Poesia/Porto sepolto/Traduzioni

Inês Hoffmann: canterò lo splendore intenso riflesso nello specchio

di Adriana Gloria Marigo

copertina_Parto_di_Marco_Scalabrino-ridPoche sono le notizie biografiche e bibliografiche sulla poetessa brasiliana Inês Hoffmann di cui il poeta, critico letterario, studioso della lingua siciliana Marco Scalabrino ha tradotto in italiano la raccolta Parto per i tipi di Samperi editore, 2007. Il libro consta di 48 poesie nel testo originale portoghese con a fronte la raffinata versione del poeta di Trapani, il quale usa la parola in un afflato di ricerca decisamente preziosa rivolto a trovare sinestesie di suono e cultura andando all’incontro con lingue lontane dalla sua che lo magnetizzano per quella tensione a trovare l’ “in – canto” nella parola della poesia. E altrimenti non potrebbe essere,  in quanto la traduzione dal portoghese – lingua di saudade e melodia – è sì in Scalabrino ricreazione del verso, ma nella direzione di riuscire a mantenere il senso che emerge dal suono originario, dalla brevità della frase poetica creati dalla poetessa.
Dell’autrice di Parto apprendiamo notizia in portoghese dall’aletta di copertina: è nata il 24 gennaio 1971, vive a Roque Gonzales nella provincia di Rio Grande do Sul, separata con due figli, ha una professione da segretaria amministrativa. In rete non troviamo approfondimenti, ma unicamente due o tre brevi interventi che destano curiosità per l’unico libro dell’autrice tradotto in italiano; non sappiamo nient’altro sulla sua opera e se ci siano altre pubblicazioni nel suo paese. Alcuni fondamentali sulla sua poesia possiamo però apprenderli dalla bella Presentazione di Licia Cardillo Di Palma la quale illustra Parto consegnando il tema principale e i suoi corollari: a Inês Hoffmann preme la relazione con il mondo nella sua manifestazione e risonanza morfica in cui ogni essere è in stretto e custodito legame con l’Altro, ne prende vita riconsegnandola in un fluire infinito correlato allo spazio e al tempo;  individua nella sua esistenza solitaria prossima all’esilio uno stato privilegiato in cui chiamare a raccolta tutti gli elementi dell’universo, compreso l’amore, dato che è nell’unione con essi che sente di realizzare la dimensione più alta dell’esistenza, il sacro valore e l’integrità della linea ragione-sentimento. Riconoscere il dolore proprio e del mondo non conduce tanto l’autrice al ripiegamento su se stessa, quanto in se stessa, amplificando il desiderio di unione con ogni creatura del cosmo, la determinazione a «mancare alla parola data!» perché la dinamica «desidero imparare nuovamente / ad amare, / desidero abbandonarmi, / ricominciare» è il fondamento per cui «la vita non necessita / di affettazione». Il mondo poetico e l’io lirico di Hoffmann vibrano costanti, come un basso continuo, l’ineffabile del parto psichico: necessità che si presenta come tappa evolutiva, uscita dal buio della lacerazione «senza parole / senza sguardi / senza carezze / né sorrisi» ogni volta che la vita reclama l’abbandono di thanatos per eros, il ritrovamento di « un obiettivo esclusivo:/ l’azzurro infinito del cielo!».
Alla Presentazione di Licia Cardillo Di Palma, segue Apresentação di Alba Olmi in portoghese dove la docente de la “Universidade de Santa Cruz do Sul” analizza il lavoro pregevole di Marco Scalabrino, traduttore.

***

da Inês Hoffmann, Parto, Castel di Judica (CT) Samperi Editore, 2007, traduzione italiana di Marco Scalabrino

CANÇÃO

Um dia cantarei
as esmeraldas que colocaram
em mim.
Cantarei o brilho intenso
refletido no espelho:
Esperança.
Por enquanto
è preciso esperar
que o pássaro de fogo
retorne
e devolva e felicidade.

CANZONE

Un giorno canterò
gli smeraldi che collocarono
in me.
Canterò lo splendore intenso
riflesso nello specchio:
speranza.
Al momento
occorre aspettare
che l’uccello di fuoco
ritorni
e ci renda la delicità.

*
Da QUERO A SOLIDÃO

Não quero barulho
Nem mesmo o canto dos pássaros
Ou o vento a roçar nos galhos.
Quero a solidão.
A solidão nem que seja
Por um dia.
Quero a solidão para poder
sonhar
e chorar.

Da VOGLIO LA SOLITUDINE

Non voglio clamore,
non il canto degli uccelli
né il vento a frusciare tra i rami.
Voglio la solitudine.
Solitudine quand’anche
unicamente per un giorno.
Solitudine per potere
sognare
e piangere.

*
Da PARTO

Então me redimi
comigo mesma
Concedi a mim
o indulto dos inocentes.
No tempo certo da alma encontrada
Parirei a mi mesma.
Da PARTO

Allora mi sono riscattata
con le mie sole forze
e mi sono concessa
il perdono degli innocenti.
Una volta ritrovata la mia anima
partorirò da capo me stessa.

*
Da ALUIÇÃO

Do tempo
não è a velhice
que me atormenta,
não são os anos
que eu somo
que pesam.
Meu tormento è saber de mim.
O peso que carrego
è o que não fiz,
o que não juntei,
o que não construí.
O peso è o vqazio.
Tenho medo de perder-me
não encontrar o caminho
de volta à razão.

Da DISFATTA

Del tempo
non è l’immanenza
che mi assilla,
non sono gli anni
che si assommano
a pesarmi.
Il mio tormento è sapere chi sono.
Il peso che mi opprime
è ciò che non ho fatto,
ciò che non ho raccolto,
che non ho costruito.
Il peso è il vuoto.
Termo di perdermi,
di non ritrovare il varco
di ritorno alla ragione.

*
Da DOMINATIO

Eu controlando a fera,
a fera me descontrolando,
até que chegue
o breu da noite.
Nenhum sai vencedor.
Um rende-se ao outro
Pertencemo-nos…
Somos da mesma essência,
inseparáveis.

Da DOMINIO

Io a controllare la fiera,
la fiera a cercare di divincolarsi,
fino a che non sopraggiungono
le tenebre della notte..
Nessun vincitore.
Ognuno si arrende all’altro.
Ci apparteniamo…
siamo della medesima essenza,
inseparabili.

*
RESIGNATIO

Aos poucos
a fera se acalma
me resigno
com
a situação.
Chegamos a um acordo
de convivência:
eu a aceito
ela me poupa.
Continuamos
a nos pertencer
pacificamente.
A fera se acalma…
Recomenço a viver.

RASSEGNAZIONE

Poco a poco
la fiera si calma,
mi rassegno
alla
situazione.
Stipuliamo un verbale
di coesistenza:
io accetto lei
lei mi risparmia.
Continuiamo
ad appartenerci
scambievolmente tollerandoci.
La fiera si placa.
Riprendo a vivere.

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One thought on “Inês Hoffmann: canterò lo splendore intenso riflesso nello specchio

  1. La proposta è interessante per la qualità dell’autrice e anche per il fatto che si parla di un libro pubblicato otto anni fa: nel superficiale mordi e fuggi del web richiamare l’attenzione su libri importanti, ma magari già fuori commercio è un atto di attenzione e di cura non da poco.

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