.

  3. @ natàlia

    Grazie Natàlia per le tue parole. Per non attribuirmi meriti non miei, per amor di correttezza, ricordo che la parte centrale, che riguarda la biografia di Lorber e un rapido riassunto dell’opera, è stata approntata dagli amici dell’associazione a lui dedicata. In realtà interamente mie sono le riflessioni iniziali e finali del testo. Anche se Picasso ci ha insegnato l’essenza creativa del collage.

  4. Dico la mia su questo bel pezzo di Ivan che mi ha fatto conoscere un personaggio che non conoscevo che mi sembra molto legato, seppure nella loro indubbia diversità, ad un altro di cui io stesso ho parlato qui: https://samgha.wordpress.com/2009/10/27/emanuel-swedenborg-cielo-o-inferno-della-conoscenza/

    Come diceva giustamente Ivan per rispondere alle altrettanto giuste considerazioni di Simone Marini mi sembra che da spunti come questo poi ognuno di noi possa trarre occasione e riferimenti per approfondire, in particolare se è possibile poi avere a disposizione come dice Ivan i testi su cui persone come Simone Marini potrebbero dare un giudizio più completo che non persone come me.
    Vorrei sottolineare comunque, riguardo il discorso scienza e spiritualità, che le cose sono assai variegate. Swedenborg ad esempio era uno scienziato e lo è sempre rimasto anche quando ha cominciato ad avere le sue visioni. Nei suoi testi scientifici e nei documenti appare chiaro che è uno scienziato di grande valore a detta dei suoi contemporanei, uno scienziato già proiettato un po’ più avanti degli altri…
    Ma ci sono altri casi di testi subito disponibili che vanno in entrambe le direzioni. Se prendiamo ad esempio “Tertium Organum” di Ouspensky (Astrolabio) leggiamo del matematico che di fronte alla comparsa della relatività di Einstein comincia a produrre delle connessioni, certo di stampo speculativo filosofico, che incidono in profondità nel campo della logica e, approdando a quella idea di “quarta dimensione” che lui va a descrivere (e che poi Ouspensky continuerà a sviluppare anche come mistico entrando per un periodo nell’orbita di quel singolare personaggio che è stato Gurdjieff), portano dirette a mio avviso alle idee di dimensioni nascoste, di multiverso etc etc tanto in voga tra i fisici teorici oggi.
    Ma il caso più clamoroso a mio avviso è quello di un altro che non dovrebbe avere nulla a che fare con la scienza, e cioè quel “visionario” scrittore che era Edgard Allan Poe.
    Possiamo leggere di Poe uno straordinario libro che si intitola non a caso Eureka, a poem (Bompiani) dove il nostro scrive a tutti gli effetti (fin dal 1848) di speculazioni scientifiche assolutamente impensabili prima dell’apparizione ai primi del novecento delle teorie fisiche della relatività e della meccanica quantistica. Pone le basi, come mi pare sia universalmente riconosciuto, del processo che dovrebbe portare ad una cosidetta GTU, grande teoria unificata.
    Lo fa da scrittore filosofo forse, ma a leggere oggi la versione divulgativa delle teorie fisiche è forse più dettagliato e rigoroso di certe cose che si dicono oggi. In questo libro si parla sul serio di astrofisica e cosmogonia a livelli impensabili per allora, vengono introdotti concetti come I Buchi neri (che Poe non chiama così ma sono quelli senza dubbio….) si parla si “assoluta simmetria” come della supersimmetria che si evoca oggi…e via così.
    Insomma, quel che volevo sottolineare, cosa che dicono anche gli scienziati mi sembra e lo stesso Darwin in fondo, l’evoluzione (biologica o del pensiero) non è una linea retta ma è qualcosa che procede a sbalzi, a salti , a buchi, a “visioni” o come le vogliamo chiamare e quindi, fatto salvo che noi abbiamo oggi più strumenti per difenderci dai “ciarlatani” stiamo attenti ai testi che ci sono in giro perché spesso riservano grosse sorprese.
    Un’ ultima cosa riguardo l’astrologia o la visione del cielo che ha l’uomo. Credo che uno dei libri più belli per capire bene da dove nasce la nostra (a volte veramente sballata) visione dell’astrologia sia “Il Mulino di Amleto” di Santillana (Adelphi). Che ci fa capire meglio raccontando delle bellissime storie cosa è il cielo per noi e in che realzione forse dovremmo starci e in quale relazione ci stavano i nostri antenati. Così capiamo meglio perché ci ritroviamo a parlare poi di “fine del mondo” e di ere varie…. è così veramente, ma non come la intendiamo noi oggi.

