I libri migliori

Il giorno in cui Miss Integrazione invitò Milady Geografia al suo banchetto

di Romina Strippoli*


Quando un messaggero arrivò all’antica dimora in cui risiedeva Milady Geografia, una nobildonna dal potere antico e non del tutto ancora conosciuto, il valletto, in uniforme leggermente demodè eppure impeccabile, che scostò il pesante portone borchiato d’accesso alla distesa proprietà, si ritrovò tra le mani un invito bizzarro per la sua signora.
Un invito bizzarro, quasi quanto l’ambasciatore che lo portava. Troppo colorato, poche frasi cerimoniali, quasi un’ingiunzione più che una richiesta di presenza: “Vi aspetto al mio banchetto”.
Geografia, il cui segreto del potere risiedeva nel dinamismo mentale e, ovviamente, fisico, non si scandalizzò dei modi sbrigativi della sua giovane ospite. Anzi, apprezzò la praticità del suo atteggiamento.
Conosceva molto bene Integrazione, avendone  seguito da lontano gli sviluppi della sua storia, e sapeva che un giorno o l’altro avrebbero dovuto guardarsi da vicino, soppesare le conoscenze e i poteri di ognuna, e soprattutto sapeva, da donna che influenza da sempre i destini degli uomini, che avrebbero dovuto allearsi. Anche perché Miss Integrazione era più alla moda di lei, in questo momento.
Questioni di vanità.


Questa storia, che rievoca il sapore di un midrash, ci introduce nel mondo poliedrico e complesso dell’Integrazione Multiculturale, che indagheremo con un triplice approccio: analitico, quasi sezionandola nei vari fattori di cui si compone; omnicomprensivo, per godere di una visione d’insieme sui fatti di attualità e creativo, perché anche le forme d’arte come la pittura, il cinema, il teatro e la musica possano costituire ulteriori strumenti di questa indagine.

Scorrendo il dizionario, possiamo capire che la parola Integraziòne ha un significato che si svolge in tre azioni principali:
–          Integrare
–          L’integrarsi
–          L’essere integrato
Mentre il verbo Integrare ha un valore che potremmo definire oggettivo, Integrarsi ed Essere Integrato sono due verbi che esprimono due visioni del mondo, due atteggiamenti fondamentali nei soggetti dell’integrazione: la proattività, la volontà personale di dare avvio ad un processo di conoscenza e di accettazione del nuovo sistema ospitante; la modalità, tutta subìta da parte dell’individuo di farsi accettare dal sistema.
Ognuna di queste azioni ha dei riscontri quotidiani.
Pensiamo alla sanatoria del 2009 che ha portato alla regolarizzazione di circa 300.000 badanti e colf stranieri, prima clandestini, ed ora integrati nel mondo del lavoro regolare: è un esempio di integrazione oggettiva, stimabile, misurabile. Ma le stime ufficiali poco ci dicono sulla modalità con cui ogni singolo individuo ha gioito quando ha visto la propria domanda accettata oppure ha potuto rivolgersi ad un ospedale senza il timore di venire denunciato.
Per tutto l’insieme di sprizzante vitalità che è la mescolanza di Storia & storie da cui essa è nutrita, non potevo non rappresentare l’Integrazione come una giovane donna: uno spirito sveglio e capace che persegue la sua assoluta necessità di costruirsi il suo spazio nel mondo (anche in quello tutto intimo delle coscienze personali).
Ecco il motivo per cui Integrazione decide di invitare al suo ricco, colorato e profumato banchetto una signora potente, conoscitrice del cuore degli uomini, se non addirittura forza in grado di definire i destini delle genti, come Geografia.
Signora essenziale eppure demodè, a sentire le recenti notizie che vorrebbero ridotte le ore di insegnamento della Geografia nelle scuole, con il conseguente sconcerto dei geografi e non solo.
Alla scoperta dell’alleanza tra Integrazione & Geografia, ci guidano due grandi libri:

Denti Bianchi (Zadie Smith, Oscar Mondadori 2009)

 e Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo (Franco Farinelli, Einaudi, 2003)


