Traduzioni

Lo stile paranoico in America

di Richard Hofstadter *

Riproponiamo qui, nella traduzione di Stefano Gulizia, un noto saggio dello storico americano Richard Hofstadter (1916-1970), docente di storia americana alla Columbia University e due volte vincitore del prestigioso Premio Pulitzer, che rimane, a distanza di molti anni (fu scritto per una conferenza a Oxford nel ’63), un classico della storiografia politica contemporanea e un testo dalle molte risonanze con la situazione attuale; il testo, parziale, viene proposto per la prima volta in italiano.

La politica americana è stata spesso un’arena per animi surriscaldati. Negli ultimi anni abbiamo visto rabbia e furore al lavoro soprattutto tra gli estremisti di destra, che hanno dimostrato nel movimento Goldwater quanta influenza politica si può ottenere dall’animosità e le passioni di una piccola minoranza. Ma dietro questo credo che ci sia uno stato mentale tutt’altro che nuovo e che non è necessariamente di destra. Io lo chiamo lo stile paranoico semplicemente perché nessun’altra parola evoca adeguatamente il senso di esagerazione riscaldata, sospettosità, e fantasia cospiratoria che ho in mente. Utilizzando l’espressione “stile paranoico” non sto parlando in senso clinico, ma prendendo a prestito un termine clinico per altri scopi. Non ho né la competenza né il desiderio di classificare alcune figure del passato o del presente come certificabilmente pazze. In effetti, l’idea di uno stile paranoide come forza attiva nella politica avrebbe poco interesse attuale o valore storico se fosse applicata solo a uomini profondamente disturbati. È l’uso di modalità di espressione paranoiche da parte di persone più o meno normali che rende il fenomeno significativo.

Naturalmente questo termine è peggiorativo, e deve esserlo; lo stile paranoico ha una maggiore affinità per le cause cattive che quelle buone. Ma nulla impedisce in realtà che la richiesta di un programma serio sia sostenuta nello stile paranoide. Lo stile ha più a che fare con il modo in cui si crede a delle idee che con la verità o la falsità del loro contenuto. Sono interessato qui ad arrivare alla nostra psicologia politica attraverso la nostra retorica politica. Lo stile paranoide è un fenomeno antico e ricorrente nella nostra vita pubblica, che è stato spesso collegato con sospetti movimenti di malcontento.

Ecco il senatore McCarthy, parlando nel giugno 1951 della situazione precaria degli Stati Uniti:

Come possiamo spiegare la nostra situazione attuale se non crediamo che alcuni alti uomini di questo governo stanno deliberando in comune di portarci al disastro? Questo deve essere il prodotto di una cospirazione su scala così immensa da far impallidire qualsiasi impresa precedente nella storia dell’uomo. Una cospirazione di infamia così nera che, una volta esposta, i suoi capi saranno sempre meritevoli delle maledizioni di tutti gli uomini onesti …. Che cosa può essere dedotto da questa serie ininterrotta di decisioni e azioni che contribuiscono alla strategia della sconfitta? Non possono essere attribuiti a incompetenza …. Le leggi della probabilità vorrebbero che una parte di tali decisioni fossero nell’interesse del paese.

Ora tornate indietro 50 anni per un manifesto firmato nel 1895 da un certo numero di leaders del partito popolare:

Già nel 1865-1866 un complotto venne stipulato tra i cercatori d’oro di Europa e America …. Per quasi trent’anni questi cospiratori hanno lasciato che le persone litigassero per questioni meno importanti mentre loro perseguivano con incessante zelo il loro unico scopo centrale …. Ogni tipo di tradimento, ogni trucco di governo, e ogni artificio noto alle cabale segrete di questo gruppo internazionale vengono utilizzati per sferrare un colpo alla prosperità del popolo e all’indipendenza finanziaria e commerciale del paese.

