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I classici che fingiamo di aver letto, la nostra top ten

Kansas city public library

Vi propongo un gioco.
Il gioco è divertimento, ma spesso è anche utile per scoprire aspetti di se e degli altri che hanno a che vedere con la condivisione e la reciprocità. Il gioco è socialità anche. E quindi giochiamo assieme.
Non so voi ma a me capita spesso di pensare ai lettori: a chi siamo, a cosa cerchiamo, a come ci muoviamo, a quanti siamo rimasti in Italia verrebbe da dire talvolta, visti anche gli ultimi dati diffusi dall’Istat che parlano di un’emorragia di lettori (ma c’è speranza perché i giovani leggono più di prima e più degli adulti sembra). Quello che noi leggiamo dovrebbe influenzare il mercato dell’editoria e le pubblicazioni ma da tempo sono convinto che questo, purtroppo, non sia vero. Per non parlare dei lettori  “invisibili” che frequentano le biblioteche e leggono, grazie al meritorio lavoro di bibliotecari indefessi, libri che altrimenti non riuscirebbero a leggere per vari motivi, libri che certo non sono tenuti in considerazione dai produttori di libri quando ci sciorinano i loro dati e le loro classifiche di libri, dati che parlano di libri venduti e non di libri letti.
Ma il gioco che ho in mente riguarda un aspetto contiguo a queste considerazioni di cui spesso abbiamo parlato. Come scrivevo proprio qui poco tempo fa la letteratura è oggi una cosa assai complessa e a volte indefinibile, motivo per cui c’è bisogno di continue messe a fuoco che ci aiutino a destreggiarci tra il cicaleccio del presente, che ci aiutino a ritrovare i nostri percorsi e i nostri tempi individuali.
Uno degli aspetti della letteratura che più mi incuriosisce da sempre è la questione dei classici.
Ci sarebbe molto da dire al proposito ma oggi giochiamo solamente e vediamo se da un semplice gioco riusciremo ad estrapolare un’immagine più reale dei lettori che siamo e dei libri che abbiamo attorno.
Qualche giorno fa, veramente per caso, sono capitato su una pagina della rivista on-line Finzioni (rivista che per inciso vi consiglio di seguire perché propone interessanti prospettive di lettura consapevole). La pagina precisamente era questa e riporta nero su bianco una top 5 di classici con la dicitura “classici che fingiamo di aver letto”. Al primo posto figura nelle personale classifica dell’autrice del post Alla ricerca del tempo perduto e al quinto Moby Dick, e ciò mi ha provocato un sussulto riportandomi a certe domande che da tempo mi faccio sulla mappatura dei lettori di questo paese.
Quello che ho pensato è di continuare ed estendere qui il personale outing fatto dall’autrice di quella top 5, di scrivere anche noi i classici che fingiamo di aver letto, liberamente, anzi, se volete considerare classici anche libri solo famosi anche dell’ultima parte del ‘900 fate pure, il senso della scoperta non cambierà di molto. Credo che se raggiungeremo un buon campione statistico, tale da permetterci un prossimo post ad aprile che renda conto della top ten dei classici che fingiamo di aver letto, la cosa potrebbe essere utile a tutti, sia per rivedere magari certe posizioni di ognuno su certi libri, sia per stabilire se taluni classici che pensiamo siano classici hanno a tutt’oggi dei lettori o fungono solo da bellavista nelle librerie di casa, magari perché ereditati.
E’ importante che in questa compilazione in cui ci cimentiamo siano nominati solo e unicamente titoli di libri e non, ad esempio, commenti tipo non ho letto nulla di Hemingway, altrimenti non potremmo stilare una classifica di libri attendibile. E sono naturalmente ben accette le vostre motivazioni e riflessioni sul vostro outing, se le volete condividere con noi.
Per dovere di ospitalità naturalmente comincerò io, scrivendo quello che non ho ancora letto e magari proponendo un paio di testi che ho letto e che secondo me leggono in pochissimi pur essendo dei classici riconosciuti. Vi prego di tenere conto che sia io che altri probabilmente dimenticheremo dei libri e quindi diciamo che nomineremo i primi che ci vengono in mente.
Comincerò con il dire la mia sulla top five da cui siamo partiti grazie alla rivista Finzioni.


Alla ricerca del tempo perduto
di Proust l’ho letto, tutto, ed è un’opera meravigliosa che consiglio a chiunque di leggere. Spesso ne rileggo delle pagine a caso e mi appassiona e diverte come la prima volta. Prima o poi la rileggerò da cima a fondo quando comincerò a dimenticarla un po’.
Moby Dick l’ho letto ed è a mio avviso un altro capolavoro (come anche Bartleby lo scrivano, da includere tra i classici di sicuro).
Madame Bovary l’ho letto, mi è piaciuto ma non certo come i due di cui ho appena detto. Siamo su altro pianeta per quanto mi riguarda.
E veniamo alle note dolenti. Guerra e pace di Tolstoj l’ho letto (come anche Anna Karenina) ma di entrambi devo confessare che non vedevo l’ora che finissero e che dopo la metà del libro mi è capitato più volte di saltare pagine intere senza rimpianti. Del resto la mia passione totale e compulsiva è tutta per l’altro grande russo che comincia per D. e che di solito, come anche ora, viene sempre tirato in ballo con Tolstoj e viceversa, e quindi mi tocca iscrivermi al partito di quelli che dicono che o si ama uno o si ama l’altro, anche se non ci credo.
Mrs Dalloway della Woolf fa parte di un’altra casistica che a breve vi sarà più chiara per quanto riguarda le mie letture. Mi è capitato un giorno, anni fa, di acquistare un’edizione quasi integrale delle opere della Woolf proprio perché non le avevo mai lette. In questa edizione c’era ovviamente anche Mrs Dalloway. Devo dirvi che non solo non ho mai letto Mrs Dalloway ma nemmeno nessuna delle altre opere presenti nel libro, non essendo mai riuscito ad andare oltre credo le prime 40 pagine di nessuno scritto della Woolf. E amen.
Venendo ad altro, che ricade nella casistica della Woolf, adesso butto giù un pezzo da novanta: non ho mail letto l’Ulisse di Joyce, preso in mano per tre volte nella mia vita e incredibilmente abbandonato (dopo atroci sofferenze e schiocchi di disapprovazione con la bocca) sempre a pagina 157 della mia edizione, senza un motivo particolare, ma evidentemente per un’incompatibilità fisiologica tra me e Joyce che si risolve immancabilmente in quella pagina. Ad ulteriore disfacimento della mia reputazione di lettore posso anche aggiungere che Gente di Dublino l’ho letto si, ma è il peggior libro che io abbia mai letto e ogni volta che ci penso provo un senso di disgusto. E amen.
Fin che penso ad altre mie pecche di lettore dico invece che un classico come La Vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo (di cui ho già scritto qui) è a mio avviso un capolavoro, è senz’altro un classico e da molti viene anche ritenuto l’iniziatore del romanzo contemporaneo pur essendo stato scritto nel ‘700, ma sono certo che sono pochi quelli che oggi l’hanno letto o lo leggono. E da qualche tempo (cioè da quando l’ho riletto in età più matura e l’ho trovato ancora più meraviglioso della prima volta che lo lessi) sto cominciando a pensare che anche il Don Chisciotte sia un classico che pochi hanno veramente letto, uno di quei libri di cui tutti ti citano la cosa che sta nelle prime trenta pagine e poi buonanotte. I più sospetti sono quelli che ti dicono “Si, l’ho letto, ma è un po’ pesante”. Ma come pesante? Se è il libro più divertente della storia della letteratura a momenti!
Ma torniamo a quello che non  ho letto, così chiudo e lascio spazio a voi, perché possiate liberarvi in questo cimento quasi olimpionico prima di Londra 2012, con cui tra poco cominceranno a fracassarvi le orecchie per mesi.
Non ho letto I miserabili di Hugo (ma lo leggerò prima o poi perché Notre Dame de Paris mi è piaciuto molto).
Non ho letto La montagna incantata di Mann. Non ho mai letto Eugen Onegin di Puskin, e la cosa a pensarci ora mi rode parecchio.
Non ho mai letto, per finire, Cime tempestose di Emily Bronte, L’urlo e il furore di Faulkner, Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino, Il rosso e il nero di Stendhal, Todo modo di Sciascia, Una vita violenta di Pasolini, Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern, La vita agra di Bianciardi, Infinite jest di Wallace e così via……
Ed ora a voi. Prendete coraggio e divertitevi a cimentarvi senza freni, fate il vostro outing letterario e invitate perfidamente tutti i vostri amici appassionati lettori, che vi hanno sempre sorpreso perché avevano letto qualsiasi libro apparso nella storia della letteratura, a farlo con voi. Scoprirete già dalla loro partecipazione o meno se vi stavano raccontando la verità o se erano semplicemente sempre ubriachi quando parlavate di libri.
La vertigine della lista dei classici che fingiamo di aver letto è nelle vostre mani.

