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Spazio, Tempo e Materia: una Visione Unitaria. Due saggi di Ignazio Licata

Raffigurazione “artistica” di uno spazio di Calabi-Yau

Siamo particolarmente contenti (e anche orgogliosi) di poter pubblicare in Samgha due  saggi  del fisico teorico Ignazio Licata, che con la sua capacità divulgativa, accompagnata nel secondo saggio dalle “visionarie” opere dell’artista Teresa Iaria, ci offre la possibilità di entrare nell’affascinante mondo dove si incontrano relatività generale e meccanica quantistica, scoprendone le “ultime notizie”.
Come tutto quello che pubblichiamo vi invitiamo ad accogliere questi testi (soprattutto per chi non ha confidenza con gli argomenti trattati) come spunto per approfondire o incominciare, attraverso le informazioni date, un vostro percorso di avvicinamento alle materie trattate che, nella loro versione più divulgativa, potete approcciare attraverso molti testi che trovate in libreria citati accuratamente  nella bibliografia.


Per permettervi di godere al meglio questa lettura, vista  la qualità degli argomenti, la loro complessità e la presenza delle immagini delle opere e delle installazioni artistiche , abbiamo pensato che la cosa migliore fosse di mettervi a disposizione il documento originale word nel caso del primo saggio Il tempo fisico (rielaborazione e ampliamento di alcuni articoli già apparsi o letti in varie sedi) e il comodo PDF del secondo saggio (inedito in Italia e gentilmente concessoci dall’autore che ringraziamo di cuore) da cui abbiamo preso il titolo per l’intero post. Entrambi potete visionarli direttamente o scaricarli sul vostro computer per leggerveli comodamente.
Buona lettura.

Il tempo fisico [doc] – di Ignazio Licata

Spazio, Tempo e Materia: una Visione Unitaria [pdf] – di Ignazio Licata

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7 thoughts on “Spazio, Tempo e Materia: una Visione Unitaria. Due saggi di Ignazio Licata

  1. Da semplice appassionato, molto curioso, ho trovato nuovi spunti in questi due saggi molto chiari di Ignazio.
    Non ho certo i mezzi per poter dire cosa “realmente” i fisici stiano teorizzando ma trovo che siano fondamentali le connessioni tra le varie scienze e altre “dimensioni” come la filosofia, la logica, la religone, le neuroscienze etc etc …mi sembra che tutti si vada dalla stessa parte.
    Tornando alla fisica leggerò il libro del 2007 di Smolin per capire le criticità che segnala sulle Stringhe (o M-Theory..) anche se già nella “Vita del cosmo” mi pareva parecchio dubbioso.
    Da parte mia la “Teoria delle stringhe” mi sembra sicuramente piena di difetti e di problemi (ad esempio Lisa Randall in un libro pubblicato da Il Saggiatore nel 2006, “Passaggi Curvi”, ne segnala parecchi) ma il suo impianto teorico è così ambizioso e vasto a mio avviso che anche se fosse molto sbagliato mi sembra sia il campo teorico più “bello” su cui si possa giocare la partita. Inoltre in fisica teorica mi pare che spesso accada che cercando “altro” si pervenga a risultati eclatanti e anche qui potenzialmente, per quello che mette in campo, la teoria delle stringhe cerca talmente in alto che potrebbe trovare, nel peggiore dei casi, delle risposte incredibili per la fisica stessa.
    La teoria dei Twistors di Penrose, che sicuramente non ho capito e su cui i miei neuroni sono entrati in sauna e non sono più usciti, mi è comunque sembrata mancante di molte cose, non saprei nemmeno dire cosa, ma mi è sembrato un meccanismo già “decrepito” e incriccato di per se.
    Ultima cosa, mi piacerebbe leggere un testo “divulgativo” di Edward Witten, esiste? Qualcuno l’ha letto e lo consiglia?
    Grazie ad Ignazio per questi contributi e speriamo di poterne pubblicare altri.

  2. Per il momento la teoria delle stringhe è andata in “overfitting”, ossia: si può calcolare tutto ed il contrario di tutto. Questo è uno dei motivi per cui uno dei suoi più sottili creatori ha scritto “Universo senza Stringhe” (Einaudi). Sicuramente è una teoria di mirabilia matematiche.
    Twistors: Non aveva torto Einstein a dire che il fisico non pensa con formule. E la gente “capta” senza bisogno di formule. Infatti, come scrive Simone, la teoria di Penrose è molto raffinata, ma accorpa idee “vecchie” che messe assieme risolvono pochi problemi e suscitano più domande che risposta ( il chè cmq non è male…) . Ad esempio con questo “lego” di pezzetti di spazio-tempo è facile costruire i bosoni ( es. fotone), ma è praticamente impossibile ottenere fermioni (es. elettrone) senza fumose ipotesi aggiuntive.Personalmente, credo con Bohm che tutto il potenziale della MQ sia “compresso” sotto l’interpretazione di Copenaghen,e “laggiù” ci sono ancora molti passaggi intermedi da esplicare per arrivare ad una visione unitaria in cui GR ed MQ non soltanto si fondono, ma danno anche una prospettiva nuova, ad esemio sulla teoria dei campi ( il vuoto). Su questi temi consiglio il brevissimo ed illuminante G. Preparata,”L’Architettura dell’Universo” ( Biblipolis).
    Witten (che data l’ora sarà in cucina, l’unico posto dove dice di riuscire a lavorare davvero), ha scritto molto poco di divulgativo, ma quando lo fa il risultato è di gran classe, vedi il famoso “Magic, Mystery and Matrix”, che qui trovate in pdf:
    http://www.sns.ias.edu/~witten/papers/mmm.pdf
    Ignazio.

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