  5. Caro Simone, grazie per il tuo importante commento. Io, complici anche dei cattivi insegnanti che mi hanno allontanato ben presto dallo studio delle scienze, non mi intendo di queste cose. Da profano, però, ad esempio quando ho letto la bellissima autobiografia di Yogananda, le sue spiegazioni di come è formata la materia mi sono sempre sembrate più che possibili e, per quel che ho capito, mi sembra che la scienza moderna, grazie a nuove tecnologie allora sconosciute, parli sempre di più con la lingua dei grandi mistici e poeti. Come diceva Marin: “ninte no xe mai passao / e duto vive e xe presente…”.

  6. Comunque, aggiungo: la cosa che dà più da pensare, pensando a Lorber, è che anche persone molto informate non ne hanno mai sentito parlare. Perché questo immenso silenzio, anche non condividendola affatto, su di un’opera così vasta?

  7. @ivan

    Si, Yogananda dice cose assai interessanti e la sua Autobriografia è un libro speciale…e del resto questo Dalai Lama ad esempio si è molto intrattenuto a parlare con scienziati di vari campi (ci sono letture disponibili anche qui). Ma come dici tu la domanda vera è: perché c’è questo silenzio (in Italia perché da altri parti non è così) su personaggi come Lorber o Swedenborg? E’ singolare che abbiamo tempo per stampare e discutere singolari “cavolate” di 130 pagine corpo 15 partorite su word in due mesi e non studiamo opere scritte in molti anni, di 12 volumi o più….

    @Luca

    Non so..io prima di prendere o no sul serio qualcuno leggo o ascolto prima, mi riesce difficile prendere o meno sul serio qualcosa che non conosco.
    Non so se ti riferissi anche a Swedenborg ma insomma, difficile non prendere sul serio uno dei luminari riconosciuti del ‘700 (riconosciuto dagli stessi che noi consideriamo colonne portanti della nostra cultura..). Difficile non prendere sul serio Poe o Ouspensky. Poi è ovvio che non è che siamo tutti sapienti del tutto, ma tutti possiamo dialogare con tutto credo grazie alle migliaia di anni di cultura che abbiamo alle spalle. Quindi sarebbe bene usarla tutta e valutarla tutta, credo.
    Simone Battig

