Diari newyorkesi/Poesia

“Diari newyorkesi” (rubrica di poesie e prose su New York): Caterina Davinio

a cura di Alessandro Polcri

Caterina Davinio

 Poesie dalla raccolta inedita, Cadere all’infinito, 2012.

*** 

New York

A queste ore oblique

i raggi sono lance tra i grattaceli

si specchiano sulle superfici traballanti degli autobus

fanno irreali apparizioni sulle facciate dei palazzi

sui mattoni rossi di Harlem

accendono le scalette antincendio

posano sulle aiuole, ciuffi d’erba

temeraria tra le pietre rilucenti

marmoree torri di vetro

e il cielo d’oro si affaccia sulle

graticole riflettenti di milioni

di finestre

con tutto il mio languore

malato, spossato

da desideri erranti

porto un cappello a sonagli

aspetto un pusher dagli occhi a mandorla

non mi conosce e non si fida

mentre l’ultimo sole ci acceca

l’ultima luce radente del giorno

mi ammala

prima della sera

e cerco riparo nell’irreparabile

come un figlio di dio

un figlio di mia madre

dietro questi angoli

di specchi recisi

di strade potenti

universi troncati ai crocevia

oneway…

e passi frettolosi

di chi va a casa

portando sulle spalle

il peso indicibile

di essere

un uomo.

***

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New York 2

L’ombra scende sulla città, sulle sue guglie,

delle sue cattedrali di cemento dagli spigoli

levigati e lucenti di vetro splendente

dove sventola l’orgoglio patriottico a stelle e strisce

a ogni curva, su ogni facciata della capitale del mondo

sulla mia piccola stazione d’intruso

dal cuore strappato

di esteta della fine

al limite irrefrenabile

ormai valicato da tempo

di un sottile autolesionismo

che usa l’arma della bellezza per ferirsi

e lasciarsi scorrere nel sangue

il male passionale di ogni effimero

dell’effimero tutto splendente

come la danza di un riflesso sul nulla

così a quest’ora a NYC

l’ora dei raggi radenti

delle prospettive oblique

come l’ultimo sacramento

di una incerta religione positiva

fatta di ruote, tracciati di metrò,

alta finanza dietro le porte dei bottoni

e di noi

anonimi e frenetici

sciame di ombre dirette chissà dove

prima della notte.

***

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Junky

Spettrale New York

quando i grattacieli riflettono

luce terminale del tramonto

irreali

come i riflessi e le spade fiammeggianti

di raggi lunghi e diritti, come un atterraggio

di alieni

nel bel mezzo della capitale del mondo

eventi sovrumani riflessi a specchio

ecco

il brivido prima

della notte

i passi e battere di tacchi sui marciapiedi

del nostro stupore

della nostra infinita

perdita, con il crepuscolo

che avanza

e traffico traballante sulle strade colorate

e volti come farfalle che appassiscono nel buio

appaiono spariscono

nell’oscurità dell’ora che dilaga

ti amo, New York

il tuo cemento come torri verso l’infinito

paradiso

verso il cielo blu e rosa

di cui osiamo sperare

dal nostro piccolo inferno.

___________________________________________________

Caterina Davinio è nata a Foggia nel 1957. E ‘cresciuta a Roma, dove si è laureata in Lettere all’Università Sapienza, occupandosi successivamente di arte contemporanea e nuovi media, come autrice, curatrice e teorica. Ha pubblicato: Còlor còlor, romanzo (Campanotto Editore, 1998), finalista nel Premio Feronia, Tecno-Poesia e realtà virtuali, saggio, con traduzione inglese, prefazione di Eugenio Miccini (Sometti, Mantova 2002); Virtual Mercury House. Planetary & Interplanetary Events, testi e documenti sulla poesia elettronica, con traduzione in inglese (Polìmata Editore, Roma 2012). In poesia ha pubblicato: Aspettando la fine del mondo, con traduzione in inglese (Fermenti, Roma 2012), Il libro dell’oppio (Puntoacapo Editore, Novi Ligure 2012), Fenomenologie seriali, con testo inglese (Campanotto Editore, 2010), menzione speciale nel Premio Nabokov 2011, segnalato nel Premio Lorenzo Montano, e finalista al Premio Carver. Presente in antologie, saggi e riviste internazionali, è stata uno dei pionieri della poesia digitale nel 1990; la sua opera è stata presentata in più di trecento mostre e festival in molti paesi d’Europa, Asia, Australia, America del Nord e America Latina, tra i quali: la Biennale di Sydney, la Biennale di Venezia, la Biennale di Lione, Biennale di Liverpool, Biennale degli Artisti di Hong Kong, la New Media Art Biennale di Merida, in Messico, il festival internazionale di poesia di Medellin, in Colombia, l’E-Poetry festival all’Università SUNY Buffalo (New York) e all’Università di Barcellona, il festival  Polyphonix (a Barcellona e a Parigi), VeneziaPoesia (a cura di Nanni Balestrini) e molti altri. Dal 1997 ha creato eventi di arte elettronica e poesia in sette edizioni della Biennale di Venezia e mostre collaterali.

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3 thoughts on ““Diari newyorkesi” (rubrica di poesie e prose su New York): Caterina Davinio

  1. Grandi poesie, dei flash su New York e su un’anima smarrita che sa guardare intorno i segni della fine del nostro e di tutti i mondi.

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