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93 thoughts on “I classici che fingiamo di aver letto, la nostra top ten

  1. Stando al gioco e vergognandomi un po’, la mia “top five” è questa:
    1) Guerra e pace di Tolstoj
    2) La montagna incantata di Mann
    3) Ulisse di Joyce (il mio vero rimpianto)
    4) La nausea di Sartre
    5) Cime tempestose di Emily Bronte (che non leggerò mai!)
    Saluti

    • La mia top five :
      1) Alla ricerca del tempo perduto (prima o poi lo leggerò)
      2) Mattatoio n.5 ( Ahimè )
      3) Don chisciotte
      4) Moby Dick
      5) L’uomo senza qualità

      (mi sono sentita sollevata quando ho letto che non sono l’unica a non aver finito gente di Dublino. Mi sentivo così sola!)
      Ma comunque… mi piange il cuore per chi non ha ancora letto i Fratelli Karamazov.

      • Non sei sola Sandra… non sei sola…gente di Dublino tra l’altro è proprio uno di quei libri che le persone dicono di aver letto per dire di aver letto Joyce e in verità non lo hanno mai letto e molti di quelli che l’hanno letto la pensano come me..perlomeno in privato…:D..poi ovviamente c’è anche chi lo apprezza sul serio.

  2. Non ho mai letto “Alla ricerca de tempo perduto”, non me ne vergogno, ne “l’Ulisse” di Joyce, Il resto più o meno l’ho letto, compreso la “Nausea” di Sartre che considero un capolavoro. Guerra e pace è per me il capolavoro dei capolavori, l’ho appena finito di leggere in inglese dal Kindle. Non riuscivo infatti a leggere la versione in italiano per quel 30% di lingua francese lasciato integro, gli Inglesi invece traducono tutto.

  3. Ok lo faccio anche io:
    1) I miserabili, ho sempre detto “ora lo leggo!” e poi ho abbandonato l’idea;
    2) Il vecchio e il mare di Hemingway, un altro tra quelli del “lo leggerò” e poi l’ho sempre lasciato dove era;
    3) Grandi Speranze di Dickens, che ho iniziato a leggere ma l’ho trovato così noioso che non l’ho mai finito. Lo trovo un libro che “segue troppo la linea cronologica degli eventi”;
    4) Guerra e Pace di Tolstoj, non ce la faccio proprio ad iniziarlo e non ho ancora capito il perchè;
    5) Moby Dick, e me ne vergogno tantissimo!

  4. di quei 5 libri non ho letto solo la recherche , questi ci ho provato ma li ho mollati:
    l’Ulisse
    l’uomo senza qualità
    Delitto e castigo
    i fratelli Karamazov

  5. I classici che mi dispiace di non aver ancora letto:

    1) I fratelli Karamazov
    2) Il deserto dei tartari
    3) La ricerca del tempo perduto
    4) Pastorale americana
    5) Il nome della rosa
    6) Infinite Jest
    7) Guida galattica per autostoppisti
    8) Petrolio
    9) L’Odissea
    10) Il signore degli anelli

    I classici che ho letto e che secondo me tutti dovrebbero leggere:

    1) Mattatoio n.5 (Kurt Vonnegut)
    2) L’opera galleggiante (John Barth)
    3) Parsifal (von Eschenbach)
    4) 1984 (Orwell)
    5) Il castello dei destini incrociati (Calvino)
    6) Cent’anni di solitudine (Marquez)
    7) La galassia Gutenberg (McLuhan) – se valgono i saggi
    8) Il fu Mattia Pascal (Pirandello)
    9) Gli esordi (Moresco) – fidatevi sarà un classico
    10) Cecità (Saramago)

  6. classico è per me quello che mi piace, di quelli inseriti nel contesto segnalato ne ho letto qualcuno. Sono stato costretto a leggere, studiare spulciare, identificare gli avvenimenti antecedenti e successivi a determinati periodi indicati dal mio insegnante di lettere al liceo “I Promessi sposi” o “Gli sposi promessi”.. Ideosincrasia! odio! ripulsa! no classici! si se libri che mi interessano, definiti tali o no. La lettura è un piacere se non mi interessa o mi si indica come essenziale leggerli preferisco scaricarli, AMEN
    Cultura è conoscenza, libertà pura, no forma elitaria di appartenenza!

  7. Ho letto e apprezzato:
    Guerra e pace
    I miserabili
    Don Chisciotte
    Il vecchio e il mare
    Cime tempestose
    Cent’anni di solitudine
    Il nome della rosa
    La nausea
    Madame Bovary
    La ricerca del tempo perduto
    L’educazione sentimentale
    La casa degli spiriti.
    Non ho letto, ma ho intenzione di farlo:
    I Buddenbrook
    Moby Dick
    L’Ulisse
    La montagna incantata…e molti altri.

    • Carla..se leggi il mio commento sotto vedrai che ci sono anche i punteggi per i libri ;).
      Visto che ne hai così tanti diccene due o tre almeno :D. Tutti ne abbiamo tantissimi che non abbiamo letto…sei in buona compagnia!

  8. L’uomo senza qualità mi ha appena sconfitto, ed è il quinto tentativo. Pazienza, ricapiterà…

  9. Mettiamola in positivo: libri comprati ( scorsi, ma non letti ):
    – La nausea ( Sartre )
    – Esercizi di stile (Queneau)
    – Scienza nova ( Vico )
    – Fenomenologia dello spirito (Hegel, non ho ancora il giusto atteggiamento per leggerlo sistematicamente )
    – Attraverso lo specchio ( Carroll, ce l’ho in programma, ma non trovo mai il tempo di metterlo in cima alla classifica )

  10. La mia lista è la più vergognosa di tutte.
    – Il ritratto di Dorian Gray: l’ho letto, ma a metà. Mi ha scocciato, sì.
    – La Divina Commedia: opera importantissima, ma repelle.
    – Gente di Dublino
    – Cime tempestose
    – Guerra e pace.

  11. Devo dire che non ne ho letti molti di questi citati. Dico anche subito che concordo con te Simone sulla Wolff, non sono mai riuscita a leggerla!
    Cinque libri tra tantissimi:
    Moby Dick
    Anna Karenina (mentre ho letto Guerra e Pace)
    Il Grande Gatsby
    Ulisse
    Don Chisciotte

  12. Grazie a tutti per i commenti e le segnalazioni che invito a proseguire a rotta di collo per formare una mappatura statisticamente rilevante di ciò che leggiamo.
    Per chiarezza, visto che qualcuno si è posto il problema, vorrei precisare che il titolo “i classici che fingiamo di aver letto” è ovviamente una provocazione. Quello che importa veramente in questo scambio di informazioni non è la nostra “finzione” o meno sulle nostre letture, ma è censire in qualche modo la nostra percezione di cosa sia un classico per noi, oggi, nel 2012, e quali tra questi che per noi sono classici e magari ripetutamente sentiamo nominare NON sono in cima alle preferenze dei lettori. Credo che questo potrebbe servire in molti contesti, ad esempio penso a quello scolastico. Mettere a fuoco cosa sia, in questo momento letterario che ormai ha visto concludersi il novecento, il nostro percorso di lettura rispetto ad una letteratura storicizzata, anche per capire poi dove sta andando la letteratura contemporanea, credo sia importante.
    Per tornare al gioco qualcuno invocava i punteggi o i voti. I punteggi ci sono, del resto lo scopo era quello di delineare una top ten dei classici meno letti.
    Ho pensato che nel prossimo post dedicato all’argomento in questione stileremo sulla base delle vostre segnalazioni qui una prima top ten. I libri citati nel post e i primi libri segnalati da voi mi hanno fatto subito pensare ad una distinzione forse importante per generare una top ten dei classici che fingiamo di aver letto, che è la seguente.
    Ad ogni libro citato da ognuno di voi come “non letto” sarà assegnato 1 punto. Ma ad ogni libro citato da voi come “non letto perché abbandonato” assegneremo invece 2 punti, per il semplice motivo che essendo sacrosanto il diritto del lettore di abbandonare un libro che lo rigetta o che scopre non di suo gusto o interesse è altresì, per un presunto classico, molto più grave che un lettore lo abbandoni piuttosto che semplicemente un lettore non lo abbia proprio preso in mano perché interessato per il momento ad altre letture.
    Così facendo la top ten avrà in cima, io credo, veramente quei classici “che fingiamo di aver letto”, o meglio, quei classici che saranno anche classici ma evidentemente hanno in se qualcosa che non è detto li faccia rimanere classici per sempre, visto che i lettori cominciano a distaccarsene con cognizione.
    Questo credo sia il senso di questo gioco, e quindi vedremo che succederà.
    Continuate a pescare nella vostra storia di lettori tutti i libri che non vi hanno toccato, avete tempo fino a metà aprile, dopodiché i commenti saranno chiusi per stilare una prima classifica in un nuovo post dedicato!

