Poesia/Recensioni

“Sulla strada per Leobschütz” di Daniele Santoro

di  Adriana Gloria Marigo*

big_santoroIn tempi  in cui è chiaro lo sprofondamento delle coscienze nell’indifferenziato – questa sorta di letargia che ghermisce l’esercizio all’obiettività equa della ragione e allo sguardo empatico del sentimento –, in questa abdicazione all’essersi, alla responsabilità individuale per obnubilato principio di individuazione, è apparsa per i tipi di La Vita Felice (2012) una raccolta di poesia che – nel tema dell’orrore del lager e dell’olocausto –  indica – attraverso la catarsi che avviene durante e alla fine dell’attraversamento di tanta materia “feroce come l’animale” – la possibilità di una realtà diversa, che sovverta l’ordine incancrenito, affermi la responsabilità quale continuità tra un passato – su cui la discussione storica ha ripercussioni nei differenti piani psichici – e un presente che – nel frequentare la via della comprensione e dell’obiettività di eventi storici maligni – ha  la grande incidenza dell’approccio etico, l’unico che renda giustizia agli uomini e ai loro fatti , farà convergere sul futuro echi e risonanze come se il tempo che verrà fosse esattamente la cassa di risonanza del passato di cui certe potenti  ramificazioni attraversano il presente: Sulla strada per Leobschütz di Daniele Santoro.

Santoro, uomo di grande sensibilità umana e culturale e poeta di finissima presenza, consegna una raccolta che, lungo la strada di versi che declinano il suono rigoroso della poesia epica – “stava agli ingressi, stava impettito agli usci delle porte” -,   ci chiama all’incontro con l’umano infero, oscuro, devastato, marcato dal segno della demenza morale, del male totale, poiché il maligno non aleggia più, ma si incarna ontologicamente in ogni manifestazione dell’essere imperversando in un tempo storico che trasferisce nel presente molteplici interrogativi e soprattutto –  come in una tragedia greca –  quello che riguarda  la coscienza collettiva in rapporto alla coscienza individuale, l’impatto dello spirito della Storia che – alla luce degli eventi mostruosi “lordi di feci, orina, sangue mestruale/ i corpi ancora caldi accatastati/ verso l’ultimo respiro;” – induce a domandarci quanto certo pensiero filosofico sia responsabile, anche  a lungo termine, del destino degli uomini, poiché ciò che non trova soluzione nel tempo che lo ha generato è destinato a farsi interrogazione sullo spasmo della memoria.

Il poeta ha accolto questo spasmo con il versificare potente della parola che non s’avvita alla sua immediata o facile bellezza, al gusto di sorprendere con connotazioni estetiche – e sarebbe facile per Santoro avendo egli padronanza di linguaggio e poesia  -, ma si manifesta nella distillazione precisa di termini che – in apparente dimestichezza d’uso – consegnano senso poetico ed etico coniugati in eleganza incisiva “bruciarli alti sui roghi, all’aria aperta/ perché l’inferno tutto crepitare ai/ ludi dell’Orrifico, della vergogna./ all’interno di un tema storico su cui l’autore si è documentato nella pervasione di rigorosa cura per i fatti accaduti.

***

NON DIMENTICARE

voi non sapete un uomo che significhi
sfinito, sfilare nudo a passo militare
il piede congelato nel suo zoccolo di legno
malgrado la diarrea gli coli per le cosce
o gli dolorino i testicoli per un edema da digiuno

sfilare invece, addirittura correre
quando sarà il suo turno, non dimenticare
di togliersi il berretto, non guardarlo in faccia

***

IL SOLE DI MAUTHAUSEN

Sole che spacchi la pietraia
e bruci sulla fronte e accechi
il prigioniero nelle cave di granito,
soltanto per un attimo Pietà
del tuo grande splendore:
oscurati, fa notte fonda, spegniti!

non una nuvola ti chiude, uno spiraglio
d’ombra miracolosa, un acquazzone
– che abbiamo l’ansia in bocca degli oceani
e dentro gli occhi il mare i fiumi i laghi
delle nostre terre o sole maledetto
maledetto sole e maledetto il giorno
il cielo senza nuvole, l’estate
e maledetta l’afa che feroce

strangola il prigioniero nella cava

***

LA PAZZA SULLA STRADA PER LEOBSCHÜTZ

era poggiata a un tronco d’albero e cantava
stringendoselo al petto, ancora strofinandogli
la punta del nasino bianco
come la neve, come la sbandata
carovana dei morti (pure loro)
allora lei s’alzava in preda a gioia e diceva
“guarda, a mammina, guarda il carosello”

___________________________________

Adriana Gloria Marigo*Adriana Gloria Marigo è nata e vive a Padova. Poetessa, cura la presentazione di libri, scrive recensioni, collabora con la casa editrice La Vita Felice, le riviste letterarie L’Estro Verso, Diwali, Qui Libri, Linea Carsica, l’associazione culturale “Immaginario Sonoro” per la quale cura la parte letteraria, il giornale online Il Corriere del Verbano. Nel 2009 ha pubblicato per LietoColle Editore la prima silloge Un biancore lontano.
Suoi testi e interventi sulla poesia compaiono in rete su diversi blog di settore, in antologie – Corale per opera prima (LietoColle, 2010), La voce dei sogni (Onirica Edizioni, 2012), Sfrutta il segno (La Vita Felice, 2012), Poesie del Nuovo Millennio, Vol. IX (Aletti Editore, 2012), nella rivista Orizzonti (Aletti Editore, 2012), nella rivista Qui Libri e L’EstroVerso.
Nel settembre 2012 è venuta in luce la seconda raccolta di versi L’essenziale curvatura del cielo, La Vita Felice. Ha partecipato nel giugno del 2012 alla quinta edizione del festival internazionale di Caorle “Flussidiversi – Poesia e poeti di Alpe Adria”, che riunisce i poeti dell’area culturale  mitteleuropea.  E’ tra i poeti che il 22-23 marzo 2013 partecipano a Trento all’evento annuale “Poeti al Castello” sul tema “ Poesia e Mito”; dal 7 al 9  giugno 2013 è presente alla sesta edizione di  Flussidiversi e il 22 giugno è tra i tre poeti veneti presenti ai festeggiamenti per commemorare il poeta Andrea Zanzotto a Pieve di Soligo.

Annunci

One thought on ““Sulla strada per Leobschütz” di Daniele Santoro

  1. Il mio grazie di cuore alla redazione di Samgha per la gentile ospitalità. E un ringraziamento ad Adriana Gloria Marigo per la sua fine, preziosa lettura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...