  8. @simone

    La lettura dell’autobiografia di Yogananda e di altri suoi libri, magari meno accattivanti ma forse ancor più ispirati ed illuminanti, mi ha permesso di trovare, in un periodo di drammatica ricerca e confusione, delle chiavi di lettura delle problematiche spirituali che hanno significato davvero molto, per me. Mi si è aperto davanti un mondo. Tra l’altro, pochi come Yogananda riescono ancora a mostrarci, da una prospettiva diversa, le molte cose buone che in ogni caso hanno caratterizzato, negli ultimi duemila anni, la cristianità. Pensa che, parlando di recente con il grande poeta Franco Loi, mi ha confessato di essere stato profondamente colpito anch’egli dall’autobiografia di questo grande maestro. Il pensiero di Yogananda si riflette nei suoi versi e gli ha permesso inoltre di interpretare molti aspetti della sua vita, così particolare e movimentata, che non era mai riuscito a decifrare fino ad allora.
    Per quel che riguarda la domanda di fondo, invece, credo che figure come Swedenborg o, in modo diverso, Lorber, rimangono ancor oggi delle figure scomode a 360°. Non si tratta di persone che hanno scritto queste cose per arricchirsi o per raggirare gente credulona con trovate da prestigiatori, non suscitano inoltre morbose curiosità parlando di sette segrete o complotti sul genere del “Codice da Vinci” ma, al massimo, denunciano contraddizioni che sono sotto gli occhi di tutti. Si tratta di due onesti borghesi dalla condotta morale irreprensibile che dicono però cose che, se accettate da un gran numero di persone, rischierebbero di minare le fondamenta della chiesa cattolica. Pensate. Non ci sarebbe più un Papa, né arcivescovi, vescovi, preti. Non ci sarebbero più chiese (perché tutti i soldi raccolti dovrebbero essere impiegati per costruire ospedali, case di riposo, ecc.) ma solo semplici luoghi disadorni dove ritrovarsi e discutere assieme dei propri problemi spirituali o pratici. Perché questa, secondo Lorber, era l’originaria volontà del Signore, più volte ripetuta durante le sue prediche. Si tratta di pensieri indigesti agli atei perché comunque profondamente religiosi, indigesti ai cultori dell’occulto come ai cacciatori di ciarlatani e maghi e indigesti, soprattutto, ai religiosi ortodossi perché in questi testi si denunciano da una parte le falsità su cui si fonda il loro operato e, dall’altra, la necessità di spazzare via questo sistema ormai inaccettabile per sostituirlo con una nuova chiesa. Forse è davvero troppo.

  9. Grazie Ivan, non conoscevo Jakob Lorber, mi ha molto affascinato, penso che approfondirò la mia conoscenza magari comprando il cd con le opere. Su un punto mi ha fatto riflettere: Quest’uomo a un certo punto della sua vita ha deciso di scrivere sotto dettatura di Dio, quindi dovrebbe essere profeta come i tanti che hanno scritto la Bibbia, allora perché Jakob Lorber è rimasto uno sconosciuto al mondo dei tanti e non sia stato considerato un grande pensatore dalla chiesa, o un profeta? Mi spiego meglio: qual è la differenza tra un grande profeta biblico e Jakob Lorber? E a chi tocca definire ciò?

  10. @ Non sono uno studioso di questioni ecclesiastiche. Credo, ma forse sbaglio, che la Chiesa non sia molto disposta ad accettare che il Signore continui a rivelarsi a persone comuni, al di fuori dei suoi ranghi, e che, soprattutto, lo faccia mettendo in risalto le contraddizioni di uomini che hanno stravolto i suoi insegnamenti originari per poter controllare meglio i propri simili. Anche se, in realtà, Gesù non è andato a cercare gli apostoli nei templi.E questo dovrebbe già farci riflettere. Ma io mi chiedo: perché Dio, se esiste, non dovrebbe continuare a parlare agli uomini? Perché non dovrebbe offrire nuovi insegnamenti, più complessi, a tutte quelle persone che oggi possono comprendere, grazie all’alfabetizzazione, cose che un tempo potevano essere accessibili solo ai pochi che potevano permettersi il lusso di studiare? Noi non continuiamo a parlare con un uomo nello stesso modo con cui ci rivolgevamo a lui quand’era bambino. Perché Dio dovrebbe fare diversamente?

  11. @ carmelo

    Mi sembra molto interessante e, al di là del linguaggio un po’ vetusto, modernissima nei contenuti la “LETTERA DI PAOLO APOSTOLO ALLA COMUNITÀ DI LAODICEA (1843-44)”. Una lettera perduta, che si dice inviata dall’apostolo Paolo a Roma, dalla quale emerge che pochi decenni dalla morte di Gesù la comunità di Laodicea aveva già iniziato a rovinare il vero Cristianesimo

    http://www.jakoblorber.it/ita/X0039_capitolo12.php

  12. Caro Ivan, ho appena il tempo di dirti che Lorber l’avevo giusto sentito pronunciare, non ricordo da chi. Adesso tu mi fai incuriosire, mi documenterò meglio appena possibile. Ciao, Gigi

  13. Ciao Ivan,
    ho sempre un atteggiamento istintintivamente cauto verso chi scrive “sotto dettatura di Dio” (ce ne sono anche nella nostra epoca, e in diversi paesi), ma chiunque rivela la parte di “spirituale” che c’è in ogni persona va, io penso, preso in considerazione. Devo dire che più che quello che è detto su quest’uomo, ho trovato interessanti i commenti e le risposte a questi.