Successivamente, un articolo di giornale del Texas del 1855:

Tutti sanno che i monarchi d’Europa e il papa di Roma stanno tramando in questo momento la nostra distruzione e minacciando l’estinzione delle nostre istituzioni politiche, civili e religiose. Abbiamo i migliori motivi per ritenere che la corruzione abbia trovato strada nella nostra Camera Suprema, e che la testa del nostro esecutivo sia contaminata con il veleno infettivo del cattolicesimo …. Il Papa, recentemente, ha mandato il suo ambasciatore di stato in questo paese in missione segreta, il cui effetto è una straordinaria audacia della Chiesa cattolica negli Stati Uniti …. Questi servi del Papa hanno il coraggio di insultare i nostri senatori, rimproverare i nostri governanti, propagare l’unione adulterina tra Chiesa e Stato, abusare con folle calunnia tutti le fedi tranne quella cattolica , e vomitare le più amare esecrazioni sull’intero protestantesimo. I cattolici degli Stati Uniti ricevono dall’estero più di 200.000 dollari l’anno per la diffusione del loro credo. Aggiungete a questo le considerevoli entrate qui raccolte ….

Queste citazioni forniscono la nota dominante di questo stile. Nella storia degli Stati Uniti, lo si trova, per esempio, nel movimento anti-massonico, in quello anti-cattolico, in alcuni portavoce dell’abolizionismo che consideravano gli Stati Uniti in preda a un complotto di negrieri, in molti allarmismi a proposito dei mormoni, in alcuni scrittori populisti che costruirono una grande cospirazione di banchieri internazionali, nello svelamento di un complotto dei produttori di munizioni nella prima guerra mondiale, nella famosa stampa di sinistra, nella destra contemporanea americana, e su entrambi i lati della controversia di oggi, tra i consigli dei cittadini bianchi e i musulmani neri. Non ho intenzione di provare a tracciare le variazioni dello stile paranoico che si possono trovare in tutti questi movimenti, ma mi limiterò ad alcuni episodi importanti della nostra storia passata in cui lo stile emerse in pieno e archetipo splendore.

Comincio con un episodio particolarmente significativo, il panico che scoppiò in alcuni ambienti, alla fine del XVIII secolo, nel corso di presunte attività sovversive degli Illuminati di Baviera. Il panico era parte della reazione generale alla Rivoluzione francese e negli Stati Uniti era ingigantito dalle risposta di certi uomini, per lo più posizionati nel New England e tra il clero, alla crescita della democrazia di Jefferson. L’Illuminismo era stato avviato nel 1776 da Adam Weishaupt, professore di diritto presso l’Università di Ingolstadt. I suoi insegnamenti oggi sembrano non offrire altro che un’altra versione del razionalismo illuminista, condito dall’atmosfera anticlericale della Baviera del Settecento. Si tratta di un movimento un po’ ingenuo e utopico la cui aspirazione, in ultima analisi, consiste nell’inscrivere la razza umana entro le regole della ragione. Il suo razionalismo umanitario sembra aver acquisito un’influenza abbastanza ampia nelle logge massoniche.

Gli americani vennero a sapere dell’Illuminismo nel 1797, da un volume pubblicato a Edimburgo (e poi ristampato a New York) dal titolo Prove di una cospirazione contro tutte le religioni e governi d’Europa, portata avanti nelle riunioni segrete di massoni, Illuminati, e società di lettura. Il suo autore è un noto scienziato scozzese, John Robison (foto qui accanto), che era stato un occasionale aderente massonico in Gran Bretagna, ma la cui immaginazione era stata infiammata da quello che considerava un movimento molto meno innocente della Massoneria sul continente. Robison sembra aver compiuto le proprie ricerche nel modo più sobrio e circostanziale possibile, ma quando venne il momento di valutare il carattere morale e l’influenza politica dell’Illuminismo, fece il caratteristico salto paranoico nella fantasia. L’associazione, osservò, venne costituita “per il preciso scopo di sradicare tutti gli istituti religiosi e di annullare tutti i governi esistenti in Europa.” Era diventato “un unico, grande e pericoloso progetto la cui fermentazione era al lavoro in tutta Europa.” E ad esso andava attribuito un ruolo centrale nel determinare la Rivoluzione francese. Robinson lo vedeva come un movimento libertino e anti-cristiano, dedito alla corruzione delle donne, alla ricerca di piaceri sensuali, e alla violazione dei diritti di proprietà. I suoi membri avevano un programma per la preparazione di un tè in grado causare l’aborto, una sostanza segreta che “acceca o uccide quando schizza in faccia”, un dispositivo simile a una bomba, e un “metodo per riempire la camera da letto con vapori pestilenziali”.

