Poesia

Lo sperpero corrotto del tempo: “Misinabì” di Giulio Maffii

a cura di Teresa Caligiure

10565746_10205280567312548_1647587580_nSu  quale materia verte la poesia? “Proprio su niente” risponde con vigorosa e sfuggente ironia Guglielmo IX d’Aquitania in uno dei versi più celebri della lirica trobadorica sul quale Giulio Maffii fonda le premesse del suo dire. La nuova raccolta poetica di Maffii, Misinabì, edita da Marco Saya Edizioni (Milano, 2014) per la collana Poesia oggi  (23), consta di venti componimenti e indaga l’atto poetico sin dal titolo: “Misinabì”, storpiatura dal francese mise en abîme, annuncia gli intenti metaletterari del poemetto, sviluppati mediante una fitta serie di singolari immagini: «credevo davvero / che un’ombra perseguitasse l’inoltre / e anche i vadoacapo / i distici le epigrafi». La scrittura trova il proprio rifugio e, paradossalmente, il proprio abisso nella parola, in quanto «l’unica identità della parola / è nella parabola dei ciechi»; non vi sono Verità cui fare riferimento: «l’errore è dentro noi nelle parole». Si tratta, dunque, di una poesia che tenta di afferrare la mutevole e indefinibile realtà, le ombre e i silenzi che lacerano l’esistenza, che instaura un dialogo con i defunti, e che coraggiosamente canta il nulla, «la distruzione del vuoto» («siamo milioni in questo vuoto»), e la morte degli dei: «siamo mercanti adoratori / la sconfitta di qualsiasi dio». Tali temi, che animano l’intero poemetto, diventano motivo di intesa tra l’Io lirico e il lettore, suo compagno di viaggio, evocato costantemente sin dai primi versi della raccolta: «tu come allora dicesti noi».
La riflessione sulla scrittura è associata ad elementi naturali — limoni, alberi, pietre –, puri simboli dell’itinerario che l’uomo percorre, scontrandosi con la fugacità del tempo, alla ricerca di un senso ultimo. E proprio il tempo è la metafora privilegiata di un’esistenza precaria («siamo un prestito del tempo»; «siamo e fummo»), oggetto di un canto autentico e sofferto che, demitizzando e sconsacrando qualunque atto cognitivo, si interroga sul mondo compiendo — come amplifica il sintagma «scendemmo ancora», ritornello dell’intera silloge — la sua catabasi (senza annichilirsi?).

 

Testi tratti da Giulio Maffii, Misinabì, Marco Saya Edizioni, Milano, 2014

“Farai un vers de dreyt nien”
(Guillamme d’Aquitaine)

Credevo davvero
che un’ombra perseguitasse l’inoltre
e anche i vadoacapo
i distici le epigrafi
Sotto la seta spuntava il limone
e tutto il virulento niente umano
e qui
-qui non in altri luoghi-
mi sentivo accolto nell’abisso
finalmente
futilmente
a casa
esercitando il diritto di recesso

***

Benvenuto straniero in questi posti
regno di Beulah o nome stesso
la distruzione del vuoto
un’altra saracinesca
figlia della ruggine si abbassa
partout dans les salons au thèatre à l’èglise
l’unica identità della parola
è nella parabola dei ciechi
tutto evapora
dal padre al sostantivo
I morti sono ancora il terzo pedale
restano chiusi in sordina
e di notte mangiano frutta
-mi hai costretto a parlare
sei tu la tua rovina-
tutto evapora
nell’asimmetria che ci avvicina

***

L’errore è dentro noi nelle parole
negli eventi nelle liste programmatiche
Siamo un prestito del tempo
le tre colonne del tempio?
siamo mercanti adoratori
la sconfitta di qualsiasi dio
siamo la terra guasta dentro la grondaia
il fine ultimo della nuvola
il grido dell’albero che esce dalla radice
siamo e fummo
perche il verbo non ha desinenze
quando e fuori dalla grammatica vivente
e poi scendemmo ancora mentre

***

Siamo milioni in questo vuoto
così goffi tra regole
labirinti silenzi e graffi
Respiriamo il santo della cruna
la tassonomia del caso
e di bruma in bruma attendiamo
qualcuno una svolta
altri una generica attenzione
Senza luogo accadono sulla terra
persuasioni indelebili verità
L’albero il sole il biondo dei capelli
in quali pieghe contorte
il vuoto delle porte i terrapieni
le pietre acquietano gli orpelli
s’addensano giorni e licheni
Non scorre la gora secca che nutre
il sottobosco il precipizio la forra
tra quando scendi e quando torni

________________________________

10933334_10205692569572347_1580375778_nGiulio Maffii ha diretto la Collana di Poesia Contemporanea e plaquette per le Edizioni Il Foglio e svolge opera di traduzione poetica. E`stato uno degli organizzatori italiani del festival mondiale Palabra en el mundo. Ha scritto  articoli critici sulla poesia del Novecento. Ha all`attivo diverse pubblicazioni tra cui “L`umiltà del poco” (2010 Akkuaria) e “L’odore amaro delle felci” (2012 Ed.della Meridiana) con cui ha vinto il premio Sandro Penna per l`inedito e “Agli zigomi delle finestre” (2013 E.P.C). Nella sua produzione c’è anche la raccolta di racconti “La caduta del tempo” (2008 Il Foglio). Suoi lavori sono stati tradotti in spagnolo, inglese e romeno. Nel 2013 e` uscito per Marco Saya Edizioni il saggio breve  “Le mucche non leggono Montale”, una corrosiva visione del mondo poetico Nel 2014 dopo aver vinto il Premio Castelfiorentino con  “Arische rasse – Novella di guerra-”,  poemetto sulla guerra tratto da una storia vera, ha pubblicato sempre per Marco Saya Edizioni “Misinabì” sua ultima opera poetica. Sempre nel 2014 un suo saggio “L’Io cantore e narrante dagli aedi ai poeti domenicali: orazion picciola sulla parabola dell’epos” è stato pubblicato da Bonanno Editore nel volume “Con gli occhi di Giano. Narrazioni e unità delle scienza umane”, che racchiude gli atti dell’omonimo Workshop tenutosi a Firenze, a cura dell’antropologo Paolo Chiozzi, di cui Maffii è stato a lungo allievo e collaboratore.

Annunci

One thought on “Lo sperpero corrotto del tempo: “Misinabì” di Giulio Maffii

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...