Frammenti di scrittura/Poesia/Saggi

Andrea Pazienza e “Gli ultimi giorni di Pompeo”

pompeo di pazienza

di Dianella Bardelli

Il bianco e nero
dell’oltre disperazione
perché c’è un oltre
un oltre per tutto –
l’arte e la dipendenza –
cercavo su questo argomento
per scrivere una storia
su questo argomento
e cioè
come mai una persona intelligente
si fa di eroina
e soprattutto
perché un artista
si fa di eroina
e soprattutto che perdita è
per l’umanità –
cercavo risposte
per questa storia
che voglio scrivere
cioè di uno che per anni
fa una sua difficile ricerca spirituale
con disciplina e sacrificio
e poi butta tutto via
si fa di eroina e muore –
cercavo risposte al mio
perché succede?
“per una sorta di caso”,
direbbe Pazienza
e penso sia così
questa è una buona motivazione
tutto in fondo, dai
succede “per una sorta di caso”-
il caso è l’intreccio di quel che siamo stati
di quel che siamo
una specie di destino, insomma-
e in questa mia ricerca ho incontrato
Pompeo di Pazienza
mi ha colpito Pompeo
tanto
e ho provato compassione
ovvero quell’empatia triste
di quando all’Hospice
dove vado il mercoledì
per il thè del mercoledì
sono in una stanza
dove un essere umano
sta male e respira male
e sembra
uno di quei quadri
del Cristo morto
che si facevano nei tempi antichi –
ho provato compassione
perché “lui” siamo noi
e allora guardando e leggendo Pompeo di Pazienza
ho provato compassione
soprattutto per me –
Pompeo non è un fumetto
non leggo fumetti
ma questo non volevo finisse
volevo che andasse avanti
per migliaia di pagine
come per Dostoevskij
come per i grandi disperati
scrittori del passato
che avevano grandi terribili
ossessioni
e da queste grandi terribili
ossessioni
creavano capolavori –
erano vittime sacrificali
si davano in pasto
nei loro libri
come Dostoevskij
come Kerouac
come Ginsberg
come Pazienza di Pompeo –
Pompeo non è un fumetto
Pompeo è darsi
in pasto alla pagina
“visceri sul tavolo”
senza più compiacimenti
senza più arte, stile
tratto e segno
Pompeo è dove comincia l’arte
non dove finisce –
quando uno ha l’arte
di Pazienza e Dostoevskij e Kerouac
può succedere
di volerla buttare via
ovvero può succedere
di volersi buttare via
come se la propria arte
fosse un fardello che non ci aiuta
come se la propria vita
fosse un fardello che non ci aiuta
ma fosse al contrario una zavorra
che ci lega
che ci trattiene
di qua da qualcosa –
è terribile e bellissimo
Pompeo di Pazienza
e avrei voluto
non finisse mai –
c’è un destino per gli umani
che si compie sempre –
il pennarello nero
che non disegna
ma segna squarci
il nero del pennarello
che non disegna –
che bella l’ultima scena
lui con la catena al collo
sul burrone nero
la morte nera
la morte nera
che gli fa paura
ma poi si butta
“come se fosse spintonato”
chi Pompeo – Andrea
ti ha dato quella spinta?
quell’ultima spinta? –
il fatto è che
la vita
è una condanna a morte
siamo tutti prigionieri
del braccio della morte
che è la nostra vita.

 

 

Su Gli ultimi giorni di Pompeo e sul suo autore:
http://www.fandango.it/scheda.php/it/gli-ultimi-giorni-di-pompeo/595
http://www.pummarulella.org/fum/Pazienza%20-%20Pompeo.pdf

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