Queste nozioni non tardarono a farsi sentire in America. Nel mese di maggio 1798, un ministro della Congregazione del Massachusetts a Boston, Jedidiah Morse, presentò un tempestivo sermone al giovne paese, che allora era nettamente diviso tra jeffersoniani e federalisti, francofili e inglesi. Avendo letto Robison, Morse era convinto di un complotto giacobino scatenato dall’Illuminismo, e che il paese dovesse mobilitarsi in difesa. I suoi avvertimenti trovarono ascolto in tutto il New England, ovunque i federalisti rimuginavano sulla crescente ondata di infedeltà religiosa o di democrazia jeffersoniana. Timothy Dwight, il presidente di Yale, fece seguito al sermone di Morse con un discorso alla festa del Quattro di Luglio sul dovere degli americani nella crisi attuale, in cui era la sua stessa retorica incandescente a tenere a bada l’Anticristo. Ben presto i pulpiti del New England risuonavano con denunce degli Illuminati, come se effettivamente brulicassero nel paese.

Il movimento anti-massonico nato alla fine degli anni Venti e gli anni Trenta dell’Ottocento riprese e ampliò l’ossessione del complotto. In un primo momento, questo movimento può sembrare non più di un prolungamento o di una ripetizione del tema anti-massonico che era risuonato nella protesta contro gli Illuminati bavaresi. Ma mentre il panico di fine Settecento era limitato principalmente al New England e collegato a un punto di vista ultraconservatore, il successivo movimento anti-massonico interessava molte parti del nord degli Stati Uniti, ed era intimamente legato alla democrazia popolare e all’egualitarismo rurale. Anche se l’opposizione alla Massoneria finiva per essere di fatto anti-jacksoniana (Jackson era massone), in essa si manifestava lo stesso animus polemico contro la chiusura di opportunità per l’uomo comune e contro le istituzioni aristocratiche che si trova nella crociata jacksoniana contro la Banca degli Stati Uniti.

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Gli eventi che seguono il 1939 hanno dato al paranoide contemporaneo di destra un vasto teatro per la sua immaginazione, ricco e proliferante di dettagli, pieno di spunti realistici e prove innegabili della validità dei suoi sospetti. Il teatro d’azione è ormai il mondo intero, e si può attingere non solo agli eventi della seconda guerra mondiale, ma anche a quelli della guerra di Corea e la guerra fredda. Qualsiasi storico militare sa che la guerra è in buona parte una commedia degli errori e un museo di incompetenza, ma se per ogni errore e ogni atto di incompetenza si può sostituire un atto di tradimento, ecco che molte affascinanti interpretazioni si aprono alla fantasia paranoide. Alla fine, il vero mistero, per chi legge le opere primarie di questa storiogragia delirante, non è come gli Stati Uniti siano potuti arrivare a questa situazione di pericolo estremo, ma come siano riusciti a sopravvivere del tutto.