  14. Grazie Ivan,per la presentazione così ben documentata e circostanziata di Jacob Lerner. Devo confessarti che, come Elettra,provo un’istintiva diffidenza per coloro che pensano di poter trasmettere LA RIVELAZIONE al mondo.Dunque tengo ben stretti i dubbi sul Misticismo di J.Lerner ed i suoi scritti al Mondo.Anche S.Teresina di Lisieux era una Mistica. Poi è arrivato Freud, tante patologie sono state analizzate con studi e divergenze di Scuole..
    Ciò che mi ha colpito è invece il rapporto nella sua vita,tra Spiritualità e Musica.(Eh eh, Ivan,ti vedo mentre sorridi..!)Nella Musica, si è detto, è facile trovare i Divino..Poliziano prendeva molto sul serio la Musica che accompagnava le sue poesie, I Carmina per esempio.I suo “Verde giardino”..é andato avanti tra Liuti, e Accademie che imponevano Temi Religiosi o mitologici..Poi Claudio Monteverdi inventò la scala cromatica, che ha permesso di descrivere le passioni umane, dimenticando dei, dee e la mitologia.E per arrivare a tempi più recenti,le provocazioni di John Cage che si aggirava per l’Europa come un messaggero di misteriosi messaggi..”Il silenzio è musica”, una Rivelazione…quando si presentava ai Concerti con David Tudor, che suonava il pianoforte battendone i feltri con un martello..
    Dunque le Rivelazioni di J.Lerner, che di rivelatorio hanno poco, a mio parere, essendo tanti disastri naturali assai prevedibili, fanno parte di una assoluta necessità dell’individuo di Visioni..
    E mi piace essere affascinata dal personaggio, dandone questa chiave di lettura:onirica, visionaria, naturale… Marlene

  15. ” Cani abbaiano alla luna, galli cantano, ranocchie gracidano,le stelle in cielo guardano dall’alto e ammiccano, e Dio stesso si appisola tra le nubi.
    L’Onnipotente è vecchio, non è una cosa da nulla vivere in eterno.”
    *I.B.Singer- LA DISTRUZIONE di Kreshev*

  16. L’Onnipotente per noi umani non è misurabile ne quantificabile è come l’infinito che non ha origine e non ha fine. Siamo in un periodo della storia dell’umanità dove le conoscenze non ci mancano.
    Certamente l’Onnipotente , in ogni epoca invia i suoi Profeti, sta a noi capire i loro messaggi, ma se approfondiamo, vediamo che questi messaggi sono basati sul vero Amore per se stessi e per il nostri simili ( il prossimo) nelle sue molteplici forme, materiale, vegetale e animale.
    J.Lorber è la dimostrazione della presenza Divina nell’essere umano ed i suoi scritti vanno si ponderati ma meditati con rispetto, in quanto pochi uomini hanno potuto scrivere quello che lui ha scritto sotto dettatura Divina.
    Nel Vangelo , rif. S. Vangelo di Giovanni 6.45 – Sta scritto nei Profeti ” E saranno tutti istruiti da Dio” ( è scritto TUTTI per la precisione), ma solo agli uomini di buona volontà verranno aperte le porte del cielo ( cioè della vera conoscenza). Nel S. Vangelo di Giovanni 6-65 sta scritto : ” per questo vi ho detto che nessuno può venire a Me se non gli è concesso dal Padre Mio.”
    E’ chiaro che il linguaggio Divino non è comprensibile a tutti, ma solo a coloro che lo vivono nel quotidiano mettendo in pratica gli insegnamenti evangelici. Nei S. Evangeli è insita tanta Sapienza da illuninare le nostre menti tenebrose, ma se noi non ci mettiamo un poco di umiltà e di rispetto nella loro lettura , la nostra mente fatichèrà nella comprensione delle Verità celate. Un sentito grazie a tutti coloro che pazientemente ed umilmente operano quotidianamente per il BENE di tutta l’umanità. ………Angelo

  17. è vero che scriveva sotto dettatura di Dio? per molti fattori potrebbe essere (sono spiegati molto bene su wikipedia) se però poi si pensa che dio gli avrebbe dettato (meglio consigliato) di non mangiare patate ed un libro sulla mosca ecco che tutto sembra decadere a cazzate…mistero…..