    • La prima riflessione che ho fatto leggendo il post: e’ incredibile come nella lista dei classici da te redatta compaiono praticamente tutti i titoli che mi sono balenati in testa quando ancora ero solo al titolo del post. Ho riscontrato una certa corrispondenza anche nei commenti. Mi pare che se ne possa dedurre che, almeno nel caso dei lettori italiani, c’e’ un accordo sostanziale sulla definizione di cosa sia un classico.
      La mia lista:
      – Il dottor Zivago – Abbandonato verso pagina 80. Credevo che fosse per la difficolta’ di stare dietro a tutti i nomi in russo che rendevano difficile l’identificazione dei personaggi ( infatti, come sapete, a volte compare il nome proprio, a volte il secondo nome – quello che deriva dal nome del padre – a volte infine il cognome, col risultato che ci si riferisce ad ogni personaggio con almeno 3 nomi diversi il che mi crea sempre qualche scompenso). Tuttavia questo non mi ha impedito di leggere con gusto I fratelli Karamazov (che considero attualmente il piu’ bel libro mai letto) e Anna Karenina (che ho ugualmente molto amato, anche se anche io mi considero una fan piu’ accanita di D. piuttosto che di T.).
      – I promessi sposi – Mai letto (a parte dei brani dell’antologia per le scuole, come altri hanno detto nei commenti precedenti)
      – La montagna incantata – abbandonato a ben oltre la meta’ senza vergogna
      – L’Ulisse – mai letto, mai voluto leggerlo, mi fa anche un po’ paura.
      – Guerra e pace – iniziato 3 volte e sempre abbandonato. Attualmente sono al 25% e credo di farcela questa volta. Senza troppi entusiasmi, comunque.
      – Gita al faro – abbandonato
      – Verdi colline d’Africa – abbandonato

      • Grazie mille Viaggiatrice per le riflessioni e la tua interessante lista di classici abbandonati e non letti, e anche per aver reso giusto merito ai Karamazov, gran libro, come anche I demoni del resto.

  13. Mi ritengo una “lettrice occasionale”, sono pressoché ignorante di quali siano i classici davvero ritenuti tali dalle masse, preferisco avere i miei classici, i libri che ricorderò per sempre e che ogni tanto ancora leggo o consulto. Non amo l’idea di fare indigestione di mattoni solo per il gusto di dire “l’ho letto, eh-ha!” (cosa che in molti fanno, senza assaporare davvero il contenuto del testo). Però c’è un libro che ormai è diventato il mio cruccio: Il Conte di Montecristo. Non riesco a finirlo, ma per quel che ne so, lo consiglio!

  14. Bella sfida. Non ho mai letto:
    1. La montagna incantata – ci ho provato più volte ma proprio non riesco ad andare oltre la metà.
    2. Mrs Dalloway – però ho letto Orlando che ho amato moltissimo.
    3. Don Chisciotte – ma è già sul mio comodino pronto per il momento adatto (chissà mai se arriverà!)
    4. I Fratelli Karamazov – Lo leggerò senza dubbio visto che Delitto e Castigo è uno dei più bei libri mai letti in vita mia.
    5. Ulisse – non lo leggerò mai, Gente di Dublino mi è bastato e avanzato.
    6. Quer pasticciaccio brutto di via Merulana – ci ho provato, proprio non riesco.
    7. Moby Dick – questo lo leggerò, prima o poi.
    8. Madame Bovary – mi cospargo il capo di cenere.
    9. La Recherche – non la ricercherò.
    10. I Miserabili – intendo leggerlo.

  15. Tra le mie vergogne:
    1. Delitto e castigo (Dostoevskij) – abbandonato, avrò sbagliato periodo.
    2. Cent’anni di solitudine (Marquez) – come sopra.
    3. Alla ricerca del tempo perduto (Proust) – mai iniziato ma dovrei, sì dovrei.
    4. Moby Dick (Melville) – come sopra.
    5. Ulisse (Joyce) – mai letto ma mi affascina molto.

  16. Delitto e castigo, mi è piaciuto molto
    Anna Karenina, pure
    Guerra e pace, meno
    Uomini e topi, moltissimo
    I pilastri della terra, mondo senza fine, la guerra dei giganti (Follett)
    Due uomini in barca, godibile
    la peste, molto
    mille splendidi soli, il cacciatore di aquiloni, bellissimi
    Accabadora

    • Lia, grazie per aver condiviso con noi i tuoi classici preferiti..ma ci sono anche quelli a cui per un motivo o per l’altro non ti sei mai avvicinata o hai abbandonato?

  17. i promessi sposi, solo come testo scolastico parziale
    i racconti di Sebastopoli, abbandonato,
    La peste
    l’asino d’oro
    candido
    Ulisse, impossibile abbandonato
    il vecchio e il mare
    addio alle armi
    Anna Karenina rifiutato

  18. Ho abbandonato i promessi sposi.
    poi ho letto tutto quello che trovavo ( mi era stata diagnosticata una considerevole diminuzione della vista, ma successivamente scongiurata, per cui non tralasciavo nulla)
    aggiungerei “via col vento” correggendo TRE UOMINI IN BARCA,

  19. In una sorta di attesa..
    – Alla ricerca del tempo perduto (primo tra tutti)
    – I due, tre fondamentali di Dostoevskij
    – Guerra e pace
    – Gita al faro
    – La montagna incantata e i Buddenbrock
    – Qualche libro di di Dickens
    – L’urlo e il furore di Faulkner

    Quelli per i quali non ho nessuna fretta e quasi nessuna voglia
    -L’Ulisse di Joyce
    – Moby Dick
    – L’uomo senza qualità
    – I romanzi di Pasolini (un po’ mi vergogno però perché ho letto quasi tutto il resto.
    – Le anime morte di Gogol

  20. Per fortuna ne chiedi solo cinque….purtroppo la mia lista potrebbe essere anche piu’ lunga, ma ce ne sono alcuni in cui non riesco ad avventurarmi…

    Non ho letto:
    1. 1984 (George Orwell)
    2. Alla Ricerca del Tempo Perduto (M. Proust)
    3. Il Vecchio e il Mare (E. Hemingway)
    4. Moby Dick (H. Melville)
    5. Ulisse (J. Joyce)

    Pero’…ne ho letti altri, credimi!

  21. 1. Il diario di Anna Frank
    2. I promessi sposi

    e questi li definisco “classici” solo perché è un miracolo finire gli studi riuscendo a non leggerli

    3. La Bibbia
    4. Gente di Dublino
    5. Il piacere

  22. Non astenetevi! Potete citare tutti i libri che volete e non avete letto, anzi..chi più ne ha più ne metta.
    Già si delineano mi pare di vedere notevoli ricorsività e affinità e ora è comparsa anche la Bibbia, che un classico lo è di sicuro, come Il Corano o il Mahabharata. A tal proposito: la Bibbia l’ho letta, in tanti anni..credo almeno dieci, a pezzi, il Corano lo leggo a pezzi ogni tanto ma non credo arriverò a leggerlo tutto, Il Mahabarata ovviamente no perché è una storia composita, quindi ho letto quello che hanno letto tutti credo, la Bhagavad Gita intendo.

  23. Ho sempre saputo di essere una bestia ignorante. Anziché i Grandi Classici, durante l’adolescenza mi sparavo i vecchi Urania di madre e mio nonno… (per fortuna in mezzo a tanto ciarpame c’erano Asimov, Dick, Lem, Bradbury e altra gente buona). Di Classici, eh!, me ne mancano parecchi. Hemngway no, Hemingway l’ho letto e mi è anche piaciuto. Gente di Dublino, che trovo nominato, mi aveva colpito moltissimo e me lo rileggevo. Quei racconti mi davano un senso di desolazione e miseria umana, qualcosa di cui nutrirmi dunque negli anni in cui ti sembra di non aver controllo sulla tua vita, e tutto fa schifo. Gente di Dublino mi dava qualcosa che neanche i Radiohead, neanche Burzum, neanche i Deicide riuscivano a darmi.

    Moby Dick, manca.

    Ulisse, manca. In passato ho sempre avuto la scusa che “la traduzione sicuramente lo snatura”. Adesso che l’inglese lo parlo quotidianamente e le mie letture sono prevalentemente in inglese, non ho più neanche quella.

    Alla Ricerca del Tempo Perduto, manca.

    Tom Jones (Hnery Fielding), manca. Terribile. Mi ero messo in testa di
    leggerlo, un mattone mai visto. Tradotto, ovviamente.

    1984, Manca. Vergogna. Ma ho letto Brave New World, haha.

    I fratelli Karamazov, manca.

    I promessi sposi, manca. (Anche quando ci obbligavano a leggerlo a scuola e fare i riassunti, li fotocopiavo dai compagni la mattina)

    Cime tempestose, manca.

    Frankestein, manca. Ovviamente ho sempre amato i mostri, ma non ero preparato a quella prosa. Ero un ragazzino, nessuna idea di cosa il libro rappresentasse, mi aspettavo una sorta di Stephen King. Lo trovai noioso e poco coinvolgente. “Ma quand’è che il mostro squarta qualcuno?”, mi chiedevo. Per la stessa ragione ho iniziato e abbandonato Dracula.

    Guerra e pace, manca.