Gli elementi di base del moderno pensiero di destra si possono a tre: in primo luogo, vi è l’ormai familiare tesi del complotto, sostenuta da più di una generazione, che raggiunge il suo apice nel New Deal di Roosevelt, visto come tentativo di minare il libero capitalismo per portare l’economia sotto la direzione del governo federale, e di spianare la strada verso il socialismo o il comunismo. Un gran numero di esponenti della destra sarebbe d’accordo con Frank Chodorov (foto qui sopra), l’autore di L’imposta sul reddito: la radice di ogni male, che questa campagna ha avuto inizio con il passaggio dell’emendamento alla Costituzione sul reddito fiscale nel 1913. IL secondo corollario è che l’alta burocrazia del governo è stata così infiltrata dai comunisti che la politica americana, almeno fin dai giorni precedenti a Pearl Harbor, è di fatto dominata da uomini che in modo astuto e coerente svendono gli interessi nazionali americani. Infine, nel paese è diffusa una rete di agenti comunisti, proprio come ai vecchi tempi fu infiltrato da agenti dei Gesuiti, in modo che l’intero apparato di educazione, religione, stampa e mass media è impegnato in uno sforzo comune per paralizzare la resistenza degli americani leali.

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Lo stile paranoico non si limita al nostro paese e nel tempo, ma è un fenomeno internazionale. Studiando le sette millenarie d’Europa dall’XI al XVI secolo, Norman Cohn credeva di aver trovato un persistente complesso psicologico che corrisponde grosso modo a quello che ho preso in considerazione, uno stile fatto di certe preoccupazioni e fantasie: “la visione megalomane di sé come l’Eletto, completamente buono, perseguitato in maniera abominevole, ma con la certezza di un trionfo finale; l’attribuzione di poteri giganteschi e demoniaci all’avversario, il rifiuto di accettare i limiti ineluttabili e le imperfezioni dell’esistenza umana, come la caducità, il dissenso, il conflitto, una fallibilità sia intellettuale che morale; l’ossessione per le profezie infallibili. . . fraintendimenti sistematici, sempre goffi e spesso grotteschi”.

Questo sguardo a un lungo arco temporale mi incoraggia a congetturare (non più di questo) che una mentalità disposta a vedere il mondo in questo modo può rappresentare un fenomeno psicologico persistente, che più o meno costantemente interessa una minoranza modesta della popolazione. Ma alcune tradizioni religiose, alcune strutture sociali e nazionali, alcune catastrofi storiche o frustrazioni possono essere favorevoli al rilascio di tali energie latenti, e alla situazione in cui vengano più facilmente integrate in movimenti di massa o partiti politici. Nell’esperienza americana i conflitti etnici e religiosi sono chiaramente stati un obiettivo importante per la mentalità del sospetto militanto di questo tipo, ma anche i conflitti di classe sono stati in grado di mobilitare tali energie. Forse la situazione più favorevole alla diffusione della tendenza paranoica è quella di un confronto tra interessi contrapposti che sono (o sono percepiti come) totalmente inconciliabili, e quindi per loro natura non suscettibili ai normali processi politici di compromesso.

La situazione peggiora quando i rappresentanti di un particolare interesse sociale, forse a causa della natura irrealistica e irrealizzabile delle sue stesse esigenze, vengono esclusi dal processo politico. Non avendo accesso alla contrattazione politica o alla presa di decisioni, costoro trovano la loro concezione originaria che il mondo del potere sia sinistro e maligno pienamente confermata. Vedono solo le conseguenze del potere, e questo attraverso lenti distorte, senza alcuna possibilità di osservarne i meccanismi reale. Un illustre storico disse che una delle cose più preziose della storia è che ci insegna come le cose non accadono. Proprio questo tipo di consapevolezza è quanto il paranoico non riesce a sviluppare. Ha una sua resistenza speciale, naturalmente, verso tale consapevolezza, ma le circostanze spesso lo privano di un’esposizione a eventi che potrebbero illuminarlo, e in ogni caso egli resiste ogni illuminazione. Siamo tutti malati di storia, ma il paranoico è un malato doppio, dal momento che è afflitto non solo dal mondo reale, come tutti noi, ma pure dalle sue fantasie.

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