Frammenti di scrittura/Poesia

“Sogni e improvvisazioni” di Dianella Bardelli

Testi inediti di Dianella Bardelli

Ascoltando il Concerto Rotondo di Giovanni Sollima

E c’è l’Oriente
la Persia
l’ Asia –
sottili veli viola –
ma poi arriva Parigi
Pigalle
strade di pioggia
nera
gente, facce –
questo è il bello che stordisce
se chiudi gli occhi parti
neanche fosse l’LSD –
intorno a lui si sparge
come un fumo –
ora è il Western
il deserto
e la polvere calda
arancione -–
improvvisa?
spero di sì
come fosse un’arpa

***

E c’era un Occidente

E c’era un Occidente
che sembrava l’Oriente
forse lo imitava
forse il secondo aveva conquistato il primo
noi eravamo occidentali
vivevamo precariamente
lungo una strada
asfaltata nera
piena di gente ai bordi
che vendeva e comprava –
ricordo qualcuno di noi dire:
“eh guarda quella catasta di cotone
come in India” –
e c’era della carne
che c’eravamo portati dietro
che era andata a male –
uno di noi diceva:
“abbiamo l’arrosto che è ancora buono” –
dentro una casseruola noi lavavamo
con dell’acqua la carne andata a male –
mi viene in mente
che la carne andata a male
sia il mondo di oggi
l’acqua che la lava
chi è?
E c’è l’arrosto
il nuovo mondo
rinnovato e sano

(ieri sera ho aperto la porta di casa e c’era solo nebbia.
Il mondo là fuori non c’era più)

***

E

E peregrinavo infelice
per villaggi, città e strade
fuggendo da qualcuno
inseguendo qualcun altro –
so da chi scappavo
so chi inseguivo –
l’inseguito è una donna
che nel mio remoto passato
ho molto ammirato
di quell’ammirazione
che invece è invidia
per quel che ha
per quel che è –
anche una specie di amore
in fondo
perché l’invidia
è una forma esasperata
ossessiva
d’amore
per quel che un altro
è o ha –
è disamore di sè
amore per
quello che un altro è o ha
in fondo
una forma alterata
di altruismo –
e così
io inseguivo questa donna
del mio remoto passato
e non la raggiungevo mai –
lei, che ha un evangelico nome,
si celebrava
in un quadro perfetto
di vocazione umanitaria
di splendido
infuocato
volontariato per gli altri –
io fuggivo dagli oggetti
comprati
accumulati
volevo tornare
semplice, altruista
frugale
ma non ci riuscivo –
non raggiungevo
la signora altruista
del mio remoto passato –
e così
fuggendo da qualcosa
ma non raggiungendone un’altra
rimanevo a mezza via –
nel moto perpetuo
del rincorrere

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