  24. di sicuro io ho letto tutta l’opera edita ed inedita di Antonio Porta. Ma escludetemi dalla ricerca perché è davvero ovvio che io lo abbia fatto.
    Però ci torno spesso al piacere personale di leggerlo, mi dà consiglio, qui e là, malgrado il tempo, e mi sorprendo da sola a riscoprirlo. Ripeto, credo proprio che non valga il mio commento …

  25. à la guerre comme à la guerre:

    1) Ragazzi di vita [mai iniziato in lettura integrale eccetto passi trascelti di antologia]
    2) I miserabili [come sopra]
    3) Don Chisciotte [come sopra]
    4) Madame Bovary [come sopra e al quale neppure intendo avvicinarmi]
    5) Gita al faro [essendo un discepolo joyciano non posso permettermi di farmi piacere la sua più grande detrattrice]

  26. Dai, proviamo. Io sono una di quelle persone che ai grandi classici non ci ha mai creduto molto: leggo quello che mi intriga, dal classico alla porcheria. A volte mi lascio attirare dai titoli, altre volte dalle trame raccontate, altre dalle pagine che sfoglio in libreria.
    Tutta questa premessa per farmi perdonare il fatto che io, di classici, ne ho letti davvero pochissimi e sto iniziando solo adesso a recuperare il tempo perduto con zozzerie adolescenziali che sarebbe stato meglio non leggere affatto.
    Considerato che la lista potrebbe quindi essere infinita, credo mi concentrerò sul titolo della classifica, elencando solo libri che fingo di aver letto:

    1) non ho ancora finito 1984. L’ho iniziato 2 volte, sono arrivata a metà e poi qualcosa si è messo fra noi (di solito esami o impegni che mi costringevano a leggere altro). Credo dipenda dal fatto che è un libro che leggo molto lentamente, per gustarne ogni parola; ma credo dovrò cambiare strategia, se spero di finirlo prima o poi.

    2) I promessi sposi. Io sono fermamente convinta che tutti abbiamo finto di averlo letto. Tutto quello che ricordo a riguardo lo devo al trio Solenghi-Lopez-Marchesini.

    3) Il giovane Holden. Persone a me care lo adorano e io, a furia di sentirne parlare, mi sento come se lo avessi davvero finito, invece di annoiarmi ben presto (forse perché ero troppo giovane).

    4) Don Chisciotte. Che imbarazzo! Mi sarebbe tanto piaciuto avere il tempo di godermelo, di leggerlo con calma, ma l’esame era alle porte. E io allora ho finto di averlo finito, leggendo il riassunto.

    5) Romeo e Giulietta. Shakespeare è una passione che mi porto dentro fin da bambina, ma la storia dei due innamorati sfigati non mi ha mai convinta su carta. Ovviamente però, da grande estimatrice quale mi piacerebbe sembrare, fingo con facilità di conoscere l’opera nei minimi dettagli.

    6) bonus track: American Psycho. Si tratta di una bonus track solo perché in realtà l’ho letto e mi è anche piaciuto. Ma ci sarebbero quel capitolo su Whitney Houston e quello sui Genesis… be’, ecco… io parte di quei capitoli ho deciso che potevo saltarla. Ma non lo ammetterò mai.

    E adesso scusatemi, considerando l’ammissione di queste ignobili colpe, vado nell’angolo della vergogna.

    • Ciao Gio,
      leggendo il tuo ed altri commenti mi pare di poter affermare che:
      1. il concetto di “classico” in alcuni casi ci e’ imposto a livello scolastico (soprattutto per coloro che hanno rifiutato il liceo): siccome la lettura e’ per tutti un momento di svago e di piacere, quando il libro siamo costretti a leggerlo per obblighi scolastici il risultato e’ che la nostra voglia di farlo e’ al di sotto della soglia minima di sopportazione di ciascuno. I piu’ tenaci risolvono questa ritrosia una volta usciti dai banchi di scuola (quello che mi sembra sia accaduto a te, e anche a me del resto), mentre per altri la condanna (e, diciamocelo, l’antipatia “epidermica” per quei testi) e’ definitiva.
      2. “classico” (a parte qualche caso isolato, come per esempio – nelle liste che ho visto qui, La Nausea) e’ sovente sinonimo di “mattone”. Sembrerebbe che bisogna avventurarsi nella redazione di oltre le mille pagine per poter ricevere gli onori letterari e l’ambito titolo. (provocazione).

  27. Traendo spunto dagli ultimi commenti (e ringraziando sempre tutti quelli che stanno contribuendo con i loro titoli) volevo ribadire, come scritto anche nel post, che è possibile segnalare anche titoli che magari non sono ” canonizzati” come classici ma sono “solamente” molto famosi perché di grande diffusione (es: harry potter diventerà un classico come ora già è il Signore degli anelli? Li avete letti entrambi?)
    Questa mappatura che stiamo facendo assieme, oltre che a registrare quali siano i classici meno letti dai lettori, nelle mie intenzioni servirebbe anche (o forse soprattutto) a tracciare una nuova linea. In parole povere noi abbiamo a che fare con un canone letterario che (come diceva la viaggiatrice qui sopra che credo abbia centrato un paio di punti importanti di riflessione) in qualche modo ci è imposto o abbiamo ereditato. Ma i canoni nel tempo cambiano e possono essere cambiati, motivo per cui nel 2012 mi interessava vedere se era possibile fotografare un movimento di questo canone nelle nuove generazioni dei lettori. Per questo ci serve un campione statistico rilevante, quindi coinvolgete anche i vicini di casa, fate delle cene serali dove vi date alla compilazione della lista dei classici tra amici e riportatela qui, fate bunging jumping e mentre vi buttate urlate i titoli di tutti i classici che non avete letto! Un giorno tutto questi ci sarà utile!
    Infine, dato che ho visto serpeggiare scherzosamente qua e là parole come “vergogna”, “peccato”, “cenere sul capo”…ecco..io dico solo che ognuno ha il suo percorso, che prima o poi un lettore curioso incontrerà i classici e i libri che vuole incontrare e che di fronte a 3000 anni e passa di letteratura nessuno credo si possa vergognare di non aver letto dei libri, qualsiasi portata abbiano questi libri e qualsiasi canone essi rappresentino.
    E’ letteratura, e almeno in essa sentiamoci liberi e felici di scegliere come ci pare e piace!
    Anzi, spererei che in questi commenti si facessero vivi anche più scrittori, più critici letterari, più giornalisti, magari anche editor che dichiarino il loro lavoro, perché sarebbe interessante anche ascoltare la loro voce dato che contribuiscono alla produzione e alla diffusione dei libri che potrebbero diventare i classici di domani. Saranno coraggiosi? Spero che anche loro non pensino di doversi vergognare di qualcosa… perché come scritto qui la vergogna non c’entra proprio nulla. Divertiamoci inziando a ricreare un giardino di letture e poi vedremo cosa accadrà.

  28. La morte di Virgilio
    Aspettando Godot
    La cognizione del dolore
    The Pickwick Papers
    Tristram Shandy

    … e molti molti altri….

  29. Dai precedenti commenti, mi pare siano stati esclusi i classici dell’antichità o del medio evo. Pare che per la maggior parte dei “commentatori” il classico, sia quello contemporaneo o magari quello moderno. Mi pare di aver letto giusto tre commenti dove vengono menzionati : La Bibbia, La Divina Commedia e I Promessi Sposi…personalmente non li ho letti, ma come me, tutti i miei compagni di classe dalle medie al liceo, posso garantirvi non hanno mai letto, o almeno non completamente questi tre libri…mi sorge il dubbio che io e i miei ex compagni di classe facciamo parte di una grande maggioranza, silenziosa, forse ancora per paura di essere interrogati e arrosire per essere impreparati.

    La mia classifica (provocatoria) è la seguente:
    1) Iliade
    2) Odissea
    3) Bibbia
    4) De Rerum Natura (Lucrezio)
    5) Le Metamorfosi (Ovidio)
    6) Il Milione
    7) La Divina Commedia
    8) Gargantua e Pantagruel
    9) I Saggi (Montaigne)
    10) I Promessi Sposi

    La mia classifica, la chiamo provocatoria, perchè vorrebbe provocare una risposta alla domanda: perchè la maggior marte di questi titoli pare siano stati esclusi a priori da quasi tutti i precedenti “commentatori”?

    La mia interpretazione, forse sbagliata o forse superficiale, è che letteratura e leggere per molti ancora è soprattutto svago, mai studio inteso nel senso di ricerca, ricerca di risposte, risposte a domande che tutti ci poniamo.

