Poesia e traduzione

“Nihil” di Alfredo De Palchi tradotto da John Taylor

cover-Nihil-Italian

 

Alfredo De Palchi

da Nihil  traduzione di  John Taylor

Alfredo De Palchi, Nihil, a cura di Maurizio Cucchi, Stampa2009 («La Collana» 44), 2016.

(il volume sarà pubblicato nella traduzione inglese di John Taylor da Xenos Books)

 

da Nihil / from Nihil :

1

Con la campana stonata da elettriche fratture sono il torrione dall’occhio telescopico dentro il mondo

 

1

with the church bell jarred out of tune from electrical fractures, I’m the tower with the telescopic eye inside the world

 

*    *    *

 

4

figura lineare d’obelisco egizio per te sono il rammarico il fuorilegge di fuoriluogo della specie; ferrami con il tuo metallo nei cunicoli antichi; se sei pietra sirenica tra le petraie degli assiri sanguina dal ferro della corona la mosca del nome; o vola al viso che arcobalena tempeste di sabbie e siccità per l’acqua della tua estensione

 

4

for you with your Egyptian obelisk’s linear figure I’m the regret the outlaw of the outskirts of the species; fit me out with your metal in ancient underground passages; if you’re the special stone among the heaped-up stones of the Assyrians the housefly of the name bleeds out from the iron of the crown; or it flies in the face rainbowing sandstorms and drought through the water of your extension

 

*    *    *

 

8

corri al lavoro . . . non io che mi accingo a scolpire il macigno al sole, la quercia a rami abbracciarsi ad altri rami pensili su un letto di sassi alla sponda obliqua del fosso; il veloce diluvio di acquate lampi tuoni sgomina in un campo arato; a tua scelta, o nella casa diroccata

 

8

off you run to work . . . it’s not me who’s readying to carve the sandstone in the sun, the oak tree with its branches embracing other branches hanging over a rocky bed all the way to the sloping bank of the ditch; the fast downpour lightning thunder flood are thrashing a plowed field; it’s as you wish, or inside the ruined house

 

*    *    *

 

14

dove sei, ed io, dove sono al mattino, con la mente che esplora la ragione di dover perire per il ritorno dal nulla? come si esce dal nulla, cosa annunciare che nel nulla c’è motivazione del nulla

 

14

where are you, and me, where am I in the morning as my mind explores the reason why we have to perish because of the return from nothingness? As we come out of nothingness, what should we announce, that nothingness aspires to nothingness

 

*    *    *

 

30

il cielo sconfina di bolle galattiche, buchi neri, materia oscura, nebulae, stelle solari, pianeti, e vuoti immensi; è più probabile incontrare un e.t. che dio, ma di te almeno ho l’immagine del nulla, che svolazzi viva di fervore perennemente nello stesso cielo oscuro; dal ciglio del fosso che ranocchia conto i mondi stellari, senza poter numerare gli invisibili e quelli spenti

 

30

heaven spills over into galactic bubbles, black holes, dark matter, nebulas, solar stars, planets, empty expanses; it’s more probable to meet up with a UFO than god, but I at least imagine you as nothingness, fluttering about ever alive with fervor in the same dark heaven; from the edge of the croaking ditch I count the stellar worlds without being able to tally up those that are invisible and extinct
*    *    *

 

36

la mente non mi lascia un attimo . . . mandrie spinte con terrore nei macelli; giornalmente compi l’obbrobrio, la profonda fatica di squartare, sangue a torrenti che cela il felice supplizio; potessi abbracciare ciascuna vittima, gorgogliare con il mio sangue la definizione del loro iniquo olocausto

 

36

my mind gives me not a moment’s peace . . . herds driven with terror into slaughterhouses; acts of opprobrium you carry out daily, the extreme fatigue of quartering, streams of blood hidden by the gleeful torture; I wish I could hug every victim, gargle with my blood the definition of their iniquitous holocaust

 

*    *    *

 

42

sedicimila granelli di sabbia vorticano con precisione aldilà della via lattea e la meschina corporatura dell’essere omuncolare sostiene di avere la grandezza abissale nel suo solitario angolo spaziale, unico e a immagine del dio che si è creato nel vuoto della vita subito cacciata dal giardino; il serpente ha ingoiato il proprio uovo per il dolore di scendere l’albero; così centrifughi si vortica con il nostro granello di sabbia immerso nell’oscurità

 

