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La storia dell’altro

In questo inizio d’anno, pieno di buoni propositi di tutti, come tutti gli anni, mi piace segnalare con una breve nota un libro, un saggio, che due comunità rappresentate da studenti e insegnanti danno di quello che può significare trasmettersi informazioni, memoria, conoscenza. Un libro bello e importante: La storia dell’altro (Una città 2003), che personalmente ho letto perché mia moglie si è data da fare per recuperarlo direttamente dalla cooperativa che l’ha pubblicato e portarlo in casa.
Credo che ognuno di noi abbia la responsabilità, se non di “risolvere” i problemi, almeno di provare ad informarsi veramente su ciò che è parte integrante e quotidiana del nostro condividere la storia di questo mondo, che è anche la nostra storia.
Anche in questo millennio c’è un conflitto che continua a seguirci e che molti di noi non sanno nemmeno perché sia iniziato e quando. Un conflitto che forse non è solo un luogo fisico ma è un luogo dell’anima di milioni di persone nel mondo, perché, per molti motivi, ci coinvolge tutti.
Grazie ad un progetto del Prime[1] in collaborazione con alcuni istituiti superiori, sei insegnanti palestinesi e sei insegnanti israeliani hanno approntato insieme ai loro studenti, collaborando, correggendo e scambiandosi informazioni, questo libro che non è altro che un piccolo ma significativo manuale di storia (scritto sia in arabo che in ebraico e ora adottato giustamente in diverse scuole) che ripercorre, fin dalle prime fasi (e siamo nei primi del ‘900 con pregressi storici influenti a fine ‘800) ciò che ha portato il conflitto tra israeliani e palestinesi a diventare ciò che conosciamo oggi: una guerra mai dichiarata senza apparente via d’uscita.


Come viene detto nell’introduzione a questo libro, la cosa più importante è forse l’esistenza stessa di questo libro, nata dalla voglia di eliminare ciò che di più pericoloso c’è nella Storia: il non conoscere la Storia. Non sarà un libro che risolverà i problemi, certo, ma molto può aiutare approcciare i problemi con questo spirito di condivisione e questa voglia di affrontarli e discuterli.
Con un lavoro ben coordinato insegnanti e studenti hanno ripercorso in parallelo, passo passo, la storia recente dei loro popoli e di una terra mai condivisa e ora come ora perduta da entrambi per quello che potrebbe essere, ognuno seguendo il proprio punto di vista storico (e direi anche “culturale” in senso ampio) e confrontando le due versioni della Storia.
Più di tante discussioni piuttosto attuali ma vane che partono da punti arbitrari per descrivere come sia oggi la situazione di questo conflitto, più di tante analisi politiche, questi ragazzi ed insegnanti hanno redatto un testo a mio parere importantissimo, illuminante.
Scoprirete cose che non sapete, quasi certamente. Scoprirete come la Storia è narrata da chi l’ha vissuta sulla pelle e come la Storia muti attraverso un meccanismo non di attribuzione delle colpe ma di semplice cronistoria degli eventi, scevro da qualsiasi giudizio eccessivo e inutile e soprattutto da qualsiasi pregiudizio. Scoprirete che noi europei, occidentali , abbiamo responsabilità precise (come quasi sempre) fin dagli albori di questa situazione e non siamo nemmeno in grado di riconoscerlo o almeno di assumercene di nuove per una soluzione della situazione. Scoprirete un sacco di cose che solo questi ragazzi di ultima generazione potevano forse mettere assieme con tanta lucidità e puntualità.
Questo libro è una buona lettura, è molto più che un manuale di storia (come lo definisce chi ha aiutato a comporlo sotto le bombe), è un punto di partenza fondamentale per chi vuole capire, e io credo che chiunque di voi lo leggerà alla fine si sarà fatto un’idea precisa di come vanno realmente divise le responsabilità di questo conflitto e, cosa più importante, di come le vie di uscita stiano forse più nelle nostre vite che non nelle vite di quelli che questo conflitto lo subiscono.
Per avere questo libro (e anche altri assai interessanti) potete andare sul sito della cooperativa Una città e ordinarlo da lì, oppure chiamarli direttamente al numero 0543.21422 e chiedergli di mandarvelo. Vi arriverà direttamente a casa con bollettino postale allegato da pagare in tutta comodità, o almeno così è capitato a noi.
Un buon proposito insomma, che potreste realizzare subito e regalarvi per l’anno nuovo: capire quello che non capite perché non ve lo racconta mai nessuno.

Simone Battig

 


[1] Peace Research Institute in the Middle East

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