    Ciao

  30. Caro Giacomo, più che provocatorie la tua lista e le riflessioni che fai mi sembrano molto sensate e concordo con te nel pensare che le persone (forse giustamente chissà…) intendono la letteratura come svago più che come occasione di scoperta, crescita, pecorso di evoluzione, piacere in senso largo….
    Vedremo nel proseguio se anche i classici da te nominati entreranno a far parte con più prepotenza della classifica ora che hai sollevato la questione…siamo appena all’inizio, e personalmente spero anche che si affaccino editor ed editori, nonché critici e varie altre persone che si occupano di letteratura (anche per esempio chi insegna scrittura creativa vorrei che mi dicesse cosa ha letto o non ha letto e su cosa riflette quando pensa a questo..).
    Personalmente posso provare a rispondere alle tue osservazioni dicendo come la penso io: quando leggo, quando scelgo cosa leggere, da anni, praticamente da quasi subito, ho imparato a seguire un percorso, segnato dagli stessi libri che leggo che spesso mi rimandano ad altri libri che mi vien voglia di leggere (molto semplicemente se uno scrittore che amo in un suo libro che amo mi “segnala” un altro libro in qualche modo spesso mi viene voglia di leggerlo e praticamente quasi mai ne resto deluso per un motivo o per l’altro, per dire l’atteggiamento più semplice che si può avere in un percorso di letture..ma ce ne sono tanti altri..).
    Come lettore, e anche come scrittore, riguardo la letteratura che fornisce risposte credo invece che un lettore o uno scrittore che cerchino risposte nella letteratura siano sulla strada sbagliata. Io credo che uno dei pregi, e forse dei compiti della letteratura, sia quello di aiutarci a farci le domande migliori. Intendo che cercare le domande migliori è forse più importante che cercare risposte “definitive”, soprattutto se ci vengono messe in bocca o in testa da qualcun’altro. In questo credo che la letteratura sia anche salvifica, che ci elevi e ci aiuti a progredire, quindi nella letteratura come lettore e scrittore cerco sempre qualcosa, non che mi sconvolga, ma che almeno non mi racconti qualcosa che sta già in me, bensì qualcosa a cui ancora io non sono arrivato, che non ho sognato, a cui non pensato, qualcosa che non ho guardato attentamente….
    Ecco perché penso ad esempio che quando uno scrittore ha un successo immediato e viene letto da milioni di persone subito in realtà è uno scrittore che non ha più nulla da dire, perché è esattamente dove sono tutti e non può “fare” altro in letteratura che raccontare qualcosa di ampiamente condiviso, cosa che secondo me può essere buonissima narrativa ma non è quella cosa che io chiamo letteratura, che non è questione di alta o bassa, bella o brutta…ma che è quel qualcosa che a vedere con il sublime e non necessariamente con il bello….ma il discorso è lungo….ovviamente…
    Spero di non essere stato troppo “oscuro” e di aver in parte risposto, almeno per me.

  31. Caro Simone,

    Grazie per la tua risposta, molto chiara. Mi trovo in sintonia con quanto tu dici, specialmente per la scelta delle letture; specie ultimamente sono stato inefettato dal morbo di Bolano…e come me tanti altri, mi pare…e mi pare anche che qualche editore se ne sia accorto e abbia preso le dovute misure (…mi riferisco a Sur…di minimum fax).

    Per quanto riguarda invece la questione se la letteratura abbiamo o meno risposte da dare, considero la questione un paradosso…da una lato penso, anche io, che la letteratura non ha risposte da dare, dall’altro che è la letteratura il luogo dove io vado a porre le mie domande…

    Ritornando ai Classici, ho notato in me ed altri un timore reverenziale, spesso mascherato da snobismo nei confronti di certa letteratura classica…come le opere da me citate…perchè, e qui avanzo un ipotesi, perchè non abbiamo…o pensiamo di non avere gli strumenti per apprezzarle…ed in primis mi riferisco al linguaggio. Opere troppo lontane dai nostri tempi, nel tipo di scrittura, spesso ci spaventano…e ci sono esempi anche nella letteratura moderna e contemporanea. Credo nel mio caso almeno, che la scuola abbia fatto molti danni, nello spaventare me ed altri anzichè avvicinarci ad opere che forse non sono così illegibili come si pensa…e che forse, in queste opere ci sono tante risposte…o forse tante altre domande.

    Chiuderei chiedendo a te e agli altri di aggiungere alla lista una definiziione del termine Classico.

    Comincio io: un classio è, per me. un libro che ci indica una tradizione, una linea…e per esclusione: un libro consigliatoci da uno scrittore che stiamo leggendo è spesso un classico…o lo diventerà.

  32. Non credo di essere in grado di dare una definizione di classico Giacomo. Posso solo dire che per me un classico è un libro capace di generare nuovi lettori e nuovi scrittori, e quindi in astratto di generare nuova letteratura. Questo avviene nell’unione dei due motori principali che la compongono e la modificano percettivamente credo in parti uguali. Scrittore e lettore si dividono al 50% la creazione di un libro, perché un libro è fatto si da chi lo scrive ma è “interpretato” e condiviso soprattutto da chi lo legge. O almeno così la penso io.

  33. Più che un timore revenziale mascherato da snobismo, nel mio personale caso vedo più che altro un limite: il limite nel non riuscire ad apprezzare (per esempio per mancanza di strumenti) una letteratura troppo distante dai miei ritmi e dal mio linguaggio. Trattasi di una dinamica mentale non limitata alla letteratura, ma estesa anche ad altri tipi di arte, per esempio il cinema, la pittura o la musica. Sperando di non andare off topic, ci sono Classici che risultano inascoltabili o “inguardabili” e che mi uccidono per noia e (quella che percepisco come) mancanza di ritmo, quando invece si tratta soprattutto del fatto che non riesco (consciamente e inconsciamente) a decodificarli e godermeli.

  34. credo che classico sia un libro che abbia creato atmosfera, lettori, che rappresenti il tempo in cui è emerso Che abbia creato emozioni, sia scritto in modo difforme da quello in voga e diverso nella schiera degli esistenti. Un classico affascina, incuriosisce, soddisfa, motiva, supporta, arricchisce.

  35. certo anche Herry Potter potrebbe diventare un classico li ho letti tutti e 7 e mi sono rilassato e divertito, Come Tom Rob Smith ed il suo” Bambino 44″ ma non mi toccate l’ Eneide di Annibal Caro uno dei pochi che dalla scuola ho salvato. Carina questa iniziativa, a presto

  36. Ho esteso la domandona a Gabriele, un lettore appassionato che però non frequenta le piazze virtuali. Gli ho chiesto di darmi i 5 classici che finge di aver letto e lui mi ha dato anche i 5 libri che, secondo lui, tutti dovrebbero aver letto.

    Quelli che non ha letto:
    Ulisse (Joyce)
    Cecità
    I miserabili
    I figli della mezzanotte
    La Bibbia

    E quelli che tutti dovremmo leggere:
    Il maestro e Margherita (soprattutto il secondo capitolo)
    Moby Dick
    Il deserto dei Tartari
    Il giovane Holden
    Festa mobile

    Riguardo poi alle vostre ultime osservazioni, io sono perfettamente d’accordo con parkadude: non credo che Rabelais o Lucrezio possano suscitare in me una qualche forma di timore reverenziale; possono invece suonarmi troppo lontani da quelli che sono i miei strumenti e bisogni di lettrice. E forse è per quello che non li ho considerati dei classici che “mi mancano”.

  37. Grande Gio! Così si fa, giustamente sentiamo anche il parere di chi non frequenta le piazze virtuali, torniamo anche alle piazze reali :D.
    Il dibattitto strumenti e bisogni, timore o repulsione riguardo ai classici è interessante..e quindi un classico che non attrae bisogni e non permette strumenti universali a tutti i lettori…non è un classico?

  38. Mi piacerebbe capire meglio, di un presunto classico non letto, cosa ci spinge a percepirlo come distante dai nostri strumenti o bisogni? Premetto che la mia non è polemica, visto che anche io non ho mai letto Lucrezio o Rabelais, ma sicuramente li leggerò, ma non condivido la percezione che questi siano distanti dai miei bisogni o strumenti.

    La mia chiave di lettura rimane nella lontanza temporale dei testi citati e dall’esperienza che di questi noi abbiamo. Per questo mi permettevo di azzardare come ipotesi eventuali “traumi scolastici”. In sintesi mi pare di capire che l’antichità di un testo sia quantomeno una pregiudiziale e citando due classici moderni contemporanei che ho letto: Moby Dick e La Cognizione del dolore…chiederei a Gio e Parkadude se hanno nei riguardi di questi due libri la stessa percezione che hanno di Rabelais e Lucrezio e,in ogni caso, perchè?

    Grazie
    Giacomo

  39. Vabbuò, come direbbe l’intrepido capitano. Ecco la lista del disonore:

    1) L’Ulisse di Joyce è forse il libro che in assoluto ho iniziato a leggere più volte, senza aver mai superato pagina 250. Ma le prima 250 pagine, giuro, le conosco a memoria!
    2) La Recherche di Proust è invece un libro che considero già letto, anche se non credo di essere mai andato oltre pag 100, perché la sua particolare meticolosità mi irrita. Ogni anno però, allo spuntar dell’estate, mi riprometto di leggerlo. E lo leggerò. Forse.
    3) Tistram Shandy è il classico che ho mollato prima, lo trovo indigesto, molesto e re della noia. Eppure uno dei libri che mi sono più cari, L’uomo senza qualità di Musil, l’ho letto e riletto, anche se sono certo che gode di una certa fama nella famosa lista degli altri colleghi di disonore. Misteri della lettura o meglio del lettore.
    4) Garguanta e Pantagruel, è una di quelle vette inarrivabili, a cui, appunto, non sono mai arrivato. Una cara amica dice che è il libro più caro della sua giovinezza e un grande capolavoro, e la mia amica è una donna d’onore, ma io ho sempre l’impressione di trovarmi davanti all’elenco del telefono, e mentre per i primi due della lista nutro dei segreti sensi di colpa, questo m’indispone, più o meno come Sterne, mentre la mia ammirazione per Joyce, per tutto l’altro Joyce, è sconfinata.
    5) Last but not least, Il circolo Pickwick, che campeggia da secoli nella mia libreria intonso, mai toccato, mai sfogliato. I motivi sono ancora ignoti.