Denti Bianchi
è stato scritto da Zadie Smith quando aveva ventitré anni. Un’età biologica che non corrisponde alla stratificazione di vissuto e alla open mind che deriva dall’avere un padre inglese ed una madre giamaicana. Zadie è una voce pienamente accreditata a scrivere di Integrazione:
– L’Integrazione di I° livello: cioè quella dei padri che giungono in un nuovo Paese.
– L’Integrazione di II° livello: quella dei figli nati da famiglie di cultura diversa rispetto al paese in cui sono cresciuti.
Tra questi due poli – i padri e i figli – si sviluppano tante dinamiche e sentimenti personali.
Per i padri: la speranza di arrivare in un Paese che possa concedere una vita migliore; l’inizio della disillusione che proviene dalla realtà quotidiana; il rifiuto da una parte della società “ospitante” o la malcelata sopportazione; la sofferenza incancrenita nel non sentirsi appartenenti né a un Paese né ad un altro.
Per i figli: il giudizio implacabile per la vita misera condotta dai padri nel nuovo Paese; la voglia di differenziarsi da quel tipo di esperienza; gli scogli opposti dalla società che li ritiene uno strano meltin’pot, ed in alcuni casi, la ribellione che diventa comportamento deviante.
Posso dire che Denti Bianchi è un libro con una struttura complessa, ma piacevolissimo. Questo anche grazie allo humor tipicamente inglese di Zadie Smith e alla bravura con la quale riesce a rendere tridimensionali i personaggi, a renderli empaticamente vicini quasi fossero nostri amici (anzi dispiace tantissimo non far parte della cerchia di amici di Archie, Samad, Alsana, Clara, Irie, Magid e Millat).
Ma è anche un piccolo manuale di geografia umana: ci introduce negli usi della Giamaica, della Londra sub-urbana, dell’India al tempo del Colonialismo. Riproduce sapientemente odori, spezie, sapori, azioni, frasi, atteggiamenti mentali di persone di provenienza diversa, ammalate di un forte senso di spaesamento e sradicamento indotto dall’esterno. Un esempio: Samad, una pietra miliare di questo libro, e Millat suo figlio, dovranno combattere tutta la loro vita a far comprendere che non sono pakistani, ma bengalesi.
Geografia. Un’introduzione ai modelli del mondo è un libro filosofico, in prima istanza.
Ci aiuta ad entrare nel senso della nostra conoscenza del mondo e del perché lo spazio, i luoghi, le mappe formino una immagine del mondo a volte condivisa e a volte specifica per ogni individuo
E’ una sorta di rivelazione che distrugge l’assioma secondo il quale una mappa geografica sia la Terra. Mentre spiega come la Terra si sia dovuta restringere nei limiti di una mappa, al punto che il nostro rapporto con essa fosse basato solo sulle principali coordinate di spazio e tempo. E le conseguenze di questo approccio utilitaristico alla Terra si traducono in quotidianità dai rigidi campi  delimitata:  la mia casa, il mio quartiere, la mia città, il mio Paese.
Ma il Mondo è più complesso di così, e si muove.
Vi riporto un estratto:

“…la Terra stessa, che ai giorni nostri frantuma senza sosta l’unità delle formazioni politiche, sociali e culturali e disperde da una parte all’altra i corpi delle donne e degli uomini. I quali sono costretti a riscoprire nel vivo della carne, violentemente, il carattere illusorio di ogni visione del mondo fondata sull’unità piuttosto che sulla molteplicità, e sulla staticità delle cose piuttosto che sulle relazioni basate sui flussi: le antinomie alla base di ogni racconto mitico, dunque di tutta la conoscenza occidentale”.


La conoscenza della storia dell’umanità e dei suoi flussi migratori (premessa di tutte le forme di Integrazione) passata e presente e persino giornaliera,  non può prescindere dalla comprensione profonda del luogo che ci ospita tutti, la Terra,  e che tendiamo a dominare sono con modelli conoscitivi ristretti. Ecco perché il Prof. Farinelli chiama a raccolta, per guidarci in un percorso conoscitivo scientifico eppure profondamente emozionante sulla natura delle idee che riguardano noi stessi, gli ambienti che abitiamo e gli altri che potremmo incrociare in questi luoghi,  l’arte, la poesia, la letteratura e tante altre forme di espressione artistica, le quali aprono spiragli, percorsi di pensiero e di intuizioni dell’esperienza dell’altro.

*Romina Strippoli è la coordinatrice del blog Suomii at Work – Creare è crearsi – Il blog che parla di cultura, arte & Integrazione.

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