42

sixteen thousand grains of sand precisely swirling beyond the Milky Way and the homunculus, with his measly body, claims he’s abysmally grandiose in his lonely corner of the universe and has been uniquely created in God’s image inside the void of life sudden driven from the garden; the snake has swallowed its own egg through the pain of slithering off the tree; so we’re centrifuging swirling with our grain of sand sunk into the darkness

 

*    *    *

 

50

ci sei da sempre eppure a te non importa la materia oscura, quella misteriosa invisibile sostanza pesante più del visibile universo; che effetto hanno l’esplosioni delle supernova e stelle neutrone; che proponi quando una stella massiccia esaurito il proprio fornimento di combustile nucleare inizia il suo permanente libero cadere; una stella massiccia che cade permanentemente dentro un buco nero senza mai raggiungere il fondo, l’infinito infinito; con il tuo potere di disfare presumo tu non abbia nessun attimo d’intuizione matematica; sei soltanto la spoglia . . .

 

50

you’ve always been here yet you don’t care about dark matter, that mysterious invisible substance weighing more than the visible universe; what effect exploding supernova and neutron stars have; what you might suggest when a massive star that has run out of its own supply of nuclear fuel begins its everlasting free fall; a massive star that falls forever into a black hole without ever reaching the bottom, infinite infinity; with your power to undo I assume you haven’t even a flash of mathematical intuition; you’re just the corpse . . .

 

*    *    *

 

53

non ho dio e religione e giustamente prevedo con odio verbale che il pianeta si sgancerà dalla sua centrifuga forza; benché io abbia forza interiore nego di sostenerlo sulla schiena; il suo involucro non mi aggancerà al girotondo mentre scoppia a brandelli per l’abisso; il mio soffio all’involucro di spilli è il soffio al “dente di leone” da cui svolazzano i fili bianchi che mai più potranno ripollinarsi

 

53

I have neither god nor religion and rightly foresee with my verbal hate that the planet will break loose from its centrifugal force; although I have the inner strength to do so, I refuse to prop up the planet on my back; what covers it won’t hold me down on the merry-go-round while it’s bursting to bits through the abyss; my puffing on the cover of pine trees is like puffing on a “dandelion” head from which flutter off white threads that never again will pollinate

 

*    *    *

 

55

si pensa tu sia l’altrove da dove nessuno ritorna a raccomandarci la gioia del luogo buio o il pianto per la pestilenza che l’umano ha il dovere punitivo d’infettare e di continuo vomitarsi; la visione, lucida, poco a poco si opaca, si spegne e vanisce stella trasparente, totale olocausto

 

55

one thinks you’re the elsewhere from which nobody returns to recommend the joy of the dark place or the weeping for the pestilence that mankind has the punitive duty to infect and constantly vomit back out; glossy, then gradually dulling, the vision switches off, and the transparent star vanishes, total holocaust

 

http://www.stampa2009.it/editoria/schede-libri/nihil/

 

 

_______________________

Alfredo de Palchi  è nato a Verona nel 1926 e vive a Manhattan, New York. Dirige la casa editrice Chelsea Editions. Ha svolto, e tuttora svolge, un’intensa attività editoriale. Tra le raccolte pubblicate: Sessioni con l’analista (Mondadori, 1967; Mutazioni (Campanotto, 1988, Premio Città di S. Vito al Tagliamento); Paradigma (Mimesis/Hebenon, 2006); Contro la mia morte (Libreria Padovana Editrice, 2007); Foemina Tellus (Edizioni Joker, 2010). Ha curato con Sonia Raiziss la sezione italiana dell’antologia Modern European Poetry (Bantam Books, New York, 1966), Ha contribuito a tradurre in inglese molta poesia italiana contemporanea per riviste americane.

JohnTaylorAlfredoDePalchi - Firenze, aprile 2012

AlfredoDePalchi e JohnTaylor, Firenze, aprile 2012

Nato nel 1952 a Des Moines (Stati Uniti), John Taylor vive in Francia del 1977. È autore di sette opere di racconti, di prose brevi e di poesie. La sua raccolta di poesie The Apocalypse Tapestries è stata pubblicata in italiano con il titolo Gli Arazzi dell’Apocalisse (Hebenon) et la sua raccolta di prose brevi, If Night is Falling, con il titolo Se cade la notte (Joker). È editor e co-traduttore d’una ampia raccolta dei testi di Alfredo de Palchi, Paradigm: New and Selected Poems (Chelsea Editions, 2013). Ha ottenuto nel 2013 una borsa notevole dell’Academy of American Poets per il suo progetto di tradurre la poesie di Lorenzo Calogero — libro che è stato pubblicato: An Orchid Shining in the Hand: Selected Poems 1932-1960 (Chelsea Editions).

 

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