    • Ah… Bruno, vedo che abbiamo lo stesso impatto con le pagine dell’Ulisse..cambia solo il numero di pagina in cui ci si ferma :D.
      Grazie del contributo prezioso [La recerche questa estate è tua…merita davvero uno sforzo….Gargantua e pantagruel non l’ho letto nemmeno io..ma ho visto che c’è una nuova edizione ora..forse è la volta buona….sul circolo Pickwick a mio parere puoi sorvolare :D…..sul tristram shandy invece no ;)].
      I misteri del lettore effettivamente sono tanti, e mi pare che questa lista già contribuisca a fare un po’ di luce sulle linee che i lettori in genere seguono, vedo delle ricorsività nei commenti…ma ne parleremo meglio quando stileremo la top ten dopo aver raccolto altri commenti.

  40. La mia lista è:
    1) La recherche – Proust
    2) L’uomo senza qualità – Musil
    3) Cent’anni di solitudine – Garcia Marquez
    4) Petrolio- Pasolini
    Sinceramente non mi piace nulla di Pasolini, ho iniziato molte volte “Ragazzi di vita” ma…..non leggerò mai nulla di questo tanto venerato genio.

  41. Ho letto I Miserabili: all’inizio qualcosa di accattivante (anche perché per causa volontariato mi occupo di carcere e carcerati), poi una noia mortale, intere pagine saltate. In una Parigi con centinaia di migliaia di abitanti si Valjean e Javert continuano ad incontrarsi, manco c’avessero la calamita. Che palle!
    Ho iniziato Ulisse di Joyce e sono arrivata a pagina 3: penso che che ne può parlare bene sono solo i colleghi di inglese, per dovere, e gli studenti all’esame di Stato, che ne parlano senza averne letto un rigo (cosa che fanno peraltro con tutte le materie umanistiche più o meno recitate a pappagallo).
    Don Chisciotte è fortissimo! Si muore dalle risate.

  42. che dire? questo thread mi sembra un pò stupidino…come si fa a dire se un libro è un classico senza averlo mai letto?

      • Simone, ma che persona sei? (ha un’intonazione positiva)
        Puoi dire a me cosa significa? :)

      • Dai per scontato che io non conosca la mia anima…? :-) PS Ho capito che giochiamo…ma per giocare bisogna stabilire qualche regola…altrimenti viene fuori un pasticciaccio…tutto qui! :-)

  43. gentile Adele, è inusuale pensare che non si sia mai parlato di classici, ed il problema è proprio lì. Sono stupito dell’aggettivo, forse non si è intesa la finalità del gioco, perché è un gioco. forse non era chiaro.

  44. @ Tino: d’accordo, ma leggendo i vari post mi pare che venagno passati dei giudizi su alcuni libri o autori pur non avendoli mai letti, mi chiedo che senso abbia? Citazioni del tipo: Sinceramente non mi piace nulla di Pasolini, ho iniziato molte volte “Ragazzi di vita” ma…..non leggerò mai nulla di questo tanto venerato geni”, al bando il politically correct e le net-etiquette, mi pare che qui si rasenti lo squallore più totale, non per un eventuale giudizio su Pasolini, ma la totale mancanza di argomentazioni…vi lascio ai vostri “giochini”.

    • PS. E’ come dire: “quali sono i miei classici?”…dunque:

      1) Goldrake contro Mazinga
      2) Pane e mortadella
      3) Marlboro Rosse
      4) Starsky e Hutch
      5) Mia nonna

      • PS
        Le Marlboro rosse, mai fumate, anzi mi fanno schifo perchè odio gli americani…ma sono un classico

  45. Adele, se trovi solo stupidità in questo post e nei suoi commenti, credo che ti aspetti una vita molto dura, là fuori.
    Se poi la tua critica nasce dalla giusta convinzione che sia stupido escludere a priori di voler mai leggere un determinato libro, allora mi dispiace che tu non abbia capito il senso del gioco.

    E mi scuso con il padrone di casa per essere intervenuta in modo così prepotente.

  46. @Adele

    Cara Adele. Questo “sondaggio gioco” non ha lo scopo di fornire motivazioni o aprire discussioni di critica letteraria su Pasolini o su qualsiasi altro autore. Certo, chi commenta e lascia la sua lista di libri è invitato liberamente a dare le sue motivazioni o i suoi commenti, credo tutti validi e ascoltabili.
    Ma la verità è che la mappatura che si vuole fare non è stupida. Di certo non è scientifica ed è sicuramente parziale e provocatoria ma quello che io trovo veramente stupido è non porsi mai domande su quello che ci circonda. Ci sono vari modi di porsi le domande, e anche un gioco leggero può insospettabilmente portare alla luce delle ricorsività su cui ragionare.
    Qui si chiede semplicemente di uscire dall’ombra che riguarda lettori normali e intellettuali e operatori culturali dove, a differenza di quello che dici tu incolpando i semplici lettori il problema è che si danno per assodati come classici dei libri che magari vengono ancora comprati (cioè venduti) ma non per essere letti ma per arredare casa….un classico per rimanere tale deve continuare ad essere letto, non venduto, perché noi ormai siamo caduti nell’errore di considerare che i libri venduti ci dicano cosa leggiamo veramente e io non penso che sia questa la chiave, perché questa analisi esclude un bel po’ di cose (ad esempio tutti quelli che leggono i libri in biblioteca o in prestito dalle biblioteche…).
    Allora qui si chiede semplicemente di dire quali sono i classici a cui mai ci si è avvicinati e segnalarli, e di dire anche i classici (noto che ognuno definisce la sua zona di classici a suo modo ma anche questo è importantissimo per il canone a mio modo di vedere..) che si è cominciato a leggere e poi..si è smesso (cosa ancora più grave per un classico) o addirittura vedere che questo smettere ha aggiunto l’allontanamento totale da questo autore…non mi sembrano cose stupide…mi sembra più stupido continuare a dire che abbiamo tutti letto delle cose che in realtà non abbiamo letto…
    Lo scopo ripeto non è di dire chi sia bravo o meno bravo nelle letture, ognuno ha il suo percorso, e certo questa non è la sede per discutere di un nuovo canone letterario ma io penso sia importante aprire questo orizzonte.
    Tra l’altro, dopo due anni di samgha, hai a disposizione penso una cosa come un centinaio di articoli più che dettagliati che affrontano vari libri e vari temi anche molto ostici dal punto di vista letterario…cercali e leggi quelli qui se questo post non ti piace, magari lì ci sono discussioni che ti interessano di più….è singolare che tu consideri stupido questo post e tra tutti quelli di samgha è l’unico su cui sprechi parole di commento o riflessione..anche questo è interessante no?
    Un saluto

  47. @ Simone Battig. Ma lasciala stare, non ti accorgi che questa Adele è una fracitona coatta!?

  48. All’inizio la mia reazione al post di Simone e’ stata un po’ stizzita. Perche’? Come avevo detto ad Alessandro, perche’ l’avevo trovato troppo italocentrico. nel senso che l’idea che dalla scuola italiana(dal canone della letteratura italiana che ivi domina) viene comunicata in maniera ridicolmente ossessiva si basa sull’importanza indiscussa ed indimostrata dei classici, e sulla comunicazione indiretta di un senso di colpa presso coloro che codesti non hanno letto. Ricordo che, da ragazzo, mi sentivo terribilmente in colpa per non avere ancora letto Proust, Musil o Joyce, e che a 19 anni tentai, senza successo, di leggere Proust e Musil. Anzi, questa esperienza accentuo’ il mio sentimento di inferiorita’ culturale (alimentato allegramente dall’universita’ che frequentavo) per non essere riuscito a leggerli. Francamente, non ho ancora letto Proust, se non qualche pagina qua e la’, che etrovo assolutamente magnifiche (of course), ma non per questo mi sento un fallito, intellettualmente. Quando Simone dice che non ama Flaubert, che e’ invece il mio scrittore preferito (quasi in assoluto, direi), non per questo credo che Simone sia inferiore (intellettualmente).
    La questione e’, dunque, piuttosto quella di intenderci su cosa sia o possa divenire un classico (moderno, ovviamente). Negli anni, io ho sviluppato una sorta di approccio alla lettura di tipo ‘minore’, o, per intenderci meglio, basato su di un’assoluta empatia personale. Certo, per lavoro, fa sempre bene conoscere i classici (per es., io che lavoro molto sulla poesia, e che non sono mai stato un gran montaliano ne’ un gran ungarettiano, sono tuttavia obbligato a conoscerli sufficientemente per non citarli a sproposito), ma questa conoscenza deve, a mio avviso fermarsi li’. Se Musil non mi piace, e non mi serve la sua conoscenza per ragioni strumentali, chi mi obbliga a leggerlo (questo e’ solo un esempio)? Chi obbliga Simone a leggere Flaubert? nessuno, ed e’ bene che Simone non sia obbligato a leggere un autore che egli non ama. Questo discorso sui classici in realta’ ricopreed allude ad una questione molto piu’ importante che e’ quela sul canone letterario. Questa e’ la vera questione, ed e’ per questo che non va bene comunicare un’idea di letture basata su una classifica basata sulla supposta importanza dei partecipanti. Per es., nella classifica non e’ stato citato Kadare’, che per me e’ un grandissimo classico, o per esempio, Manzoni.
    Cio’ che voglio qui dire e’ che, nei propri scritti, uno in pratica si crea la propria rosa di classici (che possono anche provenire dai cosiddetti sotto-generi letterari), e sta alla propria abilita’ critica di giustificarne, su di un piano il piu’ possibile ogettivo (fondato tuttavia su di un’empatia del tutto personale e quasi incomunicabile), il valore, diciamo cosi’, universale. Creare, cioe’ un altro canone, degli altri classici.

