Frammenti di scrittura/Narrativa italiana/Poesia

Frammenti di scrittura: appunti e improvvisazioni su Lenore Kandel

di Dianella Bardelli

lenore con libro fotoDi origini rumene e russe Lenore Kandel, poetessa americana, visse tra New York e Los Angeles (1932-2009), prima di trasferirsi definitivamente a S. Francisco nel 1960. Qui divenne un’attivista del gruppo anarchico dei Diggers che offriva cibo, vestiti e cure mediche gratuite a chiunque ne avesse bisogno. Oltre alla poesie si dedicò ai più vari mestieri come ad esempio  danzatrice, cantante, guidatrice di autobus. Partecipò al raduno hippy al Golden Gate Park del 1967; era il suo trentacinquesimo compleanno. Quando, unica donna sul palco, prese la parola, 25000 persone le cantarono insieme ‘Happy Birthday’. A detta di chi all’epoca la conosceva era di una bellezza carismatica, aveva forme rotonde e sensuali, attirava l’attenzione di chiunque la incontrasse per il suo aspetto dominante e allo stesso tempo sereno.

Nel 1966 il suo libro di poesie  The love book, era stato condannato per oscenità. In questo piccolo libro di appena 8 pagine e 825 parole, Lenore affronta poeticamente il tema dell’amore sessuale tra un uomo e una donna. Il linguaggio è esplicito, ogni parte del corpo maschile e femminile che riguarda l’atto sessuale viene nominata in maniera diretta e senza eufemismi. “Everyone who makes love is religious”, disse Lenore Kandel in sua difesa alla giuria durante il processo per questo suo libretto.  E aggiunse: “Io credo che quando gli esseri umani sono così vicini tra loro possano diventare una sola carne e spirito, essi trascendono l’umano nel divino”.

Il processo a The love book  si svolse nella S. Francisco degli hippies nel 1966. Le persone che in due librerie avevano venduto il libro furono condannate e la giuria concluse che il volumetto era osceno e non aveva alcun valore sociale. Nel 1971 il verdetto  venne capovolto.

***

Sono nuda contro di te
e metto la mia bocca su di te lentamente
vorrei tanto baciarti
e la mia lingua ti adora
sei bellissimo
il tuo corpo si muove verso di me
carne a carne
la pelle scivola sulla pelle dorata
come la mia verso la tua

la mia bocca la mia lingua le mie mani
il mio ventre e le mie gambe
contro la tua bocca il tuo amore
scivola…scivola…
i nostri corpi si muovono si uniscono
insopportabilmente
il tuo viso su di me
è il viso di tutti gli dei
e demoni bellissimi
i tuoi occhi…
amore tocca amore
il tempio e il dio
sono uno…

(tratto da The love book, Stolen Paper Review Edition, San Francisco, 1966, traduzione di F. Beltrametti e contenuta in: Fernanda Pivano, L’altra America degli anni ’60, Edizioni Il Formichiere, 1979)images

Lenore Kandel ebbe una vita avventurosa e per certi versi drammatica. A metà degli  anni ’60 in una cooperativa di scrittori conobbe William Fritsch, soprannominato Sweet William, che si innamorò immediatamente di lei. Quello che accadde fu che i due si misero insieme e Lenore lo seguì nelle sue scorribande sulla sua Harley Davidson e nella vita spericolata nel gruppo degli Hell’s Angels. Di S. Francisco. Nel ’70 i due ebbero un grave incidente di moto e Lenore rimase gravemente ferita alla schiena, tanto da non camminare più come prima. Da quel momento, dopo una lunga permanenza in ospedale, Lenore visse gli ultimi quarant’anni della sua vita ( è morta nel 2009) nel suo piccolo appartamento, uscendo raramente per qualche reading.

***

Love is an art for angels
and we are human, you and I
fallible we are, and fragile
and therefore more than perfect
we take such risks who leap across the void!
perfection is static paradise
but we are human, you and I, and so we dream
and cast pur dreams before us
exstending our fingertips beyond the finite edge
to brush that certainty
of ringing bliss
that resonates our dreams
impelling us to be that art
which angels strive to emulate.

(da Collected Poems of Lenore Kandel, North Atlantic Books; Berkley, California, p. 206)

L’amore è un’arte degli angeli
e noi siamo umani, tu e io
fallibili siamo, e fragili
e quindi più che perfetti
noi ci prendiamo tali rischi che attraversano il vuoto!
la perfezione è un paradiso statico
ma noi siamo umani, tu ed io, e quindi sognamo
e lanciamo i nostri sogni oltre il margine finito
per sfiorare passando la certezza
di una tintinnante beatitudine
che fa risuonare i nostri sogni
obbligandoci a essere quell’arte
che gli angeli si sforzano di emulare.