    • Caro Vito, questo è ciò che affermava Lorber, chi lo seguiva da vicino, non ci è possibile ovviamente dare risposte di questo tipo: il nostro scopo principale, qui, era quello di far conoscere una figura quasi del tutto sconosciuta, offrire ai lettori spunti di riflessione, indicazioni per altre più approfondite ricerche. Prima di dare giudizi sulle opere, bisogna leggerle. Il libro sulla mosca è, in realtà, un testo molto denso, che cerca, a modo suo certamente, in modi anche qui più o meno condivisibili, di descrivere la natura fisica e spirituale di questo essere primordiale di grandissima importanza nel nostro ecosistema. Per cui si tratta, nelle intenzioni, di un testo serissimo. Oltre che un pezzo, se vogliamo leggerlo senza implicazioni esoteriche, di straordinaria suggestione, quasi un anticipo di certa moderna letteratura fantascientifica. Nelle varie discipline spirituali di ogni luogo ed epoca, poi, vi sono numerosissime e precisissime indicazioni (e veri e propri veti) sull’influenza di ciò che mangiamo e beviamo sul nostro organismo e, ancor più, sulla nostra psiche. Niente di strano, dunque, se si parla di patate, latte, caffè in questi o in altri testi religiosi. Ma, ripeto, nella parte conclusiva del mio scritto mi sembra di aver ricordato piuttosto chiaramente che, quando ci avviciniamo ad autori di questo tipo, è sempre necessario vagliare, filtrare, leggere e riflettere con attenzione i testi originali, comparandoli con ciò che si scriveva all’epoca e non soltanto con ciò che sappiamo noi ora, per far emergere la “novitas”, se c’è, contenuta in quelle pagine. Grazie, Ivan Crico.

  18. Ho letto quasi tutte le opere scritte sotto dettatura da Lorber,e sfido qualsiasi essere umano che non sia Dio a scrivere un’opera di questo genere siamo troppo limitati mentalmente.
    Si avverte ogni volta che la si legge che quanto scritto proviene dall’aldila’.

  19. Pierluigi
    19aprile 2014
    Io ho letto solo un libro su J. Lorber lo scrivano di Dio di Kurt Heggentein, che mi ha colpito molto, essendo un grande lettore di libri sulla sacra Sindone di Torino, è la descrizione fatta dal Lorber della risurrezione di Cristo. A nessun studioso o scienziato che si occupa del sacro telo è mai venuto in mente di approfondire quanto asserisce Lorber su questo specifico fatto. Infatti essi (i ricercatori) si arrovellano per trovare una spiegazione di come si è formata l’immagine dell’uomo della Sindone. Pare, secondo le più recenti scoperte che l’immagine sua stata impressa nel lino solo superficialmente, coinvolgendo solo la superficie delle fibrille del lino, come se avessero subito una liofilizzazione. E questo gli scienziati lo attribuiscono a varie cause: agli unguenti cosparsi sul corpo del morto, al suo sudore o urea uscita dai pori della pelle, o a un’irradiazione al momento della risurrezione, ma in effetti brancolano ancora nel buio.
    J. Lorber scrive: “Il terzo giorno di Pasqua la divinità ritornò e chiamò il corpo del figlio dell’uomo, che subito si dissolse completamente e fu ricostituito come rivestimento dell’anima. Questo processo fu visto dalle guardie romane come una gran luce splendente che riempì la cavità del sepolcro che li spaventò …….”
    Forse i ricercatori che indagano sul sacro telo dovrebbero meditare su quanto dice Lorber.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...