  49. @ Sandra
    Cara Sandra, la mia replica lunga ad Adele ( prego tutti di rivolgersi con rispetto reciproco visto che qui su samgha siamo per il dialogo ad oltranza sui temi e non sulle persone..) ho cercato di articolarla per rispiegare nuovamente le intenzioni di questo post…poi, rivedendo quell’affermazione di Adele “come si fa a dire che un libro è un classico se non lo si è letto?” con cui aveva cominciato i suoi commenti mi sono reso conto che aveva centrato, forse invoilontariamente, uno dei punti del post. C’è un canone dove determinati libri sono ripetuti ad oltranza nella nostra memoria e passati come classici, ma come sempre c’è lentezza nell’aggiornare il canone di questi libri (che come si sta dimostrando non sono proprio all’apice delle nostre letture) e c’è bisogno anche qui di ridefinizioni o definizioni nuove vere e proprie, adatte a questo nuovo millennio.
    La provocazione sull’anima non è mia, sfortunatamente, ma si adatta bene alla situazione e credo di averne fatto buon uso nel contesto. La mette in bocca il grande Quino ad uno dei suoi personaggi di MAFALDA…proprio in una discussione (tra bambini….cioè il massimo delle ridefinizione del mondo con nuovi occhi) sul significato e l’uso di certe parole e certi “canoni”….è una prerogativa di Quino questa e ricorre in molte altre strisce. La verità è appunto che noi diamo per scontate moltissime cose, concetti, parole…ma non abbiamo nemmeno idea di cosa significhino di preciso e da molto tempo abbiamo smesso di ragionarci se non per settori iperspecialistici (filosofia contemporanea, fisica teorica, matematica etc etc). Credo che la letteratura debba recuperare la sua capacità di visione e racconto del mondo, che ha un po’ perduto nel marasma degli ultimi decenni. Ovviamente Sandra..non credo di averti risposto ;)))

    @ Enrico Minardi
    Credo che il tuo commento vada nella giusta direzione ma ho bisogno di pensarci un po’ per organizzare una risposta che serva a qualcosa nel dibattito. Appena ci ho pensato dico qualcosa al riguardo….

    @tutti
    Continuate a segnalare i vostri classici non letti!!!

    • “bambini….cioè il massimo delle ridefinizione del mondo con nuovi occhi”
      se questa è tua, vorrà dire che non mi hai dato una risposta ma piuttosto un classico non letto e da leggere, da aggiungere alla lista.
      Quando diventerai immortale (è questo che significa,classico) avvisami.

      • Questa è mia Sandra :D….e comunque spero che i miei libri vengano letti prima che io diventi immortale, almeno da un po’ di persone, non troppe, perché anche qui ho scritto anche su samgha come la penso riguardo i molti lettori per uno scrittore (o i molti scrittori per un lettore adesso che ci penso..) ;)).

  50. Qualcuno mi ha rubato il nick e ha scritto cose al mio posto. Io sono una signora, “fracitona coatta” a me non sarebbe passato per la testa di scriverlo. Evidentemente c’è chi ha da dire e non ha coraggio per dirlo.

  51. E mi accorgo solo adesso di un commento di Giacomo al quale non avevo più risposto.
    Giacomo, hai ragione a chiedere se Moby Dick e Gargantua e Pantagruel abbiano per me la stessa immagine di classico lontano, perché in effetti non è così. Non ho ancora capito perché: forse dipende dai temi trattati (pur non avendolo letto, molte volte si conosce la trama e il messaggio contenuto in un grande classico del passato come Le metamorfosi o De rerum natura), forse dallo stile, forse dal fatto che se ne è parlato a scuola. Ci penserò, ma mentre ti rispondo mi convinco già che si tratti non solo di una ragione, ma di una concorrenza di fattori che portano a catalogare determinati libri su uno scaffale diverso.

  52. buonasera a tutti, mi piace questo gioco ma mi chiedo se posso immettere una variante : libri letti ma dimenticati
    1 Guerra e pace (ero adolescente, rinunciavo a dormire per leggerlo, ma non è rimarso nulla)
    2 the dubliners ( in lingua originale, vaghi ricordi di vecchiacci puzzolenti)
    3 I buddenbrook (regalato da amica, senso di snobismo)
    4 i miserabili (letto in contemporanea a Notre Dame de Paris, probabilmente travolto da Frollo ed Esmeralda)
    5 I vicerè ( solo la scena della nascita deforme, il resto è nel buio)
    Che dite, è giunta l’ora di rileggerli?

  53. @battig
    non ti conoscevo battig, ma la tua iniziativa è una chicca. Credo sia necessario seguire meglio le tue iniziative prima di giocare con te/voi. A proposito, un post che comincia con una proposta di gioco è una prelibatezza. Al momento metto in questa classifica i tuoi eventuali ultimi cinque lavori, ammesso ne abbia scritto più di cinque, ma lascio a te il compito di elencarli secondo un ordine conforme al tuo personale giudizio autoriale. Il primo di essi lo leggerò assieme a quelli che, pur non fingendo, mi vergogno un po’ di aver trascurato o di esserne stato respinto fin dai primi approcci. Fra questi figura, ad esempio, Petrolio (Pasolini), Delitto e castigo (darne la motivazione in questa sede potrebbe richiedere troppo spazio), L’idiota, La montagna incantata (pur apprezzando immensamente ‘La morte a Venezia) e, dulcis in fundo, Madame Bovary (pur avendo divorato Cime tempestose).

  54. Battig, angelini di cazzeggi letterari, non è così crudo come appare. Mi piacerebbe leggessi il suo racconto breve ‘La Madonna del latte’ e lasciassi delle impressioni (magari in privato). Quella è una piccola gioia che angelini ha trattato più o meno come ha trattato te, cioè senza aver la minima consapevolezza di cosa abbia scritto. E’ un ragazzaccio! Si comporta sempre così.Comunque due paroline (di protesta) gliele ho scritte lo stesso sul suo blog.

  55. @fabio painnet blade
    Caro Fabio, non conosco Lucio personalmente ma i miei riferimenti alle sue intemerate in rete erano del tutto ironici…anzi, spesso mi trovo d’accordo con quel che Lucio dice rispetto al mondo dell’editoria. Segnalavo solo appunto che spesso, piuttosto che parlare dei soliti noti o favorire la diffusione di “stupidate” di marketing etc etc magari si può respirare aria diversa parlando d’altro che alla lunga magari è più proficuo.
    Riguardo le considerazioni di Lucio sui miei libri che non ha mai letto a me ha molto divertito il pezzo che aveva fatto su Neogenesis all’epoca commentando i risvolti di copertina perché solo quelli aveva letto….però era meglio se lo c’entrava più appunto sull’editoria che non su di me come scrittore che non c’entravo proprio nulla….
    Ma ripeto, i lettori sono liberi di leggere quello che vogliono ed escludere quello che vogliono come vogliono..il problema non sono i lettori di certo, semmai è il sistema distributivo come tutti ben sanno.
    Riguardo i miei libri, come mi chiedi, il mio consiglio è semplicemente di cominciare dal primo e arrivare all’ultimo o viceversa, cominciare dall’ultimo pubblicato (che è anche quello più facilmente reperibile) e andare fino al primo se lo trovi…i miei libri pubblicati sono solo 4 e sono tutti molto diversi, mi spiace, ma si, ne ho scritti 5, uno è ancora inedito, e l’altro lo sto scrivendo. Non so quando sarà pubblicato il prossimo, gli editori non amano pubblicare i miei libri evidentemente, e a dire il vero nemmeno leggerli quando mi decido dopo anni a mandarglieli :DD. C’è anche da dire che io non voglio pubblicare con certi editori e quindi io e gli editori ci troviamo spesso d’accordo nell’ignorarci reciprocamente :DD.
    Infine la cosa più importante….grazie molte per averci segnalato i tuoi classici non letti, ci saranno utilissimi per compilare un primo resoconto qui ad aprile con un nuovo post sull’argomento classici…state tutti in ascolto.