(traduzione di Dianella Bardelli)

 lenore all'human be in di San Francisco

Writing

Writing poetry
E basta
solo questo
a riempire tutta una vita –

per una persona come lei
così dinamica
che ha fatto la danzatrice del ventre,
l’interprete,
l’ autista di autobus
e in Big Sur dice Jack
girava in topless
completamente a proprio agio
come fosse, come è
la cosa più naturale del mondo
perché lei diceva
se hai paura o vergogna del tuo corpo
non potrai dare e ricevere amore –
lei che animava gli happenings
con il suo andare e venire
forse correre
con tutti i sui impegni dinamici
forse in certi giorni
frenetici
lei che con Sweet William andava
ai raduni degli Angeli
e percorreva sul sellino della sua
Harley centinaia di km
per il solo gusto di farli
e passava con lui, Bill
chissà quante ora nei locali degli Angeli
a bere e chiacchierare a subire
le altrui risse –
lei che dice Peter
nel suo bellissimo libro
passava giornate con il suo Bill
nel loro letto che era tutta
la loro casa –
40 dopo se le chiedono
cosa facevi nel 1967?
dice writing poetry
e nel 2007?
Lenore risponde
writing poetry
eccezionale Lenore!

(improvvisazione poetica di Dianella Bardelli)

Nel 2007 durante una manifestazione per commemorare la “summer of love” di San Francisco di quarant’anni prima (il cosiddetto Summer Of Love Survivors 40th Anniversary), fu chiesto a  Lenore Kandel cosa stesse facendo  nel 1967 e cosa stava facendo nel 2007; la sua risposta fu: 1967: writing poetry; 2007: writing poetry. Cosa vuol dire questo se non che quel che rimane di quell’epoca, della sua gioventù hippy è solo il fatto che tra le tante cose che lei può ricordare di aver fatto, quella più importante è che ha scritto poesie, come se l’aver fatto parte del gruppo politico anarchico dei Diggers fosse stato cancellato, o l’aver partecipato ai Bed-in di S. Francisco non fosse più degno di nota. Come se anche gli amori appassionati non fossero più degni di nota o le sue opinioni sull’amore sessuale non fossero più importanti. Come sei lei fosse stata per tutta la vita chiusa in una stanza writing poetry invece di vivere appassionatamente ogni istante dei suoi 35 anni prima dell’incidente di moto.

Da Urlando Delizia sull’intero universo  (dal romanzo inedito su Lenore kandel di Dianella Bardelli)
Era passato  mezzogiorno quando si avviarono a piedi verso il Golder Gate Park, dove si sarebbe tenuto il raduno degli hippies di San Francisco. Era una bellissima giornata di sole, nonostante si fosse in gennaio; Lenore si era vestita da capo a piedi di arancione e di rosso, mentre Bill era tutto vestito di pelle nera. Aveva la sua aria truce vestito in quel modo, mentre Lenore sembrava un folletto uscito da qualche foresta misteriosa abitato da divinità boschive. Lenore era l’espressione fisica, la materializzazione di questa rivoluzione spirituale e pacifica che si sarebbe andata a celebrare di lì a poco al Golden Gate Park. Le sue lunghe trecce nere da skaw risaltavano su tutto quel rosso e arancione e accentuavano quell’aria intensamente esoterica e allo stesso tempo pacifica che lei comunque aveva sempre. Era una vera sacerdotessa di quel nuovo strano rito che si stava per celebrare per la prima volta in quella parte dell’America.
Arrivarono al grande prato del  raduno delle tribù insieme a centinaia di persone; era tutto un salutarsi e un abbracciarsi. Era tutto un: anche tu qui Sam, anche tu qui Mary…
“Oh Bill, sta davvero accadendo tutto questo?”, disse Lenore. “Mi sembra un sogno, un meraviglioso sogno”, ripeté. Lui non disse niente ma strinse le labbra, come faceva sempre quando era davvero emozionato.
Incontrarono anche un gruppo di amici del club degli Hells Angels che arrivarono con le loro Harley rombanti e si fermarono a salutarli. Bill li guardò quando si furono allontanati, e li invidiò, loro sono più liberi di me, pensò.
Che dire del raduno delle tribù di quel 15 Gennaio 1967? Solo che era la prima volta. Ecco tutto. Era la prima volta che l’alternativa al conformismo americano si manifestava così apertamente e a livello di massa. Fu l’inizio di qualcosa che dura ancora oggi se io sono qui a raccontare la storia di Lenore, la regina di  Haight-Ashbury. Per quanto mi riguarda, la cosa più eclatante e strana e meravigliosa fu quell’ Happy birdhay cantato da 20.000 uomini e donne appena lei,  tutta vestita di arancione e rosso, salì su quel palco:

Sacerdotessa, monaca
dei riti poetici e amorosi
dedita a pratiche misteriose
antiche di donne libere
spirituali e sensuali
celebrazione della vita
esperienza
della vita
solo quello solo quello
sul quel grande palco celebrante
un tentativo effimero
di felicità terrena
di nuova consapevolezza
con parole di un dharma occidentale
ad un altrove destinato –
mi susciti tenerezza come
sempre Lenore
vestita di arancione e rosso
ma pensa un po’
come ti è venuto in mente?

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