  56. Butto giù alla rinfusa cinque titoli di opere che mancano alla mia esperienza di lettore, anche se non ho mai finto di averli letti:

    1) Tutto il ciclo dei Rougon-Macquart di Emile Zola

    2) Vita di Giambattista Vico scritta da se medesimo

    3) Il Parlamento degli Uccelli, di Geoffrey Chaucer

    4) Pamela, o la virtù premiata di Samuel Richardson

    5) Papà Goriot di Honoré de Balzac

    Mamma mia, meglio che mi fermi. Sono di un’ignoranza assolutamente crassa.

  57. Beh, a leggere i titoli di lucio (Luan) ci si sente veramente degli asini. C’è niente da fare, fa sempre così, l’ho detto io. Suppongo che bisogna invece far figurare opere di un certo rilievo, per le quali sia lecito provare un sentimento di giusta vergogna. E’ infatti una vergogna – me ne rendo conto – non aver portato avanti un dostoevskij per ben due volte, ma questo era lo spirito del gioco, o no? non aver letto la vita di Vico non è mica peccato… spero

  58. Cinque classici fra quelli già letti (i miei preferiti in questo periodo, partendo da quello che mi è piaciuto di più, anche se la classifica è in continua evoluzione):
    1. Ivanhoe
    2. Festa mobile
    3. Gita al faro
    4. Il lupo della steppa
    5. Il giovane Holden

    Cinque classici che voglio assolutamente leggere (e che non ho mai letto):
    1. Guerra e pace
    2. I fratelli Karamazov
    3. Alla ricerca del tempo perduto
    4. Le città invisibili
    5. Il conte di Montecristo

  59. ciao,
    ho scoperto adesso qs delizioso angolo di lettori e mi sono letto d’un fiato i commenti al gioco provocazione sui classici che fingiamo di aver letto. Ma in effetti se prima non definisco cosa è un classico per me, come faccio a segnalare la mia top 5 ? Ecco allora la mia personale definizione: classico è quel libro che molte persone mi dicono essere un libro notevole, che vale la pena di essere letto. E quindi alcuni libri della mia fanciullezza scolastica non sono più classici: ad esempio, era da un po’ che non incrociavo citazione del “De rerum natura” di Lucrezio.
    Ma il fatto che molti mi parlano di un libro, non significa che sia il mio libro. Posso anche arrivare a comprarlo, ma se non scatta l’innamoramento…
    Il mio personale canone di classicità è il libro che ancora mi parla, scritto mille anni fa oppure mille ore fa, il libro sempre a me attuale nonostante il tempo che passa. In quest’ottica ci sono libri che dallo scaffale dei classici sono passati al mio personale scaffale dei “sempreverdi”, letti e spesso riletti più volte. Potrei citare tra questi ,i “Promessi sposi”.
    Ma i top 5 ce li vuoi dire, oppure no, vi starete chiedendo. Certo che ve li dico, e vi dico anche che sono andato in giro per tutti gli scaffali della libreria per ri-scoprire alcuni classici che ho comprato, ma per i quali la fiamma… dell’innamoramento -cosa stavate pensando!?- non si è (ancora) accesa:

    1) Le confessioni di Sant’Agostino ( cominciato un paio di volte, ma mai finito)
    2) Il processo, di Kafka
    3) Sostiene Pereira, di Tabucchi
    4) Il Maestro e Margherita (cominciato una volta)
    5) Delitto e castigo (mai cominciato, ma mi ci immergerò, prima o poi)

  60. Io ho tralasciato il significato letterale dell’attributo ‘classico’ in virtù dello spirito ludico dell’iniziativa. Mi sono attenuto all’orientamento comune che credo abbia sconfinato in uno spazio di manovra più esteso e, proprio per questo, maggiormente godibile.

  61. @Enrico Minardi

    Per rispondere al tuo commento Enrico credo che tu abbia centrato uno dei punti focali. La provocazione di questa mappatura è proprio quella che tu indichi..cioè provare a capire se il vecchio canbone letterario, in particolare sui classici, sia ancora applicabile.
    Io sono della tua idea, non c’è vergogna in nessun percorso letterario, ci deve essere solo gioia di ricerca ed empatia anche, come la chiami tu. Quindi dobbiamo liberarci di certe “muffe” culturali e vedere veramente cosa leggiamo e perché lo scegliamo..questa è l’idea che vorrei sviluppare nel prosegui di questo gioco/inchiesta. Ci saranno sempre libri che non abbiamo letto…ma guardano indietro cosa è che dobbiamo cominciare a guardare con occhio diverso. E dirò di più (questa è una mia vecchia idea): è giusto che la scuola cominci a proporre ai ragazzi la lettura affrontando la letteratura a partire da quella più antica…non di dovrebbe fare il contrario…scoprire prima cosa e come si scrive nel presente per poi capire come si è arrivati qui? Come si fa ad apprezzare veramente la divina commedia a 14 anni se non si è mai aperto un libro fino ad allora? E’ giusto che la scuola continui su questo passo o è meglio leggere prikma il barone rampante e poi andare a ritroso? Creare un canone minimo nel presente per risalire il flusso letterario in maniera comprensibile…ho solo domande..non ho risposte…

    • Enrico,
      concordo che l’approccio, il canone minimo, debba essere l’empatia che un libro genera. E se decenni fa si poteva partire dalle radici e arrivare alle fronde, adesso penso necessario partire dalle foglie, la dimensione minima e più facilmente comprensibile al giovane nelle scuole, e andare a ritroso.
      Ho la controprova che anche i ragazzi che leggono molto, fin da giovanissimi, rifiutano i testi poco più vecchi di loro perchè non si ritrovano nello stile, nel linguaggio, nel ritmo. E se penso ai ragazzi che leggono poco, ritengo che il rifiuto sia ancora più netto.
      Per la Divina Commedia invece penso che il discorso sia un po’ differente: occorre avere insegnanti che, per primi amanti della Commedia, sappiano appassionare a tutto quello che questa gigantesca -in tutti i sensi- opera di poesia contiene. E se questo c’è, allora anche adolescenti di 15 anni si appassionano alla Commedia.

  62. Dobbiamo liberarci di certe ‘muffe’ culturali…’
    E’ giusto che la scuola continui su questo passo?
    … ho solo domande, non ho risposte

    Hai anche le risposte, vedo. Infatti la scuola, lungi dal cambiare passo, continuerà a svolgere la sua funzione che è quella di fertilizzare ‘certe muffe’, non di eliminarle . Ed infatti, una volta fuori (dal contesto invasivo dell’induzione scolastica) dovremmo disserbarci/decontaminarci da soli seguendo, ciascuno per proprio conto, la strada indicata dalla specifica inclinazione artistica, sempre se i solerti coltivatori di muffe e canoni omologanti non l’avranno definitivamente soffocata questa tanto declamata ‘sensibilità’ .

  63. Mi introduco nella discussione non con una lista, perché veramente sarebbero troppi i libri da segnalare, ma con due titoli, uno a sorpresa scopro che è stato letto così poco mentre io l’ho letto perfino due volte: Gente di Dublino. L’altro è il libro che piace a tutti e che io non sono mai riuscito a finire, ed ho iniziato due volte: Sulla strada di Kerouac (certo si parla di tanti anni fa, adesso riuscirei a finirlo e sto pensando di riprovarci :-D )

  64. In ritardo assoluto, mi inserisco anch’io (in ordine sparso):

    –Delitto e castigo di Dostoevskij, che mi dispiace di non aver finito, non adattandosi per nulla al ritmo traballante della metropolitana, o alla spalliera del letto, o alle dimensioni della borsa a tracolla che uno si porta appresso.

    –Il Circolo Pickwick di Dickens, che non ho mai amato, e a cui anzi guardo con sospetto: se uno vuole leggere i classici dell’umorismo inglese, bisogna andare ai saggisti del Settecento, mi pare, ma questo tomo dickensiano contraddice le caratteristiche di leggero understatement che erano proprie del periodo delle coffeehouses (pur imitandole).

    –uno qualunque dei romanzi di Hemingway che ho cominciato e smesso, non riuscendo mai a capire la passione generale per questo autore di culto, che a me sembra sempre piatto, anche nelle punte di machismo ferino.

    –molte cose di Italo Calvino che con mia sorpresa ho cominciato a trovare invecchiatissimo, tanto da spingermi a chiedere la domanda cruciale: se non fosse stato pubblicato da Einaudi. . .

    –Il massiccio 2666 di Roberto Bolano, nell’asprezza corrusca e meticcia delle sue 912 pagine, che mi ha fatto pensare 1) che meritava di essere rivisto per un decennio, 2) che il ‘fenomeno’ editoriale di trasformare un narratore e saggista geniale, come non dubito il cileno veramente sia, in un best-seller globale ha i suoi limiti.

    e molti, molti altri lbri ancora, che sono frutto della mia negligenza. . .

  65. Grazie a tutti per le segnalazioni e i commenti.
    Ora i commenti a questo post saranno disabilitati e potrete riprendere le vostre liste e le vostre riflessioni nel prossimo post dedicato a questo tema che andrà on-line il 25 aprile su samgha con la prima classifica dei classici che fingiamo di aver letto! Che ci porterà a molte riflessioni…

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